Con la conclusione definitiva di Stranger Things nella notte di Capodanno, cast e creatori hanno salutato una delle serie più influenti dell’ultimo decennio. Per molti dei suoi protagonisti, cresciuti letteralmente sul set, l’addio è stato profondamente emotivo.
In un’intervista rilasciata a Entertainment Weekly, Millie Bobby Brown, che ha iniziato a interpretare Eleven a soli 11 anni, ha raccontato quanto sia stato difficile realizzare davvero che tutto fosse finito.
«Non riuscivo ad ammetterlo a me stessa finché non è stato davanti ai miei occhi. La notte prima dell’ultimo giorno di riprese mi ha colpito davvero».
L’attrice ha spiegato che, una volta compreso che Stranger Things era ufficialmente terminato, ha dovuto fermarsi in macchina per mezz’ora prima di riuscire a tornare a casa, travolta dall’emozione.
Amicizie nate sul set, legami che restano
Per Brown, la serie non ha rappresentato solo una svolta professionale, ma anche personale. Sul set ha conosciuto uno dei suoi migliori amici, Noah Schnapp, interprete di Will Byers, con cui ha costruito un rapporto così profondo che l’attore è diventato il padrino di suo figlio, adottato all’inizio di quest’anno insieme al marito Jake Bongiovi.
Anche per Schnapp, l’addio è stato particolarmente doloroso. Dopo anni trascorsi fianco a fianco durante l’adolescenza e la crescita sotto i riflettori, separarsi dal cast è stato un colpo difficile da assorbire.
«Dire addio a tutti, sapendo che non li avrei più rivisti nello stesso spazio, è stato devastante. Il giorno dopo la fine delle riprese è stato durissimo».
Tra negazione e gratitudine
Finn Wolfhard, volto di Mike Wheeler, ha ammesso di essere rimasto in uno stato di totale negazione fino all’ultimo ciak. Per lui, la fine della serie è stata agrodolce: se un capitolo si è chiuso, i rapporti umani costruiti nel tempo restano intatti.
«Quella vita specifica è finita, ma noi siamo ancora una famiglia. Ci vediamo ancora spesso. Alcune cose dureranno per sempre».
Un vero finale, non una cancellazione
Caleb McLaughlin, che ha interpretato Lucas Sinclair, ha raccontato che la consapevolezza della fine ha iniziato a farsi sentire già durante la quarta stagione. Per lui, però, c’è anche un senso di gratitudine: Stranger Things ha avuto la possibilità di chiudere il proprio arco narrativo con un vero finale, cosa sempre più rara nel panorama televisivo contemporaneo.
«È stato strano sapere che qualcosa che ha fatto parte della mia vita per così tanto tempo stava per finire, ma anche bello sapere che avrebbe avuto una conclusione».
Con tutti gli episodi ora disponibili su Netflix, Stranger Things lascia il pubblico con un’eredità che va oltre la fantascienza e l’horror: quella di una generazione di attori cresciuta insieme davanti agli occhi del mondo.
