Il prossimo 29 giugno esordirà nelle sale italiane Transformers – Dark of the moon il terzo capitolo della saga dei robot alieni che abbiamo già conosciuto in Transformers e in Transformers – La vendetta del caduto. La pellicola firmata ancora dal solito ed insostituibile Michael Bay, regista anche dei due film precedenti, è stata prodotta dalla Paramount Pictures e dalla Di Bonaventura Pictures con la collaborazione della Hasbro, una produzione monumentale che ha richiesto un enorme investimento economico.

La storia inizia con un passo indietro nel tempo, esattamente al 20 luglio 1969 quando durante una spedizione segreta sulla luna, condotta per volere del governo statunitense, viene rinvenuta sul lato oscuro del pianeta un’astronave aliena. All’interno di essa gli astronauti si trovano dinnanzi ad un enorme robot alieno, l’informazione rimane rigorosamente segreta.

Questo incipit dove storia e finzione si intrecciano ( verrà infatti riprodotto digitalmente anche il presidente J.F.Kennedy con il suo celebre discorso sulla necessità delle missioni spaziali ) serve ad introdurre il resto della trama che ci riporta ai giorni nostri. Sam Witwicky si trova nuovamente ad aiutare gli Autobot: Optimus Prime, Bumblebee, Ratchet, Ironhide e Sideswide nella loro indomita lotta contro i Decepticon guidati dal solito Megatron. Ma in questa terza pellicola della serie i nemici per gli Autobot non si limitano ai Decepticon infatti dovranno vedersela anche con un nuovo ed ancor più temibile nemico: Schockwave, dittatore di Cybertron.

Una produzione dispendiosissima come dicevamo che ha necessitato di una lunga e faticosa gestazione considerato, e non è un dettaglio da poco, che Bay si è deciso, non senza iniziale riluttanza, a girare il film in 3D.

Quando il 19 maggio scorso presso gli studi della Paramount in California si è tenuta la serata evento per promuovere Transformers – Dark of the moon i presenti hanno potuto assistere ad una interessantissima conversazione tra il regista Micheal Bay e il filosofo ed evangelizzatore del cinema 3D James Cameron.

Bay, vecchio e grande amico del regista di Avatar, ha ammesso il ruolo fondamentale avuto da Cameron nel convincerlo a girare il film utilizzando la tecnologia stereoscopica. Anche dopo aver visitato, su invito dell’amico, il set di Avatar, Bay, di fronte a quell’inferno di cavi e hard drive ammette di aver esclamato “questo non sono io…”, ma l’entusiasmo con cui Cameron ha argomentato i vantaggi ed il fascino del 3D hanno alla fine convinto Bay per questa soluzione.

Per realizzare il suo Transformers 3 Bay ha mutuato da Cameron la stessa troupe di Avatar, ma coerente con la sua personalità tendente al megalomane ha immancabilmente e giustamente messo molto del suo. Una delle tante sfide affrontate da Bay è stata girare alla luce del sole e non davanti al solito schermo verde così come la straordinaria trovata di porre una telecamera 3D sul casco di uomini che buttandosi con delle tute alari da un aereo hanno filmato in tredimensione tutto il corso della caduta. Una sequenza eccezionale che nei 20 minuti di presentazione al pubblico ha sicuramente rappresentato il momento più suggestivo e significativo.

Bay dopo questa esperienza nuova per lui e che lo ha costretto a tempi e costi molto maggiori rispetto ai soliti, si dice al fine conquistato dalla nuova tecnologia 3D.

Transformers – Dark of the moon rappresenta una sfida importante per tutto il cinema 3D il quale dopo l’uscita di Avatar ha subito la svalutazione del suo prodotto a causa di una serie di produzioni qualitativamente poco attraenti e sofisticate che hanno immancabilmente raffreddato l’interesse del pubblico. Uno degli ultimi esempi a conferma di questa tendenza è rappresentato da I pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare per il quale solo il 38% degli incassi globali perviene dai biglietti 3D.

Coloro che hanno avuto modo di presenziare alla serata californiana dello scorso 19 maggio, in cui sono stati proiettati 20 minuti di trailer speciali di Transformers 3, garantiscono sulla qualità del film che sembra in grado di poter riabilitare il cinema tredimensionale. Un film di alta fattura in cui è sostanzialmente confermato il cast precedente in cui ritroviamo i nomi di Shia Lebouf, Josh Duhamel, Tyrese Gibson e John Turturro. L’unico cambio di una certa rilevanza riguarda Megan Fox sostituita con la giovane Rosie Huntington-Witheney ( nel ruolo di Carly ) conosciuta da Bay sul set di uno spot per Victoria’s Secret. A completare il cast anche John Malkovich impegnato in un ruolo più secondario, il datore di lavoro di Sam.

Un ultima curiosità che rappresenta una novità rispetto i film precedenti, è la presenza di due nuovi autobot: una Ferrari 458 Italia dal nome Dino ( in onore del figlio del mitico Enzo Ferrari ) e una Mercedes-Benz E550 dal nome Q ( pronunciato Que ) come un personaggio della saga di James Bond.

Transformers 3 – Dark of the moon è un film innovativo e sicuramente da non perdere per gli amanti del genere, una produzione che se vale quanto è costata, in termini di investimenti e di fatica, non potrà che rappresentare un nuovo capolavoro del cinema di ultima generazione. Un cast tecnico e artistico di prim’ordine, tecnologie mai provate prima e una colonna sonora all’altezza ( basta ricordare il singolo Iridescent che i Linkin Park hanno scritto appositamente per il film ) tutti ingredienti che quantomeno ci invitano a recarci al cinema per poter valutare da noi se ne sia valsa la pena o meno.

I primi 15 minuti del film