Le prime reazioni a La sposa! sono decisamente entusiaste. Il nuovo film diretto da Maggie Gyllenhaal, con protagonisti Christian Bale e Jake Gyllenhaal, ha debuttato in anteprima mondiale il 26 febbraio, raccogliendo commenti estremamente positivi da parte della stampa presente alla première londinese.
Questa rilettura ibrida e dichiaratamente ambiziosa di Bride of Frankenstein e del mito di Frankenstein sembra aver convinto per tre elementi ricorrenti nelle reazioni: la forza delle interpretazioni, l’audacia registica e una potente identità estetica. Il progetto, che fonde romance gotico, dramma e suggestioni pulp anni ’30, si propone come una reinterpretazione radicale di una delle storie più adattate nella storia del cinema.
Accanto a Bale e Gyllenhaal, il cast comprende Jessie Buckley, Annette Bening, Penélope Cruz e Peter Sarsgaard. In particolare, Buckley e Bale — nei ruoli della Sposa e della Creatura — sono stati lodati per quella che è stata definita una “ferocious outlaw romance”, una relazione intensa e imprevedibile che rappresenta il cuore emotivo del film.
L’ambizione registica di Maggie Gyllenhaal e una nuova prospettiva sul mito di Frankenstein

Molti commentatori hanno parlato apertamente di un “big swing”, ovvero di un’operazione cinematografica rischiosa ma coerente con la visione autoriale di Maggie Gyllenhaal. Erik Davis di Fandango e Rotten Tomatoes ha scritto: “Maggie Gyllenhaal con #TheBrideMovie osa in grande […] Buckley e Bale portano un’intensità cruda e imprevedibile che rende questa versione inventiva della storia della Sposa/Frankenstein davvero efficace.”
Kristen Lopez, direttrice di The Film Maven, ha definito il film “selvaggio, audace e totalmente indifferente al fatto che possa piacere o meno”, mentre Nerdist lo ha descritto come “una lussureggiante storia d’amore gotica con un piede nella realtà e uno nel mondo dell’arcano”. Anche Rachel Leishman di The Mary Sue ha parlato di “una lettera d’amore alla narrazione, alla fantascienza e al cinema”.
La storia segue la Creatura di Frankenstein che, negli anni ’30, si reca a Chicago per chiedere alla dottoressa Euphronious (Annette Bening) di creare una compagna per lui. La resurrezione di una giovane donna assassinata dà vita alla “Sposa”, ma il film sceglie di spostare il focus proprio sulla sua identità e sul suo percorso, distanziandosi da altre recenti reinterpretazioni del mito — come quella firmata da Guillermo del Toro — per esplorare in modo più diretto la costruzione dell’identità femminile.

Dopo il successo critico del suo esordio alla regia con The Lost Daughter, Maggie Gyllenhaal sembra confermare un percorso autoriale solido e riconoscibile. Le prime reazioni positive potrebbero influenzare in modo significativo le prospettive al botteghino del film, soprattutto in vista dell’uscita in sala prevista per il 6 marzo 2026. Come spesso accade, il buzz iniziale gioca un ruolo cruciale nel definire le aspettative del pubblico prima della pubblicazione delle recensioni complete.
Se l’entusiasmo verrà confermato dalla critica ufficiale, The Bride! potrebbe imporsi come una delle riletture più originali e rischiose del mito di Frankenstein degli ultimi anni.
