L’Odissea ha un significato più profondo di quanto si pensasse inizialmente. L’Odissea era originariamente un antico poema greco attribuito al poeta Omero. Deriva dalla parola greca “odyne”, che significa dolore, e dal nome del suo protagonista, l’eroe mitologico Ulisse. La storia narra le gesta di Ulisse e del suo lungo viaggio di ritorno a casa dopo la guerra di Troia.
Il regista Christopher Nolan e l’attore protagonista dell’Odissea, Matt Damon, svelano, in un’intervista a Vulture, il significato della rivelazione di Atena durante i momenti finali dell’epico film. La grande rivelazione, carica di emozioni, arriva quando Ulisse (interpretato da Damon) finalmente si ricongiunge con Penelope (interpretata da Anne Hathaway) e ripensa alla sua storia, mostrando il volto di Atena (interpretata da Zendaya). La sua identità viene svelata da Damon e Nolan, che svelano la verità:
Matt Damon: “Per lui, lei è lì. È ciò che ha creato, e vive nella sua testa, come la sua coscienza. Ma noi l’abbiamo interpretata come un monologo interiore, quasi un soliloquio. Lei scompare quando la storia rivela chi era veramente.
Christopher Nolan: “Il modo in cui Telemaco interagisce con Atena nel poema, trasmette quest’idea di proiezione, di ricerca del divino in tutto ciò che ci circonda e anche nelle altre persone. Questo è fondamentale per il modo in cui la società doveva rimanere unita, perché in questo mondo, non appena si esce di casa, si è in balia degli estranei.”
Se si intraprende un viaggio di più di un giorno o due, è come se ci si presentasse dicendo: “Dammi da mangiare, vestimi, aiutami”. E quindi deve esserci questo collante, questo principio unificante del tipo: “Ti tratterò come se fossi un dio sotto mentite spoglie, come se potessi essere giudicato dagli dèi per il modo in cui ti tratto”. E la poesia ti offre proprio questo. Ti offre anche la versione più letterale, ma allude costantemente all’idea di dèi sotto mentite spoglie che camminano tra noi. Questo, per me, è stato il punto chiave.
Nel poema originale di Omero, Atena è la dea greca della saggezza, della guerra e della strategia. Figlia di Zeus, nel poema agisce come una devota protettrice divina di Ulisse e di suo figlio Telemaco (interpretato da Tom Holland), aiutandoli ad affrontare le loro prove.
Tuttavia, nell’adattamento di Nolan, il colpo di scena sorprendente e sconvolgente è che Atena non è affatto una dea, bensì un fantasma e la manifestazione psicologica di una sacerdotessa che Ulisse vide morire durante il saccheggio di Troia. Il senso di colpa di Ulisse si manifesta nella visione di Atena, che inizialmente le fa da confidente, ma che presto si rivela essere un fantasma che lo tormenta a causa di ciò che ha visto e fatto.
Nolan traccia dei parallelismi con il suo ultimo film, Oppenheimer, e afferma: “L’intero film ruota attorno alle conseguenze. Le conseguenze che si manifestano a distanza di tempo e che spesso vengono dimenticate. Bruciare le mura di Troia significava bruciare il mondo intero”, dice Ulisse a Penelope, “compresa la sua casa”. E si assume la piena responsabilità: “L’idea di un solo uomo. L’inganno di un solo uomo. Infrangere per sempre la legge di Zeus”. L’Odissea è ora disponibile nelle sale cinematografiche.

