Il network americano della The CW ha diffuso il primo poster promozionale di iZombie 2, l’atteso secondo ciclo di episodi della serie televisiva di successo.
Il network americano della The CW via Tvline ha diffuso una prima foto ufficiale di iZombie 2, l’attesissimo secondo ciclo di episodi. Di seguito lo scatto:
Si è chiusa con ottimo successo di pubblico e oggi arrivano le prime anticipazioni su iZombie 2, il secondo ciclo di episodi che sarà trasmesso in autunno dal network americano The CW.
In iZombie 2,sembra che rivedremo Peyton, il personaggio di Aly Michalka, ma dato che l’attrice non fa parte del cast fisso dello show è impossibile dire con certezza che questo personaggio tornerà in maniera stabile nella storia della prossima stagione.
iZombie è basato sulla serie creata da Chris Roberson e Mike Allred e sarà prodotta esecutivamente dai creatori di Veronica Marsa Rob Thomas e Diane Ruggiero e vedrà protagonista la stella di Once Upon a Time, Rose McIver nel ruolo della protagonista Liv. Nel cast anche Alexandra Krosney e David Anders e Malcolm Goodwin.
Olivia “Liv” Moore era una disciplinata studentessa di medicina dai voti eccellenti che aveva il suo percorso di vita completamente tracciato… fino a quando una notte prende parte a una festa che inaspettatamente la trasforma in uno zombie che si nutre con frenesia. Ora che è una dei nuovi non morti, Liv fa del suo meglio per mimetizzarsi e apparire più umana possibile. Le sue apparenze la fanno passare per “Gotica,” con la pelle incredibilmente pallida e i capelli quasi bianchi, e il suo comportamento è passato da esuberante a esausto.
Il cambiamento di Liv è sconcertante per il suo ex fidanzato, Major, sua madre, Eva, e la sua migliore amica e compagna di stanza, Peyton, che ha ancora la grande energia e personalità che Liv ha completamente abbandonato. Nonostante il suo tedio post-traumatico, Liv ha messo a punto un modo intelligente per tenere a bada la sua vile fame che la spinge a divorare il cervello umano fresco – ha accettato un posto di lavoro nell’ufficio del coroner di Seattle. In questo lavoro appropriatamente senza uscita, Liv può segretamente mangiare i cervelli dei vari corpi dei Jane e dei John Doe [sconosciuti n.d.r.] che fanno la loro ultima fermata all’obitorio. Nonostante copra cautamente le sue tracce, il brillante ma eccentrico capo di Liv, il Dottor Ravi Chakrabarti, scopre il suo segreto ed è sorprendentemente eccitato dalle possibilità scientifiche. Il dottor Ravi aiuta anche Liv nella sua ricerca di Blaine, lo zombie responsabile del suo attuale stato di non morta.
Anche con l’entusiasmo del suo capo, Liv si rassegna a una vita eterna da zombie senza speranza o scopo – fino a quando realizza che ogni cervello che consuma le trasmette una parte dei ricordi di quella persona. Liv comincia improvvisamente a sperimentare visioni inquietanti e spesso violente dal punto di vista delle vittime degli omicidi. Con grande sorpresa del Dottor Ravi e del detective della omicidi Clive Babineaux, Liv spesso conosce dettagliatamente le scene del crimine e ha delle motivazioni che spesso non può spiegare. Fingendosi una sensitiva, lei lavora con il Detective Babineaux per indagare su quei crimini e scoprire chi ne è responsabile. Non è come essere di nuovo viva, ma almeno lei può dare uno scopo alla sua esistenza da non morta aiutando Clive a risolvere gli omicidi di coloro che sono davvero completamente morti.
Il network americano della The CW ha diffuso il promo di iZombie 1×11, l’undicesimo episodio che si intitolerà “Astroburger”:
iZombie è basato sulla serie creata da Chris Roberson e Mike Allred e sarà prodotta esecutivamente dai creatori di Veronica Marsa Rob Thomas e Diane Ruggiero e vedrà protagonista la stella di Once Upon a Time, Rose McIver nel ruolo della protagonista Liv. Nel cast anche Alexandra Krosney e David Anders e Malcolm Goodwin.
Olivia “Liv” Moore era una disciplinata studentessa di medicina dai voti eccellenti che aveva il suo percorso di vita completamente tracciato… fino a quando una notte prende parte a una festa che inaspettatamente la trasforma in uno zombie che si nutre con frenesia. Ora che è una dei nuovi non morti, Liv fa del suo meglio per mimetizzarsi e apparire più umana possibile. Le sue apparenze la fanno passare per “Gotica,” con la pelle incredibilmente pallida e i capelli quasi bianchi, e il suo comportamento è passato da esuberante a esausto.
Il cambiamento di Liv è sconcertante per il suo ex fidanzato, Major, sua madre, Eva, e la sua migliore amica e compagna di stanza, Peyton, che ha ancora la grande energia e personalità che Liv ha completamente abbandonato. Nonostante il suo tedio post-traumatico, Liv ha messo a punto un modo intelligente per tenere a bada la sua vile fame che la spinge a divorare il cervello umano fresco – ha accettato un posto di lavoro nell’ufficio del coroner di Seattle. In questo lavoro appropriatamente senza uscita, Liv può segretamente mangiare i cervelli dei vari corpi dei Jane e dei John Doe [sconosciuti n.d.r.] che fanno la loro ultima fermata all’obitorio. Nonostante copra cautamente le sue tracce, il brillante ma eccentrico capo di Liv, il Dottor Ravi Chakrabarti, scopre il suo segreto ed è sorprendentemente eccitato dalle possibilità scientifiche. Il dottor Ravi aiuta anche Liv nella sua ricerca di Blaine, lo zombie responsabile del suo attuale stato di non morta.
Anche con l’entusiasmo del suo capo, Liv si rassegna a una vita eterna da zombie senza speranza o scopo – fino a quando realizza che ogni cervello che consuma le trasmette una parte dei ricordi di quella persona. Liv comincia improvvisamente a sperimentare visioni inquietanti e spesso violente dal punto di vista delle vittime degli omicidi. Con grande sorpresa del Dottor Ravi e del detective della omicidi Clive Babineaux, Liv spesso conosce dettagliatamente le scene del crimine e ha delle motivazioni che spesso non può spiegare. Fingendosi una sensitiva, lei lavora con il Detective Babineaux per indagare su quei crimini e scoprire chi ne è responsabile. Non è come essere di nuovo viva, ma almeno lei può dare uno scopo alla sua esistenza da non morta aiutando Clive a risolvere gli omicidi di coloro che sono davvero completamente morti.
Il network americano della The CW ha diffuso clip di iZombie 1×09, il nono episodio che si intitolerà “Patriot Brains”:
iZombie è basato sulla serie creata da Chris Roberson e Mike Allred e sarà prodotta esecutivamente dai creatori di Veronica Marsa Rob Thomas e Diane Ruggiero e vedrà protagonista la stella di Once Upon a Time, Rose McIver nel ruolo della protagonista Liv. Nel cast anche Alexandra Krosney e David Anders e Malcolm Goodwin.
Olivia “Liv” Moore era una disciplinata studentessa di medicina dai voti eccellenti che aveva il suo percorso di vita completamente tracciato… fino a quando una notte prende parte a una festa che inaspettatamente la trasforma in uno zombie che si nutre con frenesia. Ora che è una dei nuovi non morti, Liv fa del suo meglio per mimetizzarsi e apparire più umana possibile. Le sue apparenze la fanno passare per “Gotica,” con la pelle incredibilmente pallida e i capelli quasi bianchi, e il suo comportamento è passato da esuberante a esausto.
