Dopo il grande successo de Il Divo, il regista Paolo Sorrentino torna al suo sodalizio artistico con Toni Servillo, lasciandosi alle spalle l’esperienza internazionale di This must be the place. Il nuovo lavoro, che vede i due per la quarta volta insieme sul set, è La grande bellezza. Presente con un promo alla scorsa Berlinale, è molto atteso non solo in Italia, tanto che l’hanno già acquistato: Germania, Benelux, Gran Bretagna, Israele, Grecia e Brasile.

 

Poco si sa della trama, su cui, come su tutto il film, regna il riserbo. Sappiamo però che Toni Servillo veste i panni dell’affermato giornalista sessantenne Jep Gambardella, abituale frequentatore della Roma mondana di oggi. Come la Capitale, anch’egli non ha perduto il suo fascino.

Il titolo, dunque, è senz’altro riferito alla Città Eterna, che fa da ambientazione, ma è anche protagonista, come ha confermato Umberto Contarello – sceneggiatore assieme a Sorrentino – definendolo un film “profondamente su Roma” (vi è stato interamente girato). Omaggio a Fellini e alla Dolce Vita? Può darsi. Ritratto inedito della capitale? C’è da aspettarselo, dato lo sguardo sempre tagliente, ironico, grottesco ma anche poetico, che caratterizza il lavoro del regista. E viste anche alcune pagine del suo recente lavoro di scrittore  – in particolare, Hanno tutti ragione, edito da Feltrinelli nel 2010 – in cui si soffermava proprio sulla natura affascinante e decadente della città: “Roma, è un lungo tramonto. (…) Questo grande catino di città che accoglie tutti, democraticamente, con noncuranza e malevolenza. Senza fartene accorgere , però. Come certi colpi astuti nei caveau delle banche attraverso i tombini. Roma ti tende agguati continui e raffinati, ma i colpevoli sono sempre introvabili. Perché sono troppi i colpevoli (…)”. E la definiva “l’ombelico sporco di questo paese, la capitale di questa Italia maledetta”. “Questa Roma immutabile e copione di sé stessa all’infinito.” Una Roma che sopravvive grazie alla frivolezza, alla futilità: “È così che resiste brillantemente la storia millenaria di questa città, rimescola continuamente le carte per rinunciare a vedere una volta e per tutte l’asfissia del suo involucro bellissimo”.

PaoloSorrentino-TonyServillo

Quanto sappiamo finora de La grande bellezza sembra consonante con questa visione. Non è ancora disponibile il trailer, è stato possibile vederne un’anticipazione solamente alle Giornate Professionali di Sorrento a dicembre 2012, alla presentazione del listino Medusa del 2013. Ma si evince dai personaggi principali che l’occhio della macchina da presa è puntato sul mondo dell’alta borghesia romana, dei salotti modaioli e cafoni al contempo (e qui immaginiamo che il gusto per la caricatura grottesca di Sorrentino si sbizzarrisca).  Accanto a Servillo, Carlo Verdone in veste di scrittore, e Sabrina Ferilli, che pare interpreti una vamp. Ma sembra ci siano anche Isabella Ferrari, Iaia Forte, Pamela Villoresi, Carlo Buccirosso, Luca Marinelli, Giorgio Pasotti. La fotografia è di Luca Bigazzi e il montaggio di Cristiano Travaglioli. La sfida sarà dunque tenere insieme una così ricca materia e, cosa a cui il regista ci ha abituati, il grottesco col realistico. È una coproduzione italo-francese: Indigo Film, Medusa e Banca popolare di Vicenza, per l’Italia – Medusa inoltre distribuisce il film nel nostro paese. Mentre per la Francia, Babe Films e Pathé, che cura anche la distribuzione internazionale.

Non ci resta che verificare in sala (uscita prevista per il 23 maggio) se l’ultima scommessa del regista sarà vinta. E chissà che non lo vediamo anche a Cannes.