Bohemian Rhapsody

È innegabile che Bohemian Rhapsody sia diventato uno dei biopic di maggior successo della storia del cinema. Non solo il film è riuscito ad incassare cifre esorbitanti al box office mondiale, ma è anche riuscito ad ottenere ben cinque nomination ai premi Oscar 2019, portando a casa quattro statuette (inclusa quella al miglior attore protagonista, Rami Malek, premiato per la sua interpretazione di Freddie Mercury).

Al di là dell’effettivo valore del prodotto finale (aspetto sul quale si è già dibattuto ampiamente, anche a causa del responso misto che la critica ha riservato al film), il successo di Bohemian Rhapsody è ormai un fatto e – come spesso accade in questi casi – non dovrebbe sorprendere che le persone coinvolte nella sua realizzazione abbiano iniziato a pensare ad un eventuale sequel.

In una recente live su Instagram (via NME), Brian May, lo storico chitarrista dei Queen (coinvolto attivamente nella realizzazione del primo film), ha confermato che l’idea di un sequel è stata ufficialmente presa in considerazione. “Ci stiamo pensando. Abbiamo provato a cercare alcune idee. Sarà comunque difficile, perché nessuno di noi avrebbe potuto prevedere il successo che ha avuto il primo. Ci abbiamo messo tanto cuore e tanta anima nel realizzarlo e nessuno avrebbe potuto prevedere il suo successo”, ha spiegato May. “Ma sì, stiamo pensando a cosa potrebbe accadere in un nuovo film, ma la sceneggiatura dovrebbe essere davvero grandiosa. Ci vorrà un po’ per capire se ne varrà la pena.

Bohemian Rhapsody è uscito nelle sale italiane il 29 novembre 2018. Il film è il racconto realistico, elettrizzante e coinvolgente degli anni precedenti alla leggendaria apparizione dei Queen al concerto Live Aid nel luglio del 1985, la performance che consacrò la band alla storia. Il film è diretto da Bryan Singer, che nonostante il licenziamento da parte della 20th Century Fox nel bel mezzo delle riprese (venne temporaneamente sostituito da Dexter Fletcher, che si occupò di terminare le riprese e seguire la post-produzione), alla fine è stato l’unico ad essere accreditato alla regia.