Il cambiamento di Liv è sconcertante per il suo ex fidanzato, Major, sua madre, Eva, e la sua migliore amica e compagna di stanza, Peyton, che ha ancora la grande energia e personalità che Liv ha completamente abbandonato. Nonostante il suo tedio post-traumatico, Liv ha messo a punto un modo intelligente per tenere a bada la sua vile fame che la spinge a divorare il cervello umano fresco – ha accettato un posto di lavoro nell’ufficio del coroner di Seattle. In questo lavoro appropriatamente senza uscita, Liv può segretamente mangiare i cervelli dei vari corpi dei Jane e dei John Doe [sconosciuti n.d.r.] che fanno la loro ultima fermata all’obitorio. Nonostante copra cautamente le sue tracce, il brillante ma eccentrico capo di Liv, il Dottor Ravi Chakrabarti, scopre il suo segreto ed è sorprendentemente eccitato dalle possibilità scientifiche. Il dottor Ravi aiuta anche Liv nella sua ricerca di Blaine, lo zombie responsabile del suo attuale stato di non morta.
Anche con l’entusiasmo del suo capo, Liv si rassegna a una vita eterna da zombie senza speranza o scopo – fino a quando realizza che ogni cervello che consuma le trasmette una parte dei ricordi di quella persona. Liv comincia improvvisamente a sperimentare visioni inquietanti e spesso violente dal punto di vista delle vittime degli omicidi. Con grande sorpresa del Dottor Ravi e del detective della omicidi Clive Babineaux, Liv spesso conosce dettagliatamente le scene del crimine e ha delle motivazioni che spesso non può spiegare. Fingendosi una sensitiva, lei lavora con il Detective Babineaux per indagare su quei crimini e scoprire chi ne è responsabile. Non è come essere di nuovo viva, ma almeno lei può dare uno scopo alla sua esistenza da non morta aiutando Clive a risolvere gli omicidi di coloro che sono davvero completamente morti.
Il network americano della The CW ha diffuso il promo ufficiale di iZOMBIE 1×08, l’ottavo episodio che si intitolerà “Dead Air”:
iZombie è basato sulla serie creata da Chris Roberson e Mike Allred e sarà prodotta esecutivamente dai creatori di Veronica Marsa Rob Thomas e Diane Ruggiero e vedrà protagonista la stella di Once Upon a Time, Rose McIver nel ruolo della protagonista Liv. Nel cast anche Alexandra Krosney e David Anders e Malcolm Goodwin.
Olivia “Liv” Moore era una disciplinata studentessa di medicina dai voti eccellenti che aveva il suo percorso di vita completamente tracciato… fino a quando una notte prende parte a una festa che inaspettatamente la trasforma in uno zombie che si nutre con frenesia. Ora che è una dei nuovi non morti, Liv fa del suo meglio per mimetizzarsi e apparire più umana possibile. Le sue apparenze la fanno passare per “Gotica,” con la pelle incredibilmente pallida e i capelli quasi bianchi, e il suo comportamento è passato da esuberante a esausto.
Il cambiamento di Liv è sconcertante per il suo ex fidanzato, Major, sua madre, Eva, e la sua migliore amica e compagna di stanza, Peyton, che ha ancora la grande energia e personalità che Liv ha completamente abbandonato. Nonostante il suo tedio post-traumatico, Liv ha messo a punto un modo intelligente per tenere a bada la sua vile fame che la spinge a divorare il cervello umano fresco – ha accettato un posto di lavoro nell’ufficio del coroner di Seattle. In questo lavoro appropriatamente senza uscita, Liv può segretamente mangiare i cervelli dei vari corpi dei Jane e dei John Doe [sconosciuti n.d.r.] che fanno la loro ultima fermata all’obitorio. Nonostante copra cautamente le sue tracce, il brillante ma eccentrico capo di Liv, il Dottor Ravi Chakrabarti, scopre il suo segreto ed è sorprendentemente eccitato dalle possibilità scientifiche. Il dottor Ravi aiuta anche Liv nella sua ricerca di Blaine, lo zombie responsabile del suo attuale stato di non morta.
Anche con l’entusiasmo del suo capo, Liv si rassegna a una vita eterna da zombie senza speranza o scopo – fino a quando realizza che ogni cervello che consuma le trasmette una parte dei ricordi di quella persona. Liv comincia improvvisamente a sperimentare visioni inquietanti e spesso violente dal punto di vista delle vittime degli omicidi. Con grande sorpresa del Dottor Ravi e del detective della omicidi Clive Babineaux, Liv spesso conosce dettagliatamente le scene del crimine e ha delle motivazioni che spesso non può spiegare. Fingendosi una sensitiva, lei lavora con il Detective Babineaux per indagare su quei crimini e scoprire chi ne è responsabile. Non è come essere di nuovo viva, ma almeno lei può dare uno scopo alla sua esistenza da non morta aiutando Clive a risolvere gli omicidi di coloro che sono davvero completamente morti.
Il network americano della The CW ha diffuso la Producers’ Preview di iZombie 1×04, il quarto episodio che si intitolerà “Liv and Let Clive”:
iZombie è basato sulla serie creata da Chris Roberson e Mike Allred e sarà prodotta esecutivamente dai creatori di Veronica Marsa Rob Thomas e Diane Ruggiero e vedrà protagonista la stella di Once Upon a Time, Rose McIver nel ruolo della protagonista Liv. Nel cast anche Alexandra Krosney e David Anders e Malcolm Goodwin.
Olivia “Liv” Moore era una disciplinata studentessa di medicina dai voti eccellenti che aveva il suo percorso di vita completamente tracciato… fino a quando una notte prende parte a una festa che inaspettatamente la trasforma in uno zombie che si nutre con frenesia. Ora che è una dei nuovi non morti, Liv fa del suo meglio per mimetizzarsi e apparire più umana possibile. Le sue apparenze la fanno passare per “Gotica,” con la pelle incredibilmente pallida e i capelli quasi bianchi, e il suo comportamento è passato da esuberante a esausto.
Il cambiamento di Liv è sconcertante per il suo ex fidanzato, Major, sua madre, Eva, e la sua migliore amica e compagna di stanza, Peyton, che ha ancora la grande energia e personalità che Liv ha completamente abbandonato. Nonostante il suo tedio post-traumatico, Liv ha messo a punto un modo intelligente per tenere a bada la sua vile fame che la spinge a divorare il cervello umano fresco – ha accettato un posto di lavoro nell’ufficio del coroner di Seattle. In questo lavoro appropriatamente senza uscita, Liv può segretamente mangiare i cervelli dei vari corpi dei Jane e dei John Doe [sconosciuti n.d.r.] che fanno la loro ultima fermata all’obitorio. Nonostante copra cautamente le sue tracce, il brillante ma eccentrico capo di Liv, il Dottor Ravi Chakrabarti, scopre il suo segreto ed è sorprendentemente eccitato dalle possibilità scientifiche. Il dottor Ravi aiuta anche Liv nella sua ricerca di Blaine, lo zombie responsabile del suo attuale stato di non morta.
Anche con l’entusiasmo del suo capo, Liv si rassegna a una vita eterna da zombie senza speranza o scopo – fino a quando realizza che ogni cervello che consuma le trasmette una parte dei ricordi di quella persona. Liv comincia improvvisamente a sperimentare visioni inquietanti e spesso violente dal punto di vista delle vittime degli omicidi. Con grande sorpresa del Dottor Ravi e del detective della omicidi Clive Babineaux, Liv spesso conosce dettagliatamente le scene del crimine e ha delle motivazioni che spesso non può spiegare. Fingendosi una sensitiva, lei lavora con il Detective Babineaux per indagare su quei crimini e scoprire chi ne è responsabile. Non è come essere di nuovo viva, ma almeno lei può dare uno scopo alla sua esistenza da non morta aiutando Clive a risolvere gli omicidi di coloro che sono davvero completamente morti.
Il network americano della The CW ha diffuso una nuova clip di iZombie 1×03, il terzo episodio che si intitolerà “The Exterminator” e che andrà in onda questa settimana:
iZombie è basato sulla serie creata
da Chris Roberson e Mike Allred e
sarà prodotta esecutivamente dai creatori
di Veronica Marsa Rob Thomas e Diane
Ruggiero e vedrà protagonista la stella
di Once Upon a Time, Rose
McIver nel ruolo della protagonista Liv. Nel cast
anche
Alexandra Krosney e David
Anders e Malcolm
Goodwin.
