the boys 2

Dal 4 settembre The Boys 2 sarà disponibile su Amazon Prime Video con i primi tre episodi della seconda stagione e con i restanti cinque distribuiti uno a settimana, ogni venerdì. Si tratta di un appuntamento temuto e atteso dai fan di Butcher e di Patriota, che tornano a capeggiare le rispettive fazioni, facendo i conti con un profondo cambiamento.

 

Perché se al primo giro era stata una vera scoperta, travolgente, scorretta, violenta e volgare, al secondo giro Eric Kripke non fa sconti e alza l’asticella, regalandoci innanzitutto una serie di dinamiche nuove, approfondite, che non si adeguano assolutamente a quanto già visto (ma lo elevano) e in secondo luogo approfondisce, modifica, fa crescere i personaggi che già conoscevamo, inserendoli in situazioni nuove, soprattutto alla luce dei fatti visti in chiusura del primo ciclo.

The Boys 2, decostruzione di due leader

La serie si apre sul funerale di Translucent, che era stato brutalmente ucciso dai Boys e che gli aveva messo contro i Sette. Patriota dal canto suo cerca di prendere il comando della Vought, tentando di occupare il vuoto lasciato da Madelyn. Tuttavia si troverà a confrontarsi con due personaggi nuovi davvero difficili da fronteggiare: da una parte il minaccioso Stan Edgar, amministratore delegato dell’azienda che lo tiene per il guinzaglio e gli ricorda il suo ruolo di puro oggetto di marketing all’interno dell’organizzazione; dall’altra arriva nel gruppo, a sostituire Translucent, Stormfront, sfrontata, irriverente e affascinante nuova “eroina” che gli renderà la vita complicata.

Per quanto riguarda Butcher, a inizio serie viene creduto disperso, ma non tarda a riprendere il suo posto trai Boys, che nel frattempo si erano dati alla clandestinità. Tuttavia la sua scoperta che la moglie è ancora viva e il conseguente venir meno della sua motivazione principale di odio nei confronti dei Sette, lo spinge a ridimensionare anche il suo atteggiamento, diventando leggermente più ragionevole e riflessivo, senza però perdere un briciolo della sua sanguinosa violenza. In questo processo gli viene in soccorso Hughie, che nella prima stagione era stato un protagonista vittima degli eventi, maldestro e forse un po’ fuori posto. Adesso, il giovane si impegnerà ad occupare con “onore” il suo posto nei Boys, scalando anche le vette del comando e diventando un pari di Butcher, quando in precedenza ne era stato una sorta di allievo.

The Boys 2 recensioneIl politicamente scorretto come impegno… politico

La serie a fumetti di Garth Ennis Darick Robertson trova un suo secondo adattamento, un seguito naturale alla prima stagione di grande successo, un proseguimento più grande, più maturo, più approfondito, ma anche più violento, scorretto, sgradevole, senza la minima traccia di eroismo, politicamente scorretto, non solo per ciò che mostra, ma anche perché in un’epoca di timore e di grandissima (a volte eccessiva) attenzione a ciò che si racconta e si dice, The Boys 2, più che mai, non fa sconti e mette su piazza tutti gli argomenti di maggiore attualità sociale e politica, sbattendo in faccia allo spettatore razzismo, sessismo, violenza, nazionalismo.

Questo fa di The Boys 2 non solo una serie politicamente scorretta, ma una serie politica, civile e tutt’altro che poco attenta o superficiale. La serie di Kripke ci mostra il mondo come potrebbe essere se smettessimo di tentare di combattere tutto ciò che crediamo sbagliato, ci mostra l’apologia, portata all’estremo, di vizi sistemici della nostra società, che esistono e che poco a poco si cerca di sradicare. E insieme a questo importantissimo valore sociale, la serie è anche intrattenimento puro, ma solo per i forti di stomaco.

 
RASSEGNA PANORAMICA
Chiara Guida
Articolo precedenteWe Are Who We Are 1×01: anticipazioni dall’episodio
Articolo successivoSmallville, la serie tv: cast, trama e personaggi
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.