Andrew Garfield è apparso per la prima volta nei panni di Spider-Man in The Amazing Spider-Man, prima episodio del dittico che ha riavviato il celebre franchise dopo la serie di film guidata da Tobey Maguire. Sfortunatamente, a causa del flop del sequel, The Amazing Spider-Man 2, tutti i piani relativi a quella saga vennero ufficialmente cancellati.

 

Nonostante i problemi che hanno caratterizzato il franchise, però, quello di Spider-Man era un ruolo a cui Garfield teneva in modo particolare. Parlando con Total Film (via GamesRadar), infatti, l’attore ha avuto modo di riflettere su quelli che erano i suoi intenti iniziali quando è stato scelto per interpretare l’iconico supereroe. Garfield ha visto concepito la storia di Peter Parker come qualcosa di più profondo rispetto ad un mero franchise il cui unico obiettivo è quello di generare profitti.

“La mia intenzione era quella di… Ho iniziato studiando la mitologia, che è alla base dei film basati sui fumetti e dei fumetti in generale”, ha spiegato l’attore. “Le storie sono ciò che ci ricordano chi siamo come esseri umani e tramite esse ci viene data l’opportunità di infondere profonda saggezza, di lanciare un messaggio. Per me la questione era: come posso contribuire a infondere tutta l’universalità possibile, sapendo che milioni di giovani spettatori mi guarderanno?”

“Non si tratta di contribuire ad incrementare un business, dei profitti o cose del genere. Volevo che attraverso quel personaggio i giovani capissero che è importante percepire la propria unicità e la propria straordinarietà”, ha aggiunto. “Soprattutto, era importante che vedessero qualcuno come loro combattere per cercare di raggiungere quel livello di consapevolezza. Una lotta che ci accomuna tutti. Per me si trattava di questo.”