La maschera di ferro, diretto nel 1998 da Randall Wallace, è un film d’avventura e drammatico ispirato al romanzo Il visconte di Bragelonne di Alexandre Dumas, ultimo capitolo della celebre saga dei Moschettieri. La storia prende spunto dalla leggenda dell’uomo misterioso imprigionato con una maschera di ferro nella Francia del XVII secolo, mescolando fatti storici e invenzione narrativa per creare un’avventura ricca di intrighi, duelli e colpi di scena. Il film propone un tono epico, in cui la spettacolarità delle scene d’azione si unisce a drammi personali e tensioni politiche, tipiche delle opere di Dumas.
Il genere del film si colloca tra l’avventura storica e il dramma, con forti elementi di azione, duelli coreografati e scontri tra lealtà e tradimento. L’ambientazione francese del XVII secolo viene resa con scenografie sontuose, costumi d’epoca e atmosfere da romanzo classico. La pellicola punta a un pubblico ampio, combinando avventura, suspense e romanticismo, e mantiene il ritmo serrato tipico dei film sui Moschettieri, pur concentrandosi sul mistero centrale della figura dell’uomo mascherato e sul suo impatto sulla monarchia francese.
Il cast di La maschera di ferro vanta nomi di spicco del cinema hollywoodiano degli anni Novanta: Leonardo di Caprio interpreta i ruoli gemelli del giovane re Luigi XIV e del misterioso prigioniero, mentre Jeremy Irons, John Malkovich e Gérard Depardieu tornano a vestire i panni dei leggendari Moschettieri. La combinazione di talento internazionale e fascino dei personaggi storici permette al film di unire spettacolo e dramma umano, dando vita a una narrazione avvincente e ricca di tensione. Nel resto dell’articolo si approfondirà la leggenda e la storia vera dell’uomo con la maschera di ferro, alla base del racconto.

La trama e il cast di La maschera di ferro
Nel 1662, la Francia è in bancarotta per le guerre di Re Luigi XIV (Leonardo di Caprio) contro la Repubblica olandese. Sebbene il Paese sembri essere sull’orlo di una rivoluzione, il sovrano continua a trascorrere il suo tempo pensando solo a espandere il proprio dominio e a sedurre innumerevoli donne. I famosi moschettieri hanno intanto preso strade separate: Aramis (Jeremy Irons) è un sacerdote anziano, Porthos (Gérard Depardieu) è diventato un ubriacone e Athos (John Malkovich) è in pensione e vive con suo figlio Raoul, che aspira a unirsi all’esercito. Solo D’Artagnan (Gabriel Byrne) è rimasto con i moschettieri, che ora lo servono come loro capitano.
Quando però le azioni di Luigi XIV oltrepassano il limite, Aramis convoca Porthos, Athos e D’Artagnan per un incontro segreto, in cui rivela che ha un piano per deporre Luigi XIV. Athos e Porthos sono d’accordo, ma D’Artagnan rifiuta di collaborare poiché non può venir meno al suo giuramento d’onore. I tre moschettieri decidono quindi di entrare in azione: in una prigione remota liberano un misterioso prigioniero senza nome, il cui volto è circondato da una maschera di ferro. Dietro di essa, si cela un terribile segreto che potrebbe cambiare le sorti della Francia.
La vera storia dietro il film: chi era l’Uomo con la Maschera di Ferro?
La leggenda della Maschera di Ferro nasce da una vicenda storica realmente accaduta durante il regno di Luigi XIV, ma la cui natura rimane tuttora incerta. Voltaire fu uno dei primi autori a interessarsi al caso, menzionandolo ne Il secolo di Luigi XIV e basandosi sulle testimonianze delle guardie della Bastiglia, secondo cui un prigioniero misterioso portava sempre sul volto una maschera di velluto nero assicurata con cinghie metalliche. Alexandre Dumas, ispirandosi a Voltaire, trasformò la vicenda in un elemento centrale del suo romanzo Il visconte di Bragelonne, introducendo l’idea del gemello segreto di Luigi XIV, creando così la mitologia che avrebbe influenzato numerosi film.
Il romanzo di Dumas rappresenta un esempio di fusione tra storia e fantasia, tipico della sua narrativa. Pur basandosi su eventi reali, Dumas immagina che l’uomo con la maschera fosse il fratellastro o gemello del re, privato della propria identità per motivi politici. Questo espediente letterario consente al romanzo di esplorare temi come il potere, la legittimità, la giustizia e la lealtà, attraverso avventure ricche di intrighi, duelli e complotti di corte. La Maschera di Ferro diventa così simbolo della repressione e dell’occultamento della verità, creando un mistero duraturo che cattura l’immaginazione dei lettori.

Storicamente, però, il prigioniero è identificato con Eustache Dauger (o Danger), arrestato il 19 luglio 1669 e affidato alla custodia di Saint-Mars, ex sergente dei Moschettieri. La sua detenzione fu segreta e severa: spostato tra quattro prigioni – Pignerol, Exilles, l’isola di Sainte-Marguerite e la Bastiglia – fu isolato in celle chiuse e sorvegliato da vicino, al punto che i contemporanei ignoravano la sua vera identità. Sebbene venisse definito “solo un valletto” nei documenti ufficiali, la sua vicenda suggerisce che fosse una persona di qualche importanza politica, poiché Saint-Mars si premurava di mantenerlo sotto custodia durante le sue promozioni e trasferimenti.
L’iconica maschera di ferro, che ha alimentato miti e leggende, sembra essere stata in gran parte una creazione di Voltaire e della tradizione letteraria successiva. In realtà, Eustache indossava un semplice velo di velluto nero che copriva parzialmente il volto e serviva soprattutto durante i trasferimenti o per apparire davanti a medici e testimoni. Le teorie sull’identità del prigioniero variano: alcuni indicano ministri traditori come Ercole Antonio Mattioli o Nicolas Fouquet, altri ipotizzano nobili francesi o inglesi, mentre alcuni ritenevano che fosse un fratellastro di Luigi XIV, ipotesi romantica che – come già detto – Dumas sfruttò pienamente nel suo romanzo.
Eustache Dauger morì poi il 19 novembre 1703 nella Bastiglia e fu sepolto con un falso nome nella chiesa parrocchiale di Saint-Paul-des-Champs, ora scomparsa. La sua storia, tra leggenda e documenti storici, ha lasciato un’eredità duratura nella cultura popolare, ispirando opere letterarie, cinematografiche e teatrali. Il film La maschera di ferro del 1998 si inserisce in questa tradizione, reinterpretando la vicenda attraverso il prisma dell’avventura e della drammaturgia hollywoodiana, trasformando un mistero storico in una narrazione epica, ricca di intrighi e colpi di scena, ma sempre radicata nella figura enigmatica di un prigioniero che sfidò il tempo e l’oblio.
