Wolfman: dopo essersi trasferito in America cercando di lasciarsi alle spalle i dolorosi ricordi dalla morte della madre, Lawernce Talbot (Benicio Del Toro) torna a casa dal padre Lord John (Anthony Hopkins) in seguito alla scomparsa del fratello. Per aiutare la fidanzata del fratello Gwen Conliffe (Emily Blunt) inizia ad indagare sulle misteriose morti che avvengono nel paesino di Blackmoor in Inghilterra. Le ricerche lo portano a scoprire che sul luogo pende un orribile minaccia, la leggenda racconta che alcuni uomini nelle notti di luna piena si trasfomano in esseri dalla forza bruta che terrorizzano e massacrano le persone del villaggio…sono i cosiddetti lupi mannari. Esiste un unica soluzione per porre fine a quest’atroce strage di innocenti e proteggere la donna di cui si è nel frattempo innamorato, distruggere il lupo mannaro che che si aggira nei boschi di Blackmoor. Durante la caccia però Lawerence verrà morso da una di queste bestie e si trasformerà a sua volta in una creatura assetata di sangue.

Annunciato per il 12 febbraio 2008, dopo ben quattro rinvii, giunge finalmente nelle sale questo horror distribuito dalla Universal Picture. Diretto inizialmente da Mark Romanek che abbandona il progetto per incomprensioni con la produzione, il film passa nelle mani di  Joe Jhonston regista di Jurassic Park III, jumanji e Hidalgo.Remake del film del 1941 “The Wolf Man”, mantiene l’atmosfera gotica e terrificante dell’originale anche se, grazie agli strepitosi effetti speciali e al trucco del più famoso make up artist del cinema (Rick Baker), il film è molto più violento ed orrorifico del precedente.

La bocca del lupo: dopo quattordici anni di carcere l’emigrato siciliano Enzo (Vincenzo Motta) torna nella livida città portuale di Genova. Ad aspettarlo in una piccola dimora nel ghetto della città si trova Mary (Mary Monaco), un transessuale conosciuto in carcere tramite messaggi registrati su cassette e di cui si è innamorato. Condividendo il sogno di una vita tranquilla in una casetta di campagna, i due cercano di vivere la loro storia d’amore in una città che hai loro occhi ha ormai perso il suo splendore. Genova città di reietti è rappresentata con filmati di archivio e immagini dal montaggio veloce che rappresentano i vicoli bui, i locali, le luci e le facce della gente che ormai vive ai margini fra l’intrico dei caruggi.

Vincitore della 27/a edizione del Torino film Festival, diretto da Pietro Marcello, il film si presenta sia come un documentario, grazie all’utilizzo delle immagini di repertorio della Genova di inizio ‘900, con la vita rurale e il lavoro operaio rappresentati con colori spenti e luci fioche, sia come un toccante ritratto della parte più emarginata della società sempre in balia di lupi nasconti pronti ad azzannarli. Il titolo è ispirato al romanzo di Remigio Zena (anch’esso ambientato a Genova) proprio perché racconta la vita della povera gente che deve lottare tutti i giorni per non finire nella fauci del lupo e dove nessuno può cambiare la propria vita segnata dal livore a dal risentimento.

Che fine hanno fatto i Morgan?: dopo una pausa durata tre anni torna la comicità e il fascino del bravo ragazzo di Hugh Grant stavolta nei panni di Paul Morgan, un avvocato di successo di Manhattan. Separato dalla moglie Meryl (Sarah Jessica Parker) dopo averla tradita con un attraente collega, cerca a tutti i costi di riconquistarla, ma la ferita e testarda Meryl non cede alle sue avances. Sarà però il destino a decidere per loro, dopo aver assistito ad un omicidio ed essere diventati il bersaglio del killer, i due sono costretti ad entrare nel programma di protezione testimoni dell’FBI. Abbandonano così la vita fatta di agi nell’amata New York per trasferirsi nel selvaggio Wyoming dove ad accoglierli trovano la coppia di coniugi Wheeler (Sam Eliott e Mary Steenburgen). In questo ambiente ostile, tra balli country e la natura selvaggia i due, aiutati dai Wheeler, riscopriranno il loro amore perduto e saranno costretti a ricominciare da zero.