Olivia “Liv” Moore era una disciplinata studentessa di medicina dai voti eccellenti che aveva il suo percorso di vita completamente tracciato… fino a quando una notte prende parte a una festa che inaspettatamente la trasforma in uno zombie che si nutre con frenesia. Ora che è una dei nuovi non morti, Liv fa del suo meglio per mimetizzarsi e apparire più umana possibile. Le sue apparenze la fanno passare per “Gotica,” con la pelle incredibilmente pallida e i capelli quasi bianchi, e il suo comportamento è passato da esuberante a esausto.
Il cambiamento di Liv è sconcertante per il suo ex fidanzato, Major, sua madre, Eva, e la sua migliore amica e compagna di stanza, Peyton, che ha ancora la grande energia e personalità che Liv ha completamente abbandonato. Nonostante il suo tedio post-traumatico, Liv ha messo a punto un modo intelligente per tenere a bada la sua vile fame che la spinge a divorare il cervello umano fresco – ha accettato un posto di lavoro nell’ufficio del coroner di Seattle. In questo lavoro appropriatamente senza uscita, Liv può segretamente mangiare i cervelli dei vari corpi dei Jane e dei John Doe [sconosciuti n.d.r.] che fanno la loro ultima fermata all’obitorio. Nonostante copra cautamente le sue tracce, il brillante ma eccentrico capo di Liv, il Dottor Ravi Chakrabarti, scopre il suo segreto ed è sorprendentemente eccitato dalle possibilità scientifiche. Il dottor Ravi aiuta anche Liv nella sua ricerca di Blaine, lo zombie responsabile del suo attuale stato di non morta.
Anche con l’entusiasmo del suo capo, Liv si rassegna a una vita eterna da zombie senza speranza o scopo – fino a quando realizza che ogni cervello che consuma le trasmette una parte dei ricordi di quella persona. Liv comincia improvvisamente a sperimentare visioni inquietanti e spesso violente dal punto di vista delle vittime degli omicidi. Con grande sorpresa del Dottor Ravi e del detective della omicidi Clive Babineaux, Liv spesso conosce dettagliatamente le scene del crimine e ha delle motivazioni che spesso non può spiegare. Fingendosi una sensitiva, lei lavora con il Detective Babineaux per indagare su quei crimini e scoprire chi ne è responsabile. Non è come essere di nuovo viva, ma almeno lei può dare uno scopo alla sua esistenza da non morta aiutando Clive a risolvere gli omicidi di coloro che sono davvero completamente morti.
Il network americano The CW ha diffuso il promo esteso di iZombie 1×02, il secondo episodio del nuovo show che si intitola “Brother, Can You Spare A Brain?”:
Olivia “Liv” Moore era una
disciplinata studentessa di medicina dai voti eccellenti che aveva
il suo percorso di vita completamente tracciato… fino a quando una
notte prende parte a una festa che inaspettatamente la trasforma in
uno zombie che si nutre con frenesia. Ora che è una dei nuovi non
morti, Liv fa del suo meglio per mimetizzarsi e apparire più umana
possibile. Le sue apparenze la fanno passare per “Gotica,” con la
pelle incredibilmente pallida e i capelli quasi bianchi, e il suo
comportamento è passato da esuberante a esausto.
Il cambiamento di Liv è sconcertante per il suo ex fidanzato, Major, sua madre, Eva, e la sua migliore amica e compagna di stanza, Peyton, che ha ancora la grande energia e personalità che Liv ha completamente abbandonato. Nonostante il suo tedio post-traumatico, Liv ha messo a punto un modo intelligente per tenere a bada la sua vile fame che la spinge a divorare il cervello umano fresco – ha accettato un posto di lavoro nell’ufficio del coroner di Seattle. In questo lavoro appropriatamente senza uscita, Liv può segretamente mangiare i cervelli dei vari corpi dei Jane e dei John Doe [sconosciuti n.d.r.] che fanno la loro ultima fermata all’obitorio. Nonostante copra cautamente le sue tracce, il brillante ma eccentrico capo di Liv, il Dottor Ravi Chakrabarti, scopre il suo segreto ed è sorprendentemente eccitato dalle possibilità scientifiche. Il dottor Ravi aiuta anche Liv nella sua ricerca di Blaine, lo zombie responsabile del suo attuale stato di non morta.
Anche con l’entusiasmo del suo capo, Liv si rassegna a una vita eterna da zombie senza speranza o scopo – fino a quando realizza che ogni cervello che consuma le trasmette una parte dei ricordi di quella persona. Liv comincia improvvisamente a sperimentare visioni inquietanti e spesso violente dal punto di vista delle vittime degli omicidi. Con grande sorpresa del Dottor Ravi e del detective della omicidi Clive Babineaux, Liv spesso conosce dettagliatamente le scene del crimine e ha delle motivazioni che spesso non può spiegare. Fingendosi una sensitiva, lei lavora con il Detective Babineaux per indagare su quei crimini e scoprire chi ne è responsabile. Non è come essere di nuovo viva, ma almeno lei può dare uno scopo alla sua esistenza da non morta aiutando Clive a risolvere gli omicidi di coloro che sono davvero completamente morti.
iZombie è basato sulla serie creata da Chris Roberson e Mike Allred e sarà prodotta esecutivamente dai creatori di Veronica Marsa Rob Thomas e Diane Ruggiero e vedrà protagonista la stella di Once Upon a Time, Rose McIver nel ruolo della protagonista Liv. Nel cast anche Alexandra Krosney e David Anders e Malcolm Goodwin.
Il network americano della The CW ha diffuso le prime due clip ufficiale di iZombie 1×01, il nuovo serie tv basato sull’omonimo fumetto Vertigo DC Comics.
LEGGI ANCHE: iZombie: primo trailer per la nuova serie tratta da fumetto
Olivia “Liv” Moore era una disciplinata studentessa di medicina dai voti eccellenti che aveva il suo percorso di vita completamente tracciato… fino a quando una notte prende parte a una festa che inaspettatamente la trasforma in uno zombie che si nutre con frenesia. Ora che è una dei nuovi non morti, Liv fa del suo meglio per mimetizzarsi e apparire più umana possibile. Le sue apparenze la fanno passare per “Gotica,” con la pelle incredibilmente pallida e i capelli quasi bianchi, e il suo comportamento è passato da esuberante a esausto.
Il cambiamento di Liv è sconcertante per il suo ex fidanzato, Major, sua madre, Eva, e la sua migliore amica e compagna di stanza, Peyton, che ha ancora la grande energia e personalità che Liv ha completamente abbandonato. Nonostante il suo tedio post-traumatico, Liv ha messo a punto un modo intelligente per tenere a bada la sua vile fame che la spinge a divorare il cervello umano fresco – ha accettato un posto di lavoro nell’ufficio del coroner di Seattle. In questo lavoro appropriatamente senza uscita, Liv può segretamente mangiare i cervelli dei vari corpi dei Jane e dei John Doe [sconosciuti n.d.r.] che fanno la loro ultima fermata all’obitorio. Nonostante copra cautamente le sue tracce, il brillante ma eccentrico capo di Liv, il Dottor Ravi Chakrabarti, scopre il suo segreto ed è sorprendentemente eccitato dalle possibilità scientifiche. Il dottor Ravi aiuta anche Liv nella sua ricerca di Blaine, lo zombie responsabile del suo attuale stato di non morta.
Anche con l’entusiasmo del suo capo, Liv si rassegna a una vita eterna da zombie senza speranza o scopo – fino a quando realizza che ogni cervello che consuma le trasmette una parte dei ricordi di quella persona. Liv comincia improvvisamente a sperimentare visioni inquietanti e spesso violente dal punto di vista delle vittime degli omicidi. Con grande sorpresa del Dottor Ravi e del detective della omicidi Clive Babineaux, Liv spesso conosce dettagliatamente le scene del crimine e ha delle motivazioni che spesso non può spiegare. Fingendosi una sensitiva, lei lavora con il Detective Babineaux per indagare su quei crimini e scoprire chi ne è responsabile. Non è come essere di nuovo viva, ma almeno lei può dare uno scopo alla sua esistenza da non morta aiutando Clive a risolvere gli omicidi di coloro che sono davvero completamente morti.
iZombie è basato sulla serie creata da Chris Roberson e Mike Allred e sarà prodotta esecutivamente dai creatori di Veronica Marsa Rob Thomas e Diane Ruggiero e vedrà protagonista la stella di Once Upon a Time, Rose McIver nel ruolo della protagonista Liv. Nel cast anche Alexandra Krosney e David Anders e Malcolm Goodwin.
