Nel 2001, il panorama degli anime è cambiato per sempre con l’uscita del capolavoro di Hayao Miyazaki, La città incantata (leggi qui la recensione). Ancora oggi, il film rimane uno dei più grandi e importanti di tutti i tempi del settore. Nel corso degli anni sono poi emersi nuovi dettagli su questa epica fantasia, ma alcune domande sono rimaste senza risposta. Ma grazie allo stesso Miyazaki, abbiamo finalmente scoperto un dettaglio fondamentale sull’iconico Senza Volto, tra i personaggi più iconici nati dalla sua fantasia.
La confessione arriva dal Friday Road Show della Nippon Television, un programma televisivo trasmesso regolarmente in Giappone. È stato proprio lì che è andata in onda una versione speciale de La città incantata dopo Capodanno, e il programma stesso ha condiviso un commento di Miyazaki sull’identità di Senza Volto. “Ci sono molte persone senza volto intorno a voi… Credo che ovunque ci siano persone che si aggrappano agli altri ma non hanno un proprio senso di sé”, ha affermato Miyazaki.
Senza Volto è proprio come noi e questo rende il personaggio ancor più potente
Per anni, sin dall’uscita di La città incantata, le teorie sull’identità di Senza Volto sono state numerose. Il personaggio è ormai parte iconica del mito dello Studio Ghibli e la sua fama è cresciuta sempre di più nell’ultimo decennio. Il volto inespressivo e la figura inquietante del personaggio hanno dato vita a innumerevoli teorie cospirative. Il design è abbastanza semplice da assumere le caratteristiche di chi lo circonda, dato che è letteralmente trasparente, e il film chiarisce che il personaggio ama poche cose più dell’adorazione.
Dopo aver ricevuto un banchetto e delle lodi, Senza Volto abbraccia la sua presunzione prima che Chihiro lo riporti alla realtà. La città incantata lo mostra poi intento a seguire Chihiro mentre impara dalla ragazzina, per poi concludere il film al fianco di Zeniba. Per anni, il mistero che circonda Senza Volto ha tenuto i fan dello Studio Ghibli con il fiato sospeso, ma il commento riemerso di Miyazaki dovrebbe porre fine a tutte le speculazioni. In fin dei conti, il personaggio non è un dio. È proprio come noi, e alla fine è questo che rende più potente il significato di questo iconico personaggio e ciò che dice di noi.
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