Al cinema dal 15 gennaio con PiperFilm, La Grazia è il nuovo film di Paolo Sorrentino che abbiamo visto in anteprima (qui la nostra recensione) in apertura della Mostra di Venezia 2025 e che finalmente arriva nelle sale italiane.
In questo nuovo film, che riporta Sorrentino in lidi più astratti e universali, lontano dalla Napoli di Parthenope e di È Stata la Mano di Dio, il regista si confronta ancora una volta con una figura di potere, il Presidente della Repubblica.
Mariano De Santis è vedovo e cattolico ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere, con scrupolo e senso di responsabilità che da sempre hanno contraddistinto il suo mandato.
Mariano De Santis è veramente esistito?
Paolo Sorrentino non è estraneo ai ritratti di personaggi realmente esistiti, lo ha fatto con Il Divo e con Loro, andando sempre a indagare con il suo occhio acuto e ironico un potere sull’orlo del precipizio, ma sempre spaventoso. Non sorprende quindi trovarsi di fronte alla domanda relativa alla vera identità di Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica a fine mandato interpretato da Toni Servillo.
Questa volta però, il regista non fa un lavoro biografico, ma più concettuale e universale, tenendo bene a mente delle figure di presidenti del passato, ma creandone uno completamente nuovo per il film. In questo personaggio, come lui stesso ha dichiarato, confluiscono una serie di ispirazioni e personalità che in qualche modo per il regista rappresentano una sobria autorevolezza, un punto di riferimento solido per la Nazione, esempi di dignità e competenza, come Mattarella, Ciampi o Scalfaro.
Mariano De Santis e la sua storia non sono quindi un adattamento di una vicenda realmente accaduta, ma una proiezione dell’immaginario di Paolo Sorrentino, che filtrando le sue sensazioni, le sue domande e i suoi dubbi attraverso la lente della macchina da presa, ha costruito un Presidente della Repubblica al quale, inevitabilmente, ci si affeziona e per il quale si fa il tifo, mentre si sposano le sue incertezze, le sue domande e i suoi interrogativi sulla vita, sul passato e sul futuro.