In Izema Russia, un uomo (Dejan Lilic) va a farsi un check-up cardiologico e durante la visita la dottoressa (Franziska Petri) che lo visita gli rivela che le funzioni del cuore sono nella norma, inoltre la dottoressa si lascia andare a una confessione, dicendogli che è lei a soffrire di cuore, educatamente il paziente chiede cosa ha e la dottoressa risponde che è stata tradita, aggiungendo subito dopo che la donna con cui la tradisce il marito altri non è che la moglie del paziente (Albina Dzhanabayeva). In questo incipit prende forma Izema – Betrayal il film di Kirill Serebrennikov, in concorso alla 69° edizione del festival di Venezia.
Izema del regista russo, tocca varie matrici, il noir in primis, oltre all’ambientazione cittadina i personaggi sono tutti caratterizzati da una forte componente erotica che sfocia molto spesso nella morbosità e il regista decide di metterlo in scena sin dai primi minuti. Inseguito, si susseguono generi come il thriller, ma la bravura del regista sta nel non affrontarli fino a fondo e lasciare il tutto un po’ sospeso e un po’ nel dubbio, questa sorta di contrasto fa assumere al film una certa delicatezza nonostante i temi che lo caratterizzano. La luce fredda di Oleg Lukichev gioca molto sui chiari e gli scuri dei suoi personaggi in ambienti perlopiù in penombra, e il montaggio di Sergei Ivanov, lascia andare i lenti movimenti di macchina e le inquadrature ribaltate o a strapiombo sui personaggi, queste inoltre si insinuano nell’intimità dei protagonisti con svariati dettagli ma che catturano l’attenzione con diverse metafore e icone che a impatto visivo rimangono a lungo nella memoria dello spettatore, quest’ultimo, per lo più incerto e a volte perplesso nello svolgersi della storia.
Degli attori chi spicca per interpretazione è assolutamente Franziska Petri, si impone fisicamente sulla scena e la regia ne coglie la sua bellezza gelida, questa sembra dare ampio spazio alla sua psicologica che non viene espressa a dovere dalle pagine della sceneggiatura ma che la regia spesso sembra suggerire che l’unica mente di tutta la storia sia lei. Izema di Serebrennoikov è caratterizzato da un estetica molto bella, particolare ma soprattutto ricercata che colpisce molto gli occhi, ma non arriva dritto all’emozione dello spettatore per le troppe porte lasciate in sospeso dalla varie ipotesi che poteva suggerire la storia.
I fratelli Skolimowski, figli di Jerzy, uno dei più importanti registi polacchi, hanno realizzato dopo The hollow men, presentato ad un passato festival di Venezia, il loro secondo lungometraggio. I due avevano collaborato con il padre sul set di The essential killing, opera con molte poche battute e una performance interessante di Vincent Gallo, presentato sempre ad un passato festival di Venezia. Ixjana è un film che pesca da molto cinema europeo ed americano. La struttura è quella di un thriller psicologico, con rimandi alle luci usate da Cronenberg in molti suoi film, ci sono infatti fonti di luce decise di blu, rosso e verde che danno alla scena una tonalità surreale, e anche qualcosa che ricollega a Lynch, soprattutto nello straniamento dato dalla storia.
In Ixjana Marek, un giovane scrittore, sta cercando di risolvere il mistero della notte in cui è morto il suo amico Artur. Ricostruisce i passaggi della serata, a partire da una festa in maschera da un editore, fino ad un viaggio nei bassifondi della città. In tutto questo, si aggiunge una donna che ha a che fare con tutti e due.
Il progresso del racconto infatti non è lineare, ma è un continuo muoversi longitudinalmente sulla linea temporale tornando su azioni avvenute ore, forse giorni prima o scene future. Lo spettatore si perde, così come anche lo scrittore, che non ha più il dominio della sua storia. Marek, autore di un unico best seller che lo ha reso ricco e famoso, dal titolo quasi profetico: “Mio fratello, il mio assassino”, cerca nella sua memoria, come in Memento, e viene ingannato da questa stessa come accade in altri classici del cinema di tensione, primo fra tutti La donna che visse due volte di Hitchcock.
A dare al film una patina di mistero ancora più decisa è la morte improvvisa, avvenuta in India dopo aver contratto una malattia che lo ha ucciso in due settimane, del più piccolo dei fratelli Skolimovski, Jozef, che aveva composto le musiche per questa pellicola e si trovava in India per delle ricerche per il prossimo film.
Uscirà il 27 aprile al Tribeca Film Festival il documentario Iverson, film che parla della vita del leggendario MVP e futuro membro della Hall of Fame, Allen Iverson. Nel trailer possiamo vedere alcuni illustri colleghi come Dwayne Wade e Carmelo Anthony elogiare quello che è stato un’icona e un’ispirazione per intere generazioni di appassionati di NBA.
Fonte: Variety
Il capitano della nazionale italiana di volley maschile, Ivan Zaytsev, ha prestato la voce, per un ruolo “compresso”, a Bumblebee, il protagonista del nuovo film (omonimo) della saga dei Transformers, dal 20 dicembre in sala.
Di seguito, ecco cosa ci ha raccontato lo sportivo sulla sua esperienza di doppiatore, di spettatore dei Transformers e di volto di uno sport, la pallavolo, che sta diventando sempre più amato e praticato in tutta Italia:
A dirigere il film c’è Travis Knight, già regista di Kubo e la Spada Magica per la Laika. Protagonista del film è Hailee Steinfeld. Nel cast anche John Cena, Jorge Lendeborg Jr., Abby Quinn, Rachel Crow, Ricardo Hoyos, Gracie Dzienny e Jason Drucker. La sceneggiatura del film è firmata da Christina Hodson.
Ecco la prima sinossi del film: “Durante il 1987, Bumblebee trova rifugio in una discarica in una piccola cittadina di mare della California. Charlie (Hailee Steinfeld), in procinto di compiere 18 anni e mentre cerca di trovare il suo posto nel mondo, scopre Bumblebee, scarico, ammaccato e spezzato. Quando Charlie gli restituisce la vita, impara immediatamente che non si tratta di un ordinario maggiolino giallo WV.”
Fino ad ora le notizie su questo terzo capitolo della serie Ghostbusters si sono susseguite l’una dopo l’altra, confermate e smentite. Hanno parlato un po’ tutti, da Dan Aykroyd a Bill Murray etc. Sino ad ora l’unico che non si è mai sbilanciato è stato il regista Ivan Reitman. Questo volta però è proprio lui a fornire alcune interessanti indiscrezioni sul progetto.
Gli aggiornamenti sono questi: a quanto pare gli sceneggiatori Gene Stupnitsky e Lee Eisenberg hanno consegnato un mese fa l’ultima versione del copione alla produzione. Tuttavia la stessa produzione ha girato il copione a Bill Murray per le note e / o approvazioni. Approvazione che in qualche modo dia il via alla pre-produzione.
Tuttavia però è lo stesso regista che intervistato recentemente ha smentito sia questo aggiornamento sia tutte le voci su casting, storia, trama etc.
Ecco le dichiarazioni del regista:
Non c’è quasi nulla che dia una linea precisa del film … Non c’è niente … voglio dire, tutte queste storie che si sono sentite … niente di tutto ciò è vero.
Alla domanda specifica sulla possibilità che nella storia sia presente un figlio di Dana che prenda l’eredita di Venkman ha risposto:
Oh, no, sì … voglio dire, Sigourney Weaver ha un ruolo in questo film. Tutti i personaggi originali sono dentro. Oltre ad un sacco di nuovi personaggi … abbiamo preso una storia davvero buona. Forse la migliore di tutta la serie. Mi auguro che si arriva a farlo.
Che dire, noi rimaniamo fiduciosi sul progetto e attendiamo ulteriori notizie e conferme.
