locke & key recensione

Sarà disponibile dal 7 febbraio su Netflix Locke & Key, la nuova serie originale del colosso dello streaming, adattamento dai fumetti di Joe Hill e Gabriel Rodriguez. La serie, dedicata principalmente ad un pubblico di adolescenti, dati i toni che toccano il dramma familiare ma anche l’avventura e il gioco, è formata da dieci episodi da 50 minuti con finale aperto, cosa che ci garantisce, quasi matematicamente, una seconda stagione.

La storia è però lontana dall’immediatezza di altri prodotti recenti Netflix, come il riadattamento di Sabrina o Sex Education (entrambe le serie hanno come target gli adolescenti). Parte invece da un dramma familiare per poi diventare un’avventura fantastica in cui gli adulti sono estromessi dalla magia vera e propria e rappresentano più che altro degli ostacoli, persone da evitare, sconfiggere, da cui fuggire o semplicemente da aiutare.

La trama di Locke & Key, nuova serie Netflix

Locke & Key racconta dei tre fratelli Locke, che, dopo essere rimasti orfani di padre, morto in circostanze misteriose, si ritirano a vivere insieme alla madre in una vecchia casa di famiglia, Keyhouse. La grande dimora però custodisce un segreto, che presto i ragazzi scopriranno: al suo interno sono nascoste delle chiavi che aprono porte magiche, nel tempo, nella mente, persino nel mondo dei morti, oggetti affascinanti che, a loro volta, riserveranno molte sorprese ai tre giovani Locke.

Fanno da sfondo all’avventura magica sentimenti quali l’elaborazione del lutto, del senso di colpa, della separazione e dell’amore familiare. Da Carlton Cuse (Lost, Bates Motel) e Meredith Averill (The Haunting of Hill House), Locke & Key è senza dubbio un esperimento bizzarro, almeno per quanto riguarda la prima parte della stagione, in cui vengono messe le carte in tavola e si imparano a conoscere i protagonisti. A questa prima parte di assestamento che potrebbe scoraggiare la visione, segue però una seconda metà di stagione molto più animata e coinvolgente, sia per quanto riguarda il ritmo che per quello che concerne lo sviluppo narrativo, che diventa più interessante.

Andando a scomodare i grandi archetipi del genere horror, la serie sviluppa in una chiave molto originale il concetto di casa organica, in cui è l’edificio che fa da sfondo alla vicenda, in questo caso Keyhouse (non a caso “la casa della chiave”), a farsi personaggio intorno ai protagonisti in carne e ossa. Un elemento “magico” che scopriamo dall’inizio di questa storia è che le chiavi vogliono farsi trovare e sussurrano ai protagonisti per farsi intercettare all’interno dell’edificio, che si trasforma intorno ad esse.

Un altro elemento che rende Locke & Key un prodotto generazionale ma interessante è l’utilizzo del comparto sonoro. Ridotto all’osso in gran parte delle scene più importanti, l’assenza di suono contribuisce a tendere l’atmosfera, con effetti davvero “spaventosi” in più di un’occasione.

I protagonisti vincenti

Se però la serie avrà successo, al di là della trama che chi ha letto i fumetti già conosce, sarà perché il cast di giovani attori scelti per i ruoli principali dimostra alchimia e carisma da vendere. Dallo scontroso ma protettivo Tyler di Connor Jessup, alla turbolenta ma responsabile Kinsey di Emilia Jones, al fin troppo giudizioso e tenerissimo Bode di Jackson Robert Scott, il terzetto che interpreta i fratelli Locke bucherà gli schermi di pc e tv.

Locke & Key è sicuramente un prodotto interessante e originale, che potrebbe catturare l’attenzione di una fetta di pubblico disposta a coniugare un dramma familiare con un’avventura fantasy e sporadiche declinazioni verso il thriller e l’horror.

 
RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
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Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.