Wildwood è uno dei film fantasy più importanti del 2026: in gioco c’è il futuro della stop-motion al cinema

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Il 2026 sarà un anno ricco di grandi uscite, ma solo pochi film possono essere definiti davvero “importanti”. Non solo per il loro potenziale artistico o commerciale, ma perché il loro successo — o fallimento — potrebbe influenzare le decisioni future dell’intera industria. Dopo casi emblematici come F1, che ha rilanciato l’esperimento theatrical di Apple, o Sinners, che ha dimostrato come puntare su un’idea originale possa ancora pagare, un nuovo titolo entra ufficialmente in questa categoria: Wildwood.

Il nuovo film dello studio di animazione in stop-motion Laika uscirà nelle sale statunitensi il 23 ottobre 2026, come confermato ufficialmente. Un traguardo tutt’altro che scontato, arrivato dopo una lunga e complessa ricerca di distribuzione che ha già causato uno slittamento di un anno rispetto ai piani iniziali. Nonostante i precedenti rapporti con Focus Features e Annapurna, nessun grande distributore tradizionale ha deciso di scommettere sul progetto.

La distribuzione americana sarà affidata a Fathom Entertainment, realtà finora nota soprattutto per eventi speciali e riedizioni, mentre le vendite internazionali saranno curate da FilmNation. Una scelta non convenzionale che rende Wildwood un vero e proprio test di mercato.

Una scommessa che vale più di un film

Per Laika, Wildwood rappresenta un’occasione di rilancio fondamentale. Lo studio non distribuisce un nuovo lungometraggio dal 2019, anno di Missing Link, rivelatosi un pesante insuccesso al botteghino. Ma la posta in gioco è ancora più ampia: Wildwood potrebbe essere l’ultima grande occasione per dimostrare che la stop-motion ha ancora un posto nelle sale cinematografiche.

Negli anni post-pandemia, l’animazione originale ha faticato al cinema. Disney e Pixar hanno trovato il successo quasi esclusivamente con sequel, mentre i progetti inediti hanno visto ridursi drasticamente il loro potenziale commerciale. Anche casi virtuosi come The Wild Robot di DreamWorks sono stati considerati successi soprattutto in rapporto ai costi contenuti. Nel frattempo, la stop-motion ha trovato spazio e riconoscimenti quasi esclusivamente nello streaming: basti pensare a Pinocchio di Guillermo del Toro, premiato agli Oscar ma distribuito direttamente online.

Netflix, in particolare, ha dimostrato di credere nel medium, e non è un caso che molti si siano chiesti perché non abbia acquisito Wildwood. Laika, però, ha scelto consapevolmente la strada del cinema in sala. David Burke, Chief Marketing and Operations Officer dello studio, ha definito il film “una testimonianza della volontà di Laika di seguire il proprio percorso”, parlando apertamente di indipendenza creativa. Ancora più esplicite le parole di Travis Knight, CEO di Laika e regista del film, che ha descritto Wildwood come “una celebrazione dell’arte contro gli algoritmi”, pensata per essere vissuta “nel buio di una sala, su grande schermo, insieme ad altri sognatori”.

Perché l’uscita di Wildwood conta per tutta l’industria

La collaborazione con Fathom non nasce dal nulla: la società ha già curato le recenti riedizioni cinematografiche di Coraline e ParaNorman, con la prima capace di incassare nuovamente oltre 50 milioni di dollari. Il CEO di Fathom, Ray Nutt, ha assicurato che Wildwood riceverà “una distribuzione theatrical nazionale completa, paragonabile a quella dei grandi studios”.

Se l’operazione funzionerà, Laika e Fathom verranno considerate visionarie. Se fallirà, Wildwood rischia di diventare il caso-studio perfetto per dimostrare che la stop-motion non è più sostenibile nelle sale, rafforzando le scelte dei distributori che hanno preferito tirarsi indietro. In quel caso, il futuro del medium potrebbe essere legato in modo quasi definitivo allo streaming.

Le aspettative sono alte, così come la posta in gioco. Wildwood non è solo un film fantasy molto atteso: è una scommessa sul futuro dell’animazione artigianale al cinema. E a ottobre 2026 sarà il pubblico a decidere se questa scommessa potrà essere vinta.

Redazione
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