Fonte: slashfilm
Presentato al Bif&st 2024, Kalavria è il nuovo film di Cristina Mantis, un documentario, ma anche un viaggio alla scoperta di una affascinante terra di confine, dove il passato e presente si fondono. Ne abbiamo parlato con Ivan Franek, il protagonista di questa specie di Odissea, in cui lui, Ulisse/naufrago, sbarca su queste terre e le attraversa.
-Il personaggio del naufrago è un protagonista, ma anche un narratore. Proprio come Ulisse nell’Odissea, che ha vissuto le sue avventure, ma le racconta anche. Che tipo di preparazione ha richiesto questo duplice ruolo?
Mi sono messo completamente nelle mani di Cristina Mantis, la regista. La preparazione più importante è stata quella di liberarmi di tutto quello che c’era intorno a me, di spogliarmi metaforicamente e mettermi a nudo. Essere vuoto per poter accogliere e capire, per poter comunicare con le persone e cercare se stessi, una condizione invisibile, dentro di me.
-Il film è ambientato in Calabria, terra di confine. Ma nel film stesso si dice che il confine tra le terre non esiste, perché per ogni periferia del mondo, c’è un confine che si sposta più in là. Soprattutto nei territori in cui passato e presente si incontrano. Secondo te cosa c’è di tanto misterioso e affascinante in questi luoghi?
Penso che ci sia un’energia del tempo che si è fermato. La natura nel suo essere rimasta selvaggia e le persone in cui ci vivono che sono come le radici di quella terra., queste persone che ho incontrato lì fanno parte di questa terra, come l’ultimo brigante, o la signora dei gabbiani, tutti personaggi che ho incontrato in questo viaggio. I confini non esistono, la Terra è unica. Il mare non è un confine.
-Sei reduce da I Tre Moschettieri, produzione molto ricca e sontuoso. Kalavria invece è molto piccolo come progetto. Come scegli i progetti a cui partecipare?
Sicuramente il copione e il tema che affronta la storia sono elementi importanti. A volte voglio semplicemente lavorare con un regista in particolare, come è capitato con Besson. Ma mi piace molto affrontare diversi tipi di cinema e diversi generi. Sono tornato da poco da Praga, c’è un giovane regista francese che sta finendo la scuola di cinema e ha bisogno di un attore che interpreti il diavolo che tenta una novizia. Mi è piaciuto il soggetto e il progetto e ho accettato. Mi piace molto lavorare con i giovani perché sono molto curiosi e pieni di buona volontà. Ma se un copione non mi piace rifiuto. Non sono mai i soldi a condizionare le mie decisioni.
-Gli attori sono un po’ come Ulisse: sono curiosi e girano il mondo. Ma l’eroe omerico ha poi il forte desiderio di tornare a casa. È così anche per gli attori?
Sì, è così anche per gli attori. Devo dire che io ho tre posti che posso chiamare casa, sono posti dove sono i miei cari, dove ho sempre piacere di tornare, in Repubblica Ceca, in Francia e qui a Roma. Per me è casa ogni posto dove posso tornare e dove ci sono i miei affetti. È come se avessi tre vite in tre Paesi diversi, e poi c’è il quarto, che è una mia dimensione. Per me sono tre posti importanti e dove è un piacere tornare.
Celebre attrice spagnola, Itziar Ituño si è negli anni guadagnata una discreta fama grazie a ruoli cinematografici e televisivi. Il successo mondiale è però arrivato solo negli ultimi anni grazie alla serie Netflix La casa di carta, dove interpretando l’ispettore Raquel Murillo, alias Lisbona, ha sfoggiato le sue doti di interprete ottenendo le attenzioni di critica e pubblico.
Ecco 10 cose che non sai di Itziar Ituño.
1 I film e la carriera. La carriera cinematografica dell’attrice ha inizio nel 2001, quando prende parte al film Aguejeros en el cielo. Seguono ruoli in El final de la noche (2003), Arkadia (2005), Izarren Argia (2010), Loreak (2014), il quale è tra i cinque selezionati per rappresentare la Spagna all’Oscar di quell’anno, Igelak (2015) e Errementari – Il fabbro e il diavolo (2017). Con questi ultimi tre riesce ad ottenere una maggiore fama.
2 Le serie TV. Il primo ruolo in televisione di Itziar Ituño risale al 1997 con il film per la TV Agur Olentzero. Nel 2002 lavora invece alla serie Goenkale, la più longeva telenovela prodotta dalla televisione ufficiale dei Paesi Baschi. Partecipa inoltre alle serie TV Teilatupean (2000), Platos sucios (2002), Kilker Dema (2002), Cuentame como paso (2016). Nel 2017 compie invece il salto a livello nazionale con La casa di carta, trasmessa sulla piattaforma Netflix.
3 Ha un profilo personale. L’attrice detiene un proprio account di Instagram, seguito da 2,1 milioni di persone. All’interno di questo è solita condividere foto scattate durante momenti di svago o di lavoro. Molto presenti sono anche i dietro le quinte dai set frequentati e foto scattate durante le premier a cui l’attrice ha preso parte.

4 La musica è la sua passione. Itziar Ituño unisce il suo lavoro nel cinema e nella televisione alla sua altra grande passione, quella per la musica. L’attrice è infatti anche la cantante di ben tre gruppi: i Dangiliske, gli EZ3 e i LINGOTTO.
5 E’ stata criticata per le sue idee politiche. L’attrice è una convinta sostenitrice dell’autonomia dei Paesi Baschi, e questo credo politico l’ha resa invisa a molti in Spagna. Spesso è stata accusata di avere legami ideologici con il nazionalismo ETA.
6 E’ pessimista riguardo il futuro della serie. Con la terza stagione da poco conclusasi, Itziar Ituño ha rivelato alcuni dettagli della quarta attualmente in lavorazione. Stando alle parole dell’attrice, le cose inizieranno a mettersi molto male per i protagonisti, i quali si troveranno ad affrontare un grande nemico proprio all’interno della banca.
7 Si considera molto diversa dal suo personaggio, ma la adora. All’interno della serie l’attrice interpreta Raquel Murillo, alias Lisbona. In più di un intervista Itziar Ituño ci ha tenuto a precisare di essere molto diversa dal suo personaggio, e che spesso è difficile interpretarla per via delle sue contraddizioni. Tuttavia ne ammira la forza e la fragilità, la sua sensibilità e la sua vulnerabilità.

8 Mantiene uno stile di vita molto riservato. L’attrice ha sempre cercato di evitare di mischiare carriera e vita privata, tenendo quest’ultima alla larga dai social network. In alcune interviste ha tuttavia dichiarato di aver conosciuto suo marito durante un viaggio di 4 mesi in Amazzonia, nell’ambito di un progetto culturale.
9 Ha studiato sociologia. Appassionata da sempre di recitazione, Itziar Ituño ha studiato presso la Escuela de Teatro de Basauri. Parallelamente ha anche frequentato il corso di laurea in sociologia. Tra i due ambiti ha infine prevalso quello della recitazione, che l’attrice ha sempre inseguito fino ad ottenere il successo mondiale.
10 E’ nata a Basauri, nei Paesi Baschi, il 18 giugno 1974. L’attrice è alta rispettivamente 164 centimetri.
Fonti: IMDB
Celebre per il suo ruolo nella serie Netflix Élite, l’attore spagnolo Itzan Escamilla ha davanti a sé una promettente carriera. Pur essendo per ora comparso sul grande schermo in un’unica occasione, l’attore ha tuttavia avuto modo di dimostrare le sue doti in diversi progetti televisivi. Ormai sempre più noto, per Escamilla è giunto il momento di fare il salto di qualità dando prova di poter diversificare con successo, ricoprendo ruoli inediti con cui stupire i suoi fan. Ecco 10 cose che non sai di Itzan Escamilla.
1. È stato protagonista di un lungometraggio. Nel novembre del 2019 esce in Spagna il film Planeta 5000, che lo vede protagonista nel ruolo di Sergio, giovane ragazzo che desidera entrare a far parte di una misteriosa setta. Qui conoscerà Iris, che, al contrario, desidera uscire dal circolo di cui è entrata a far parte. La storia tra i due si dimostrerà così più complicata del previsto.
