Il film In linea con l’assassino del 2002, diretto da Joel Schumacher, si inserisce nella filmografia di un regista noto per titoli come Un giorno di ordinaria follia e Il momento di uccidere, mostrando la sua capacità di alternare thriller psicologici a opere più spettacolari. Interpretato da Colin Farrell, il film mescola suspense e azione con un approccio tecnico molto preciso, concentrandosi sul ritmo serrato di una vicenda che si svolge quasi interamente in tempo reale, aumentando la tensione e l’immedesimazione dello spettatore.
Il film si distingue per la volontà di mantenere il racconto quanto più possibile limitato allo spazio della cabina telefonica dove si trova suo malgrado il protagonista, contribuendo così ad un forte senso di claustrofobia. Il film si svolge poi in un finto tempo reale, con Schumacher che ha costruito ogni sequenza in modo si accentuasse l’urgenza delle scelte del protagonista. L’azione si intreccia con elementi di thriller psicologico, in cui ogni movimento e ogni decisione possono determinare la sopravvivenza o la morte dei personaggi coinvolti.
La sceneggiatura e la messa in scena sono chiaramente influenzate da Alfred Hitchcock, con richiami alla tensione costruita attraverso il punto di vista soggettivo e la suspense crescente. Il film esplora inoltre temi come la responsabilità, la vulnerabilità urbana e il senso di impotenza davanti a forze criminali che agiscono con precisione spietata. Nel resto dell’articolo verrà proposto un approfondimento sul finale, spiegando come si risolve la vicenda e quali conseguenze emotive e narrative assume la conclusione della storia.

La trama di In linea con l’assassino
Il film segue le vicende di Stuart “Stu” Shepard (Colin Farrell), un piccolo manager che vuole sembrare importante agli occhi degli altri, costruendo la sua vita su un castello di menzogne. Tutti i giorni si reca alla stessa cabina telefonica per chiamare Pam (Katie Holmes), una ragazza di provincia che si è trasferita in città per cercare di sfondare come attrice. L’uomo, che è sposato con Kelly (Radha Mitchell), le ha promesso grandi cose per il loro futuro, ma in realtà la vuole solamente come sua amante. Un giorno, al termine della consueta telefonata, Stu sta per andarsene ma si ferma perché il telefono comincia a squillare improvvisamente.
Mosso da curiosità risponde e dall’altra parte un uomo (Kiefer Sutherland) gli intima di non riagganciare il telefono altrimenti lo ucciderà: lo squilibrato è infatti appostato in una delle finestre sovrastanti e ha un fucile puntato proprio sulla sua cabina. Mentre parlano al telefono, lo sconosciuto gli fa capire di sapere molte cose su di lui, anche l’imminente tradimento, spingendolo a dire la verità a entrambe le donne. Nel giro di pochissimo, Stu si ritroverà così al centro di un perverso gioco, che lo porterà ad essere anche accusato di omicidio. Per capire come salvarsi, dovrà scoprire le reali intenzioni del suo “sequestratore”.
La spiegazione del finale del film
Nel terzo atto di In linea con l’assassino, la tensione esplode all’interno della cabina telefonica di Times Square. Stuart Shepard è costretto a confrontarsi con la verità riguardo alla sua relazione con Pamela, mentre il chiamante lo minaccia di morte se non confesserà. Quando Leon, un protettore improvvisato, lo aggredisce davanti alle prostitute, Stuart, confuso e spaventato, chiede involontariamente al chiamante di intervenire, che elimina Leon con un colpo preciso. La folla circostante lo accusa immediatamente, e la polizia, guidata dal capitano Ramey, circonda la zona senza che Stuart riveli il pericolo che lo minaccia realmente.
La pressione cresce ulteriormente quando Kelly e Pamela arrivano sul luogo. Il chiamante ordina a Stuart di rivelare la verità a Kelly, e lui finalmente ammette la sua infedeltà. Inoltre, viene costretto a scegliere quale delle due donne sopravviverà, mentre continua a confessare la sua vita ingannevole davanti alla folla. Stuart usa il cellulare per far ascoltare a Kelly la conversazione e permettere alla polizia di coordinarsi, guadagnando tempo prezioso. La sua confessione pubblica e il coinvolgimento diretto con la pistola sul tetto della cabina mettono in atto il piano per fermare il chiamante.
Quando Stuart afferra la pistola e lascia la cabina, la polizia interviene sparando proiettili di gomma per immobilizzarlo. La squadra SWAT irrompe nell’edificio dove il chiamante è tracciato e trova un corpo privo di vita, creduto di Stuart. Il colpo di scena rivela che si tratta del pizza delivery man, mentre Stuart viene soccorso e riceve le cure mediche necessarie. Nel frattempo, la vera identità del chiamante resta ignota; appare brevemente avvertendo Stuart che, se non manterrà l’onestà, tornerà. Il film si chiude con Stuart e Kelly riconciliati, mentre il telefono squilla ancora, suggerendo che il gioco morale continua.

Il finale porta a compimento l’arco di redenzione di Stuart, mostrando che solo affrontando le proprie menzogne può sperare di salvarsi. Le sue confessioni pubbliche e coraggiose dimostrano una crescita morale, mentre l’azione fisica e il rischio reale enfatizzano la concretezza delle conseguenze. La gestione delle minacce del chiamante evidenzia come l’onestà e la responsabilità possano prevalere anche in situazioni estreme. L’equilibrio tra suspense, azione e morale rafforza l’impatto del finale, dando una conclusione coerente alla tensione accumulata durante il terzo atto.
Dal punto di vista tematico, la conclusione sottolinea l’importanza della verità, della responsabilità e della presa di coscienza personale. La suspense crescente e le minacce di morte rappresentano metafore delle conseguenze delle menzogne e della manipolazione. Affrontando le proprie colpe, Stuart non solo salva se stesso, ma ristabilisce l’equilibrio nel suo rapporto con Kelly. Il chiamante, con la sua presenza enigmatica, simboleggia la pressione morale costante che obbliga l’individuo a riconsiderare le proprie scelte e a riflettere sulle conseguenze dei propri comportamenti.
Il film lascia un messaggio chiaro sul valore della sincerità, della responsabilità e della crescita personale. Stuart impara che affrontare le proprie azioni e confessare le verità nascoste è necessario per ristabilire fiducia e armonia nella propria vita. La riconciliazione con Kelly evidenzia come la maturazione morale e il coraggio di cambiare possano riparare rapporti danneggiati. Il richiamo finale del chiamante e il telefono che squilla nuovamente ricordano allo spettatore che la vigilanza etica è un percorso continuo, e che la vera integrità richiede impegno costante.

