colpi di scena michael shannon

Sono passati sette anni da quando L’Uomo d’Acciaio è arrivato al cinema, ma ancora oggi i fan discutono a proposito del finale del film in cui Superman si trova costretto a spezzare il collo del generale Zod – uccidendolo! – per fermare il cattivo una volta per tutte. Mentre in Batman v Superman: Dawn of Justice abbiamo visto che il corpo del villain è stato utilizzato per dare vita a Doomsday, nulla è stato invece rivelato o spiegato a proposito delle motivazioni che hanno spinto Kal-El a compiere un tale gesto.

Durante un’intervista con Collider, lo sceneggiatore de L’Uomo d’Acciaio, David S. Goyer, ha spiegato che Superman, costretto ad uccidere Zod, avrebbe dovuto dimostrare che l’eroe era stato messo alle strette, incapace di poter optare per un’altra soluzione. Spiegando che si trattava di un Superman che aveva da poco abbracciato la sua vera natura, Goyer ha chiarito che l’eroe non era ancora sceso a patti con le regole che da sempre contraddistinguono la sua morale (a differenza della sua controparte fumettistica).

“Non è affatto consapevole dell’entità dei suoi poteri”, ha spiegato Goyer. “Si è imbattuto in qualcuno che ha detto:” Non mi fermerò. Non puoi mandarmi in prigione. Non mi fermerò mai’. Volevamo metterlo in stallo”. Per quanto controversa possa essere stata, la morte di Zod avrebbe dovuto significare che Superman non avrebbe mai più ucciso. “Si trovava in una posizione terribile e ha giurato di non poterlo fare mai più. Non è uscito dalla rabbia, è stato costretto a farlo.”

La Fortezza della Solitudine nel finale alternativo de L’Uomo D’Acciaio

Goyer ha anche parlato di un finale alternativo, che è stato scritto ma che alla fine è stato scartato: “L’idea era che Superman avrebbe… c’era uno di quei tipi di criptopod sulla nave che si sarebbe trasformata nella Fortezza della Solitudine. Superman avrebbe messo Zod dentro a questo Pod per poi rispedirlo nello spazio”, ha spiegato. “Ne abbiamo parlato e forse alcune persone ne sarebbero state anche felici, ma mi è sembrato soltanto un pretesto in riferimento alla storia che stavamo raccontando”.