2. È noto per i suoi ruoli televisivi. Escamilla debutta in televisione con la serie spagnola Seis hermanas (2016), dove recita in un episodio. Nello stesso anno prende parte a Victor Ros, dove recita in un totale di sette puntate nel ruolo di Juan. Dopo ulteriori ruoli in El final del camino (2017), El ministerio del tiempo (2017) e Le ragazze del centralino (2017), ottiene grande popolarità recitando nel ruolo di Samuel Garcìa Domìnguez nella serie Netflix Élite (2019-in corso).
3. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 4 milioni di persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere curiosità quotidiane, ma anche numerose foto scattate in momenti di svago. Non mancano poi fotografie realizzate per servizi di moda o per promuovere i suoi progetti da interprete.

4. È molto riservato. Da quando ha raggiunto una più ampia popolarità l’attore è stato particolarmente attento a tenere privata la propria vita sentimentale, evitando di condividere particolari notizie sui social media. Ad ogni modo, secondo alcune testimonianze, Escamilla avrebbe avuto una relazione con Victoria Torresy fino al 2017, ma da quel momento pare che sia tornato ad essere single.
5. Potrebbe avere una relazione con una sua collega. Stando ad un post pubblicato su Instagram dalla cantante e attrice Danna Paola, quest’ultima e l’attore potrebbero avere una relazione sentimentale, anche se non vi sono state conferme ufficiali. I due si sono conosciuti sul set della serie Élite, dove Paola interpreta il personaggio di Lucrecia Montesinos.
6. Sono entusiasti dello sviluppo intrapreso dai loro personaggi. Nella seconda stagione della serie, i personaggi interpretati dagli attori Escamilla ed Exposito intraprendo una relazione che, seppur ricca di complicazioni, permette ai due personaggi di trascorrere molto più tempo insieme. I due attori si sono dichiarati entusiasti di questa possibilità, affermando che lo sviluppo dei rispettivi personaggi è stato particolarmente stimolante da interpretare.
7. Adora il suo personaggio. In diverse interviste l’attore ha affermato di essere particolarmente legato al personaggio di Samuel, ritrovando in lui numerosi sentimenti comuni dell’adolescenza. In particolare, l’attore si è detto entusiasta di poter dar vita al suo senso di colpa e al suo desiderio di vendetta.

8. Aveva già lavorato con un attore presente nella serie. In Élite, ad interpretare il ruolo del fratello maggiore di Samuel è l’attore Jaime Lorente, noto anche per La casa di carta, e con cui Escamilla aveva già collaborato nella serie Victor Ros.
9. Si è allenato per ottenere un fisico scultoreo. Uno dei motivi del fascino di Samuel nella serie spagnola è il suo fisico particolarmente curato. Escamilla ha infatti da sempre una grande attenzione nei confronti del proprio corpo, cercando di esaltarsi al meglio. Stando a quanto riportato da alcuni attori della serie, al momento di girare delle scene a petto nudo Escamilla sarebbe solito esercitarsi con alcune flessioni poco prima delle riprese, così da gonfiare i muscoli.
10. Itzan Escamilla è nato a Madrid, in Spagna, il 31 ottobre 1997. L’altezza complessiva dell’attore è di 173 centimetri.
Fonte: IMDb
Marco Risi, dopo aver affrontato i più disparati territori cinematografici torna ad esplorare la commedia- dopo le sue incursioni in salsa pulp negli anni ’90, ricordiamo L’ultimo Capodanno- realizzando l’equilibrato Tre Tocchi.
Il titolo fa riferimento
al gergo calcistico, lo sport che accomuna i sei protagonisti della
pellicola. L’altro fil rouge che li unisce e la
recitazione: tutti cercando di sfondare in qualche modo, senza
farsi sopraffare dalle delusioni, dalla rabbia, dalla tristezza e
dalle angherie della vita stessa. Sulla scena si muovono Gilles, il
bello da fotoromanzo, bello e amato dal pubblico delle ragazzine
urlanti, che copre dietro la sua spavalderia delle insicurezze
talmente profonde che lo spingono a cadere nel baratro della
cocaina e nelle cattive frequentazioni; c’è Vincenzo, che cova
all’interno di sé una rabbia ed un dolore sordo dovuti alla
malattia del padre e alle delusioni professionali, che lo portano a
sfogarsi attraverso il sesso e una brutalità immotivata; Leandro,
il più grande del gruppo, torna dopo anni nella sua Napoli, dalla
quale era scappato per evitare un passato oscuro che continua a
perseguitarlo, ma dal quale cerca di affrancarsi; lo stesso accade
per Max, frustrato per via di una carriera bloccata dopo un buon
inizio, che torna nella sua terra- la Basilicata- e non sa se
cedere al dilemma morale di sposare la ricca figlia di un
albergatore; infine ci sono Antonio ed Emiliano: il primo è un
giovane attore appena uscito dall’Accademia, uno che si sta
affermando a teatro anche grazie alla frequentazione con un’anziana
attrice più grande di lui, in cerca del ruolo della sua vita;
l’altro, forse, è il vero perdente del gruppo, l’unico che cede a
piccole lusinghe e compromessi per rimanere sulla cresta dell’onda
del patinato mondo dello spettacolo.
La storia che Risi sceglie di raccontare contiene in sé degli spunti interessanti, a partire dalla pluralità del racconto: sei storie che si intersecano tra loro, sfiorandosi senza mai incontrarsi definitivamente, con l’unico filo conduttore del gioco più amato dagli italiani, il calcio. Interessante è anche la scelta di utilizzare una narrazione meta- cinematografica: raccontare il cinema attraverso l’occhio indiscreto del cinema, che segue silenziosamente le vicende dei personaggi spiandoli, come un voyeur. Ma queste ottime premesse di partenza vengono vanificate nel corso della narrazione: i protagonisti, sulle cui spalle dovrebbe reggersi il peso del film, non hanno una forza- e una presenza- tali e rimangono vittime del controsenso logico supremo per un film del genere: si vede che stanno recitando una parte, seguendo pedissequamente un copione. La trama non è forte abbastanza da reggere al peso della coralità, e crolla inesorabilmente come un castello di carte spinto dal vento. I personaggi, invece di essere costruiti in un modo complesso o sfaccettato, si appiattiscono inesorabilmente sui cliché del genere senza mostrare uno sprazzo di originalità. L a parata di star e starlette in ruoli minori distoglie solo l’attenzione dello spettatore dalla labile storia.
Guarda il trailer di Ithaca, film che segna il debutto di Meg Ryan alla regia e che per l’occasione ha chiamato l’amico e collega di Insonnia d’amore e C’è posta per te Tom Hanks per un cameo.
Ithaca è l’adattamento del romanzo del 1943 The Human Comedy, scritto dal premio Pulitzer William Saroya e già oggetto di trasposizione cinematografica. È la storia di formazione di Homer Macauley (Alex Neustaedter) che, durante la Seconda guerra mondiale in California, s’impegna come corriere in bicicletta per mantenere la famiglia mentre il fratello maggiore è partito per combattere.
Nel cast ci sono la stessa regista, Sam Shepard, Molly Gordon, Hamish Linklater e Jack Quaid, figlio di Meg Ryan e Dennis Quaid. Il film uscirà in distribuzione limitata in America il 9 settembre.
In Italy: Love it or Leave it Gustav e Luca vivono insieme e improvvisamente, dopo sei anni, ricevono una lettera di sfratto, devono abbandonare il loro amatissimo appartamento. Gustav, altoatesino e da sempre insofferente all’Italia e sopratutto agli italiani, propone: approfittiamo di questo segnale del destino e lasciamo questo paese, trasferiamoci all’estero…a Berlino, l’Italia non ha più nulla da darci. Luca è romano e al contrario molto attaccato alle sue origini, alla sua terra e ai luoghi della sua infanzia, si Berlino è una città stupenda ma perchè e come abbandonare l’Italia, un paese stupendo.
