Nell’anno della rivoluzione 3D, è Kathryn Bigelow a trionfare agli 82° Academy Awards. Una donna vince, per la prima volta nella storia degli Oscar  vince il premio per la Miglior Regia. Ma le soddisfazioni sono 6 perchè “The Hurt Locker” vince anche la categoria del Miglior Film, Miglior Sceneggiatura, Miglior Montaggio Sonoro, Migliori Effetti Sonori e Miglior Montaggio.

E così “Avatar”, dell’ex marito Cameron deve accontentrasi di soli tre premi e tutti nelle categorie tecniche: Migliore Scenografia, Migliore Fotografia e Migliori Effetti Speciali. James Cameron è arrivato alla Oscar Night già tra le polemiche – per la cancellazione di una scenetta su Avatar di Baron Cohen e Ben Stiller e per il divieto di presenza al produttore di “The Hurt Locker” – e forse l’operazione ‘simpatia’ ha dato i suoi frutti a distanza. Non ha potuto che storcere la bocca di fronte alla consacrazione della moglie (alle prime nomination dopo una carriera di qualità), che – nel “giorno più bello della sua vita”, ha dedicato il film “a tutti gli uomini e le donne che portano un’uniforme in ogni parte del mondo”. Va anche detto che da un anni l’Academy sembra essere fedele alla tradizione, che strizza più l’occhio ai  Lumiere che a Melies, fatta eccezione per il colossal di Peter Jackson (che oggi sembra un videogame degli anni 80′ in confronto ad Avatar).

 

La serata è trascorsa grazie anche alla bravura dei due conduttori Steve Martin e Alec Baldwin  che hanno dimostrato di essere divertenti e soprattutto molto affiatati. Non hanno perso occasione per stuzzicarsi tra di loro e parodiare alcuni film come “Paranormal activity”. Nessun battuta ‘politica’, la loro ironia e simpatia erano ‘mirate’ ai collegli presenti al Kodak Theatre.
Simpatica la performance di Ben Stiller che, per presentare la categoria del miglior trucco, si è ‘truccato’ da Na’vi con tanto di coda e orecchie sporgenti.

Gli omaggi della serata sono stati due: uno agli attori e alle maestranze che sono scomparsi nel 2009 e l’altro ai film horror, un genere spesso bistrattato dall’Academy ma che tanto ha dato al cinema in generale.

Tra i momenti più sentiti c’è quello di Sandra Bullock, che ha vinto tanto l’Oscar per la miglior attrice protagonista regalando sincere lacrime sul palco per la sua mamma e confidando di sentirsi in colpa nei confronti delle sue – sconfitte – concorrenti.

Per il resto, si sottolinea l’emozione sincera di Christoph Waltz (miglior attore non protagonista), che racconta del ‘poco ortodosso sistema di navigazione’ di Tarantino , la forza delle parole di Mo’nique (miglior attrice non protagonista), la quale accolta da una standing ovation ringrazia l’Academy di aver premiato la ‘performance’ e non la ‘politica’, e la gioia di Jeff Bridges (miglior attore protagonista), sul palco a ringraziare la mamma ed il papà per questo premio arrivato dopo 5 nomination.

Premio anche a  Pete Docter, per “Up” (Miglior animazione, e  per la prima volta però candidato come Miglior Film), che fa sorridere tutti mostrandosi sorpreso di come l’aver fatto del suo libro di matematica un ‘flip book’ lo possa aver portato a questo punto.

Nonostante “Il Divo” sia stato superato da “Star Trek” per il Miglior Trucco, possiamo decisamente consolarci con le statuette raccolte per la Miglior Colonna Sonora (“Up”) da Michael Giacchino – che ha invitato i giovani a credere in se stessi raccontando del sostegno avuto dai propri genitori al suo sogno, che tutti definivano una “perdita di tempo” – e per la Miglior Fotografia (“Avatar”) da Mauro Fiore, che ha salutato il Kodak Theatre con un roboante “Viva l’Italia”.

Lista dei premiati:

MIGLIOR FILM

The Hurt Locker

MIGLIOR REGISTA

Kathryn Bigelow per The Hurt Locker

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA

Jeff Bridges per Crazy Heart

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA

Sandra Bullock per The Blind Side

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA

Christoph Waltz per Bastardi senza gloria

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA

Mo’Nique per Precious

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE

Geoffrey Fletcher per Precious

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE

Marc Boal per The Hurt Locker

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Up

MIGLIOR FILM STRANIERO

El secreto de sus ojos (Argentina)

MIGLIOR DOCUMENTARIO

The Cove

MIGLIOR FOTOGRAFIA

Mauro Fiore per Avatar

MIGLIOR MONTAGGIO

Bob Murawski e Chris Innis per The Hurt Locker

MIGLIOR SCENOGRAFIA

Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar

MIGLIORI COSTUMI

Sandy Powell per The Young Victoria

MIGLIOR TRUCCO

Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek

MIGLIOR COLONNA SONORA

Michael Giacchino per Up

MIGLIOR CANZONE

Ryan Bingham e T-Bone Burnett “The Weary Kind (theme from Crazy Heart)” per Crazy Heart

MIGLIORI EFFETTI VISIVI

Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones per Avatar

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO

Paul N.J. Ottosson per The Hurt Locker

MIGLIOR MIX SONORO

Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The Hurt Locke

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO

The New Tenants

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE

Logorama

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DOCUMENTARIO

Music by Prudence