Marc Lawrence firma così una nuova commedia romantica, basata forse su troppi cliché. Niente di nuovo si ritrova nel film, una coppia in crisi abbandona il caos della città per riscoprire la semplicità e le gioie della vita in un paese incontaminato che racchiude ancora lo spirito dell’America. A fare la differenza è la coppia Grant – Parker, lui con la sua indiscutibile comicità inglese e lei che sveste i panni dell’affascinate diva di Sex and the City lasciando nell’armadio i sui preziosissimi abiti per ritrovarsi circondata da mucche,cavalli e orsi.

Il figlio più piccolo: Luciano Baietti (Christian De Sica) è un immobiliarista sommerso dai debiti e con due figli avuti con Fiamma (Laura Morante). Per evitare i pignoramenti sposa Fiamma facendosi intestare la sue proprietà, ma lo stesso giorno delle nozze fugge con uno strano personaggio, un commercialista d’assalto, interpretato da Luca Zingaretti. Dopo quindici anni di vita lussuosa le indagini avviate dalla Guardia di Finanza sul suo impero immobiliare diventano sempre più pressanti. Per uscire da questa situazione Luciano cerca di trasferire tutte le proprietà al figlio minore Baldo, cresciuto con la madre e incapace di vedere le malefatte del padre e convinto che prima o poi l’uomo tornerà in famiglia.

Finalmente riusciremo a vedere un Christian De Sica drammatico, nei panni di un uomo privo di morale e senza scrupoli in contrasto con l’innocenza e le speranze del figlio Baldo e della moglie. Ritratto della nostra società basata sul denaro e dominata da furbi personaggi con in mano il potere e dai  media che li celebrano, il film di Pupi Avati è quindi una denuncia dei mali della società contemporanea, sempre dalla parte dei più deboli ed ingenui.

Il Missionario: ecco un altra commedia francese fatta di equivoci, scambi d’identità e dialoghi divertenti, diretta da Roger Delattre e con protagonisti Jean-Marie Bigard e Doudi Strajmayster. Racconta la storia di un ex detenuto, Mario (Bigard), il quale uscendo dal carcere è ancor perseguitato dalla mafia con cui ha dei conti in sospeso. Gli serve quindi un nascondiglio e grazie all’aiuto del fratello prete di professione (Strajmayster) lo trova in un paesino sulle alpi. Giunto nell’Ardèche e convinto di trovare la protezione del vecchio e saggio prete Etienne, scopre che il parroco è morto e gli abitati del villaggio sono convinti sia il suo sostituo.  Cominciano così una serie di equivoci che portano Mario ad identificarsi sempre più con i panni che indossa e grazie all’aiuto del fratello Patrik riuscirà ad aiutare i cittadini in difficoltà.

Nonostante sia un ex detenuto Mario riesce quindi, grazie alla sua semplicità, a rispondere positivamente ai bisogni dei fedeli riuscendo a conquistare la loro fiducia e a farsi amare.

Il richiamo della foresta 3D: aggiornamento in 3D del classico “Richiamo della foresta” di Jack London, in questo film ci troviamo catapultati nel freddo e innevato paesaggio del Montana, dove una ragazzina viziata (Ryann interpretata da Ariel Gade) viene mandata per alcune settimane. Il nonno Bill (Christofer Lloyd), paterno e rassicurante, cerca di far ambientare la nipote ma inizialmente Ryann non accetta di vivere in un paesino  così ostile e diverso dalla Boston a cui è abituata. Piano piano però riesce a scoprire e a comprendere il fascino del luogo grazie all’aiuto di un cane-lupo, incrocio tra un husky e un lupo selvatico che chiamerà Buck. Proprio mentre inizia ad addestrarlo come cane da slitta un altro uomo afferma di essere il suo padrone, così l’animale diviene il premio della gara di slitte trainate da cani. Intanto però Buck mostra sempre più la sua indole selvaggia e libera, il che rende impossibile realizzare il desiderio di Ryann ossia portare Buck in città al termine del suo soggiorno.

Il film diretto da Richard Gabai vuole principalmente mandare due messaggi: il primo è quello di cercare di rinnegare la superficilità cui siamo abituati nelle nostre città metropoli per riscoprire la bellezza e i valori della natura; e il secondo è quello di accettare la realtà delle cose dove non sempre ciò che desideriamo è possibile ottenerlo.