I due risolvono la questione stringendo un patto: sei mesi, un viaggio di sei mesi lungo lo stivale per decidere cosa fare. Se al termine di quel periodo Gustav non si sarà convinto allora Luca accetterà l’idea di trasferirsi in Germania. Ed è così che inizia un lungo e schizofrenico viaggio che porta i due simpatici protagonisti da un capo all’altro dell’Italia da nord a sud, da est a ovest.
Per Gustav Hofer e Luca Ragazzi è il secondo film-documento realizzato in coppia. Il primo è stato “Improvvisamente l’inverno scorso” del 2009. Hofer è da anni corrispondente per l’Italia di un canale franco-tedesco di cultura mentre Ragazzi è un giornalista e fotografo; spiegano di aver realizzato “Italy: love it or leave it” perché troppe cose di questo paese non gli piacciono più, una caduta progressiva di valori e di fiducia verso stato e istituzioni ma al contempo la sensazione che dopo alcuni fatti concreti (vedi elezioni amministrative della scorsa primavera e referendum) forse nella coscienza civile qualcosa stia cambiando.
Italy: Love it or Leave it è un film ironico e divertente, un film che affronta un’analisi della nostra contemporaneità in modo completo e duplice ma sempre con grande serietà. E’ molto apprezzabile la contrapposizione delle due posizioni che i protagonisti rappresentano, colui che vede il bicchiere mezzo vuoto e vuole scappare e colui che lo vede mezzo pieno e spinge per rimanere. Come affermato dai due registi stessi i veri protagonisti del film non sono loro bensì i personaggi che incontrano durante il loro viaggio e che raccontano storie dell’Italia di oggi, storie di disoccupazione, sfruttamento e difficoltà ma anche storie di speranza, coraggio e orgoglio italiano. Le sequenze filmate di cui si può apprezzare una buonissima fotografia sono inframmezzate da ausili animati molto originali e spesso divertenti i quali completano il racconto e accompagnano in modo molto efficace le voci fuori campo.
Italy: Love it or Leave it è un film sull’Italia di oggi e per l’Italia di oggi che può aiutare a risvegliare coscienze sopite e a far capire a tutti noi italiani l’obbligo morale di rispettare e valorizzare di più e meglio questo meraviglioso paese. Quello che a mio avviso stona e che rappresenta un elemento non sempre in linea con il proposito del film è l’eccessivo coinvolgimento della politica e dei suoi protagonisti. Tra una sequenza e l’altra ci si imbatte troppo spesso con immagini televisive e non relative al berlusconismo sempre, ovviamente, rappresentato in modo ironico o allusivo. Berlusconi come sorgente di ogni male e di ogni degenerazione morale, Berlusconi come ossesso da eliminare. In contrappeso a questo l’intervista a Vendola appare come a dire: ecco la strada da seguire, ecco l’antidoto.
Ora lungi da me commentare o fare delle valutazioni di carattere politico, quello che alla lunga mi ha infastidito è questa invasione di campo della partigianeria politica nel mondo del cinema e della narrazione del film. Una presa di posizione eccessiva e che a mio avviso si poteva evitare in quanto inutile; rimanere nell’ambito della società civile e dare risalto ad essa e ai suoi protagonisti così come denunciare i casi di malgoverno di questo paese era sufficiente. Esagerare nella demonizzazione anti-berlusconiana trascina il film ai limiti del propagandistico e questo è un peccato.
Dal 4 gennaio al Politecnico Fandango di Roma Italy: Love it or Leave it, il nuovo “docu-trip” di Gustav Hofer e Luca Ragazzi, un viaggio in Italia alla ricerca dei buoni motivi per amarla o lasciarla. Il film è disponibile su iTunes dal 26 dicembre in vendita e in versione on-demand, dopo essere stato presentato al Milano Film Festival, dove ha ottenuto il premio come miglior lungometraggio, oltre allimportante premio del Pubblico.
Il film ha avuto numerosi riconoscimenti anche in festival internazionali, da Rio de Janeiro ad Helsinki, da Cape Town ad Annecy (Premio della Giuria dei giovani), da Zurigo a Tolosa. Il film prosegue anche il suo “tour” nelle sale di tutta Italia (distribuito da ZaLab) e nei festival italiani ed internazionali.
Gustav e Luca sono una coppia di italiani: il primo, altoatesino e di madrelingua tedesca, è pragmatico e animato da una forte coscienza politica; il secondo, romano, è indolente, pigro, sarcastico, fatalista. Di recente hanno assistito all’esodo di molti amici, loro coetanei, partiti per Berlino, Londra, Barcellona, la Nuova Zelanda. Seguire il loro esempio o restare in Italia? Gustav crede che andarsene sia la cosa migliore da fare, Luca vuole convincerlo che il Paese è pieno di buoni motivi per restare, di persone appassionate che ogni giorno conducono una battaglia silenziosa perché le cose possano cambiare. Prima di prendere una decisione, si danno sei mesi per capire se è ancora possibile tornare a innamorarsi dell’Italia. Il docu film è il diario di quei sei mesi in viaggio attraverso il Belpaese (o ciò che ne resta) e i suoi abitanti.
Guarda il Trailer ufficiale del film di Gabriele Salvatores Italy in a Day, l’edizione italiana del noto progetto del regista americano Ridley Scott. Il film è stato presentato a Venezia e di seguito trovate tutti le nostre pubblicazioni, compresa l’intervista al regista. Dal 23 Settembre al cinema
LEGGI ANCHE: Dallo spazio alle lenzuola: Gabriele Salvatores racconta Italy in a Day
LEGGI ANCHE: Venezia 71: Italy in a Day recensione del film di Gabriele Salvatores
Italy in a Day è l’edizione italiana, curata da Gabriele Salvatores, di un progetto di Ridley Scott: è stato chiesto agli italiani di inviare dei video realizzati con qualsiasi mezzo (telecamere, smartphones, fotocamere) da girare durante le 24 ore del 26 ottobre 2013. Desideri, sogni, paure, riflessioni, qualsiasi cosa considerata importante che accadeva quel giorno o anche, semplicemente, quello che si vedeva dalla finestra di casa. Italy in a Day è 44.197 video ricevuti, oltre 2200 ore di immagini, 632 video montati, una squadra di 40 selezionatori coordinati da Massimo Fiocchi e Chiara Griziotti. Italy in a Day è un diario emotivo, un censimento delle emozioni e dei pensieri degli italiani, una confessione laica, la voglia di condividere i propri sentimenti attraverso le immagini, un collettivo psicodramma italiano, di volta in volta tenero, arrabbiato, divertente o disperato. Ma anche una coinvolgente riflessione, sincera e senza filtri intellettuali, sul senso stesso di questo nostro viaggio sul pianeta Terra, in questi anni. Nell’epoca della comunicazione digitale, della condivisione istantanea, dello strapotere delle immagini Italy in a Day è il primo esperimento italiano di film collettivo, dove il materiale narrativo (le immagini e i pensieri) vengono forniti da chiunque ne abbia voglia e l’organizzazione del racconto è affidata a chi lo fa per mestiere. Non un social network, ma un social movie realizzato con passione, rispetto e senso di responsabilità, senza rinunciare a uno “sguardo necessario” e al punto di vista personale sulla realtà.
A qualche anno dall’esperimento di Life in a day, promosso e realizzato dalla Scott free di Ridley Scott, che raccolse i filmati di persone comuni in giro per il mondo e dopo le esperienze in Giappone, con Japan in a day, il 26 Ottobre sarà il turno del nostro paese con il titolo Italy in a day.
L’iniziativa è promossa dalla Rai che mette a disposizione il suo portale, di cui uno sarà dedicato all’evento, in collaborazione con la casa di produzione del regista americano e con un regista d’eccezione e internazionalmente riconosciuto: Gabriele Salvatores.
L’iniziativa è stata presentata oggi a Roma, in previsione del lancio pubblicitario che inizierà il prossimo 30 Settembre, e Salvatores, in collegamento da Trieste dove si trova per girare il suo ultimo film, si è definito entusiasta di questa iniziativa, alla quale non ha voluto rinunciare assolutamente, vista la possibilità di mettersi in gioco in un ruolo nuovo per lui: organizzare del materiale che non conosce.
