Alla vigilia dell’uscita di Men In Black: International (quarto capitolo del franchise che lo vede protagonista al fianco di Tessa Thompson, già sua collega in Thor: Ragnarok), Chris Hemsworth ha concesso una lunga e interessante intervista a Variety ripercorrendo le fasi che hanno scandito la sua carriera a Hollywood, dall’inizio del percorso con i Marvel Studios alla sfida di mettersi in gioco con ruoli diversi.

 

Dopo il primo Thor mi sentivo limitato dall’atteggiamento rigido e serioso del personaggio. Così in vista di Ragnarok ho contattato Kevin Feige per proporgli un’idea abbastanza radicale. Il problema era che passati The Avengers e The Dark World ero come intrappolato nel ruolo, costretto in una tipologia di casting che mi avrebbe perseguitato per sempre. Quello era tutto ciò che aveva da offrirmi? Pensavo ci fosse dell’altro che potevamo fare.

Sappiamo dove ha portato questo “progetto” di cambiamento. In Avengers: Endgame Thor è irriconoscibile, alcoolizzato, sovrappeso, senza onore e nobiltà, rassegnato dagli eventi che gli hanno tolto la sua famiglia e il suo popolo.

Mi piaceva quella direzione“, dichiara l’attore a proposito del Lebowski Thor, “Perché stava contraddicendo tutte le aspettative.” E a quanto pare la bozza iniziale del film prevedeva un ritorno alla sua solita forma fisica verso la metà del film, decisione a cui Hemsworth si è opposto senza indugi. “Amavo quella versione di Thor, era così diversa da qualsiasi altro modo in cui avevo interpretato il personaggio che poi ha preso una piega tutta sua“.

Chris Hemsworth: dieci cose che non sai sull’attore

Ma l’intervista è anche la perfetta occasione per discutere dei successi e dei fallimenti, delle speranze e dei lavori mancati. Cominciando dal remake al femminile di Ghostbusters del 2016 dove è stato diretto da Paul Feig, un maestro della commedia contemporanea.

Ancora oggi resta uno dei miei ruoli preferiti, anche se stavo quasi per rinunciare. Tre o quattro settimane prima dell’inizio delle riprese Paul mi disse: ‘Sto per riscrivere il personaggio. Non preoccuparti.’ E poi ho ricevuto la sceneggiatura e non era cambiato nulla.” Secondo Hemsworth Feig aveva scelto di lasciare che gli attori improvvisassero molto sul set, dettaglio che lo spaventava a tal punto da pensare di mollare. “Avevo davvero paura, non avevo un piano, quindi mi stavo solo nutrendo del loro talento e mi sentivo semplicemente ridicolo nel farlo…ma l’ho usato.

E che dire della volta in cui stava per indossare i panni di un altro supereroe?

Ero davvero vicino dall’ottenere il ruolo di Gambit nel franchise di Wolverine, ma fu scelto Taylor Kitsch. Ero arrabbiato, i soldi stavano finendo, ma guardo le cose con filosofia: se avessi interpretato un X-Men, ora non sarei Thor“.

Per quanto riguarda il futuro, tra la rinuncia al nuovo film di Star Trek e i rumors su James Bond, la star australiana spiega che da qualche anno le sue scelte in termini professionali sono diventate più mirate e che si, gli piacerebbe tornare nel MCU per le prossime avventure del Dio del Tuono:

Vorrei fare di più, ad essere onesti, ma non so quale sia il piano. Mi sento come se avessimo aperto la porta ad un personaggio diverso, e non vedo l’ora di scoprire dove possa portarci“.

Fonte: Variety