A Star Is Born

Un remake di un remake di un remake: Hollywood ha giocato in casa con A star is born (2018), film scritto, diretto e interpretato da Bradley Cooper e Lady Gaga, disponibile per il noleggio su Amazon Prime Video. Sebbene non vi siano conferme ufficiali del fatto che A star is born sia ispirato ad una storia vera, la genealogia della storia di Ally e Jackson è estremamente affascinante e stratificata, le cui radici affondano nell’epoca del muto, quando la grandiosa RKO faceva sognare il pubblico con i primi, grandissimi musical.

 
 

Partiamo dall’ultimo remake, per cui Lady Gaga ha inoltre vinto l’Oscar alla miglior canzone (Shallow): il film di Bradley Cooper si basa direttamente sul musical A star is born (1976) con Barbra Streisand e Kriss Kristofferson, rispettivamente nei ruoli di Esther, talentuosa cantante scoperta dal collega John, ormai sul viale del tramonto a causa di una dipendenza da alcool e droghe.

La sceneggiatura aggiorna la narrazione di A Star Is Born allo spirito di metà anni ’70 con grande abilità. La relazione Streisand-Kristofferson ritrae delicatamente un’alleanza libertaria senza prediche, quasi come un dato di fatto che richiede pochi problemi di ego. Particolarmente impressionante è una scena in cui i due litigano quasi violentemente e poi fanno pace culminando nella passione. La Streisand nei panni di Esther Hoffman mostra al suo amante alcolizzato che è diventata proprio quello che lui voleva, una persona forte e consapevole del proprio sé. Eppure anche lei è una vittima della sua passione per lui; questo adattamento è, dopo tutto, una vera e propria storia d’amore moderna.

Questa versione segue in realtà l’adattamento del 1954 diretto da George Cukor, nonché secondo film più famoso di Judy Garland, che recita a fianco di James Mason nel ruolo di Norman Maine. In questo caso, Esther è una cantante il cui destino si incrocia con quello di Norman, attore in declino. Troviamo qui un James Mason di classe, ma il cui contrasto tra brillantezza artistica e condizione miserabile in cui riversa vengono esaltati dal technicolor e dalla magia del cinemascope e in cui la stella Judy Garland esplode grazie a una vocalità che scava nelle viscere, per alimentare il sogno di diventare una stella dei musical. Siamo davanti a una declinazione più edulcorata della trama, che addolcisce la tragedia, pur non sminuendone la portata.

Ma la versione originale di questo dramma struggente risale addirittura al 1937, anno di uscita dell’ E’ nata una stella di William A. Wellman con Janet Gaynor e Fredric March protagonisti. I due interpretano Esther Blodgett, una ragazza di paese che approda nella rutilante Hollywood per diventare un’attrice famosa, e Norman Maine, che si innamora di lei e diventerà il suo pigmalione, aiutandola nella scalata verso le majors.

Oltre alle riprese nei luoghi simbolo di Tinseltown come il Grauman’s Chinese Theatre e l‘Hollywood Bowl, il film del ’37 include anche riferimenti a vere star e allusioni poco velate a vari magnati dello studio, faccendieri e membri della stampa. La Gaynor, talentuosa anche nel mimare, ha una deliziosa sequenza in cui tenta di impressionare i dirigenti di Hollywood con le sue imitazioni di Greta Garbo, Mae West e Katharine Hepburn mentre lavora in un catering. Wellman incluse anche i camei di numerose star in declino, tra cui il primo marito di Mary Pickford, Owen Moore, e la stessa ex moglie di Wellman, la star del cinema muto Helene Chadwick, che alcuni ipotizzano sia stata d’ispirazione per alcune sequenze chiave del film.

Il film di Wellman si è ispirato direttamente alla pellicola A che prezzo Hollywood? Distribuita dalla RKO nel 1932, tant’è che questa era decisa a fare causa per plagio alla casa di distribuzione del film del 1937. La cosa più interessante è però che, all’epoca delle prime, grandi riflessioni cinematografiche su cosa significasse essere artista ad Hollywood (Viale del tramonto e Singing in the rain sarebbero usciti, rispettivamente, nel 1950 e 1952) si dice che siano stati la stella del cinema muto Colleen Moore e il marito alcolista John McCormick ad ispirare la storyline dei due protagonisti di A star is born. In realtà, un’altra probabile influenza, molti hanno ipotizzato, sarebbe stata la vicenda di Barbara Stankwyck, attrice e ballerina hollywoodiana che nel 1928 convolò a nozze con la star del vaudeville Frank Fay, proprio mentre stava per raggiungere l’apice della sua carriera e, al contrario, quella del marito si stava disintegrando a causa dell’alcolismo.

A Star Is Born film

La storia, però, si infittisce ancora di più poiché Wellman stesso raccontò a suo figlio che la scena del discorso sul palco degli Academy riprende una vicenda accadutagli: difatti, quando Wings, altro film di Wellman, vinse l’Oscar al Miglior Film, il regista non fu invitato alla cerimonia:” «Mio padre mi disse che andò nel suo appartamento, si ubriacò e fece un discorso simile a quello del personaggio di Fredric March nel film, dicendo all’Academy dove potevano andare…» affermò. Inoltre, sappiamo che Bradley Cooper ha modulato il Jackson Maine del suo A star is born sulla personalità dell’amico musicista Eddie Vedder e per ultimo, ma non meno importante, non possiamo non riconoscere nella Ally di Gaga lo specchio dell’inizio della sua carriera, da sognatrice talentuosa della Grande Mela che si esibiva di pub in pub per cercare di concretizzare le sue ambizioni, rielaborate in un ruolo che, non a caso, l’ha portata anche a vincere un Oscar.