Il materiale verrà organizzato in maniera cronologica, dalla mezzanotte di Sabato 26 Ottobre fino alle 23.59 dello stesso giorno, e tutti sono invitati a partecipare con un video realizzato con ogni mezzo digitale, dalla fotocamera allo smartphone alla più canonica videocamera e caricarlo sul sito della Rai www.italyinaday.rai.it.
Quello che preoccupa di più il regista premio Oscar sarà dover scegliere il materiale e soprattutto conciliare il tutto in una storia, un intreccio comune che leghi immagini prodotte da mani diverse, per fare questo, sono state delineate alcune linee guida attraverso tre temi agli antipodi: paura, amore e vita. Le interpretazioni sono molteplici quindi e la libertà va dalla finzione alla documentazione dalla finestra di casa. Ci saranno alcune sicurezze di sicuro impatto, la produzione, Indiana Film, si è assicurata che alcuni ospedali sul territorio forniranno le immagini delle nascite di quei giorni, ma non si sa se verrà dato spazio a immagini più forti o di rottura. Salvatores sottolinea che una linea principale sarà quella di rappresentare la vita delle persone e le bellezze naturali del nostro paese, per dare un’immagine completa dalla notte al giorno, della vita in un giorno qualunque nel nostro paese. Il regista definisce anche questo un esempio di larghissima democrazia, in cui il suo ruolo sarà quello di mettere in ordine con un senso collettivo, immagini che sono importanti per altre persone. Agli antipodi, a detta sempre di Salvatores, rispetto a quello che è il cinema normalmente in Italia: la visione di un regista attraverso delle immagini da lui stesso concepite.
In principio ci fu Life in a Day, film documentaristico di Ridley Scott che racconta la vita degli esseri umani dall’alba al tramonto di una sola giornata. Poi Gabriele Salvatores ha deciso di realizzare Italy in a Day, un racconto che ha alla base lo stesso principio del progetto originale di Scott e che è stato realizzato con il contributo degli italiani che hanno inviato quasi 45mila video che raccontano tante piccole storie, situazioni quotidiane, scelte di vita, vite semplici e vite importanti, vite di italiani all’estero, di giovani e vecchi, di malati, di carcerati e sofferenti, di coppie (eterosessuali e omosessuali) che provano a mettere insieme una famiglia nonostante le difficoltà, diverse per ognuno.
Salvatores realizza un maxi montaggio in cui il filo conduttore è lo svolgersi della giornata, dalla mezzanotte alla mezzanotte del 26 ottobre 2013, e attraverso pochi maxi blocchi racconta la notte dei solitari, dei lavoratori notturni, le mattine dei bambini, le colazioni, l’inizio della scuola e del lavoro in ufficio, ma anche la solitudine degli anziani e la gioia delle nuove vite che arrivano, la difficoltà di un trentenne di trovare una collocazione nella società produttiva e anche le storie di chi, proprio per diventare un membro produttivo della società, ne sceglie un’altra e si trasferisce all’estero.
Il prodotto finale è commovente e divertente, come le storie che vengono raccontate, una boccata d’aria e un invito a sorridere delle nostre piccole manie, dei gaffi che dormono con noi, dei bimbi che ci tengono svegli la notte, dei nonni che non ricordano i nomi dei loro figli ma sono comunque in grando di grandi pensieri poetici.
Italy in a Day è un’esperienza, una finestra sull’Italia e sulla vita che tutti noi condividiamo in un Paese “che soffre con dignità, ma che ha ancora una finestra aperta verso il futuro.”
Continua il grande
successo di Italy in a Day, il film
collettivo di Gabriele Salvatores, prodotto da
Indiana Production con Rai Cinema in associazione con Scott
Free.
LEGGI ANCHE: Dallo spazio alle lenzuola: Gabriele Salvatores racconta Italy in a Day
LEGGI ANCHE: Venezia 71: Italy in a Day recensione del film di Gabriele Salvatores
Già accolto da un lunghissimo applauso dopo la presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia – Fuori Concorso, il film è stato proposto ieri, martedì 23 settembre, con una uscita evento in un’unica giornata, in 56 sale sparse in tutta Italia incassando più di 38mila euro, con una media copia di rilievo pari a 709 euro, la più alta della giornata.
Un risultato al di là di ogni aspettativa per un evento che ha visto il pubblico rispondere con sorprendente partecipazione ad una proposta culturale innovativa, a un nuovo modo di fare cinema, reagendo con lacrime, risate e applausi a scena aperta alle immagini sperimentali e rivoluzionarie di quello che può essere definito il primo social movie italiano.
Salvatores ha selezionato circa 600 filmati, dopo averne raccolti e visionati più di 44mila! Una grande partecipazione popolare da parte degli italiani, che supera di gran lunga quella registrata dalla precedente edizione britannica. Un lavoro reso possibile anche grazie alle forze messe in campo da tutta la Rai, in una operazione sinergica con pochi precedenti.
ITALY IN A DAY andrà in onda in prima serata sabato 27 settembre su Rai3.
Il 23 settembre 01
Distribution presenta in 60 sale cinematografiche, per un’unica
giornata speciale, Italy in a day,
il film collettivo di Gabriele Salvatores prodotto
da Indiana Production con Rai Cinema in associazione con Scott
Free.
LEGGI ANCHE:
Gabriele Salvatores presenta Italy in a Day: “L’Italia è un paese che soffre con dignità”
Italy in a Day: trailer ufficiale del film di Gabriele Salvatores
Il 26 ottobre 2013 era stato chiesto agli italiani di realizzare un breve filmato sul nostro paese. La risposta è stata travolgente: oltre 44.000 video ricevuti per 2200 ore di materiali. Le persone che hanno partecipato, hanno raccontato attraverso queste immagini, i loro desideri, i sogni, le paure, le riflessioni, o più semplicemente, ciò che hanno visto dalla finestra di casa quel giorno. Alla fine sono stati selezionati circa 600 video. Il risultato è Italy in a day, un vero e proprio “Social Movie”, accolto con entusiamo da pubblico e critica all’ultimo Festival di Venezia, dove è stato proiettato Fuori Concorso.
LEGGI ANCHE:
Dallo spazio alle lenzuola: Gabriele Salvatores racconta Italy in a Day
Venezia 71: Italy in a Day recensione del film di Gabriele Salvatores
A proposito del film Mary Corliss sul prestigioso Time ha scritto “in una rivoluzione del pianeta, l’Italia ha scritto a se stessa questa irresistibile lettera d’amore. Possa leggerla presto il mondo intero”.
E’ attualmente al cinema il film Italo con protagonista Marco Bocci alla sua prima pellicola da protagonist al cinema dopo il successo di Squadra Antimafia. Ebbene ecco due clip del film:
Il film ispirato ad una storia vera è interpretato da Marco Bocci, Elena Radonicich, Barbara Tabita, Tomal (il cane), Vincenzo Lauretta, Martina Antoci, Matteo Korreshi, Lucia Sardo, Andrea Tidona, Marcello Perracchio, Tuccio Musumeci e Leo Gullotta (voce narrante).
Nel 2009, nelle campagne di Scicli, provincia di Ragusa, arriva un randagio che conquista l’affetto dell’intera cittadina fino a diventarne simbolo. Tratto da un’ incredibile storia vera il film racconta la vita di Italo, cane straordinario al punto da meritare la cittadinanza onoraria. Una commedia romantica e divertente che tocca temi importanti quali l’amicizia, il pregiudizio e l’amore incondizionato a cui fa da cornice una Sicilia piena di colori e tradizioni. L’eroe di Squadra Antimafia, Marco Bocci, nel suo primo ruolo da protagonista sul grande schermo.

La scrittrice e giornalista Lidia Ravera (autrice nel 1976 di Porci con le ali) ha introdotto la conferenza stampa a cui hanno preso parte il regista di Gangor, Italo Spinelli e la protagonista Pryanka Bose. Erano presenti anche i produttori, Angelo Barbagallo (Bibi film) , Carlo Brancaleone (Rai Cinema) e Luciano Sovena (distribuzione, Cinecittà Luc ).