The Chronicles of Riddick (leggi qui la recensione) del 2004, diretto da David Twohy, rappresenta l’ambizioso ampliamento dell’universo narrativo introdotto con Pitch Black. Twohy, già autore di thriller come Il fuggitivo in veste di sceneggiatore e regista di opere di genere ad alta tensione, abbandona qui l’impianto survival essenziale del primo capitolo per costruire un affresco fantascientifico di respiro epico. Il film segna un netto cambio di scala, passando da un racconto claustrofobico ambientato su un pianeta ostile a una space opera popolata da eserciti, imperi e profezie.
Il genere si sposta verso la fantascienza epica con forti componenti action e suggestioni fantasy. Al centro rimane Richard B. Riddick, antieroe carismatico e letale interpretato da Vin Diesel, che da fuggitivo solitario si trova coinvolto in un conflitto interplanetario contro i Necromonger, setta militarista votata alla conquista e alla conversione forzata dei popoli. Le tematiche si ampliano includendo destino, identità e potere, con l’introduzione delle origini furiane del protagonista e di una dimensione quasi mitologica che ridefinisce la sua figura all’interno della saga.
All’interno della trilogia dedicata a Riddick, il film occupa una posizione centrale e sperimentale. Se Pitch Black costruiva il mito attraverso l’essenzialità e il terzo capitolo Riddick avrebbe poi recuperato quell’impostazione più intima, The Chronicles of Riddick tenta la via dell’espansione narrativa e produttiva, trasformando il personaggio in fulcro di un universo più ampio e stratificato. Questa scelta divide pubblico e critica, ma consolida l’iconografia del protagonista come figura tragica e predestinata. Nel resto dell’articolo si proporrà un approfondimento con spiegazione del finale, analizzando come l’esito della storia ridefinisca il destino di Riddick.
La trama di The Chronicles of Riddick
Il film segue le vicende di Richard B. Riddick (Vin Diesel), un fuggitivo che si è nascosto su un pianeta deserto, almeno all’apparenza. Dopo aver recuperato un’astronave, raggiungere il pianeta Helion Prime, dove tutti lo vogliono morto e dove vive l’unica persona che era a conoscenza del suo nascondiglio e che, quindi, lo ha tradito: l’Imam (Keith David). Questi gli confessa di aver rivelato il suo segreto alla saggia Aereon (Judi Dench), che lo cerca disperatamente da tempo per parlargli di un’importante profezia. Lui sarebbe infatti l’ultimo superstite della specie dei furyani e l’unico guerriero in grado di salvare l’umanità dall’armata dei Necromonger, guidati da Lord Marshal (Colm Feore).
Proprio quella notte gli invasori distruggono il pianeta Helion Prime, uccidendo anche l’Imam, che voleva solo difendere la sua famiglia. Ora Riddick ha una ragione in più per combatterli. Quando Lord Marshal lo vede in azione, resta molto affascinato dal suo talento di guerriero, tanto da farlo rapire per scoprire la sua vera identità. Sulla sua nave lo fa analizzare dai suoi scienziati Quasi-Morti entrando nella sua mente, scoprendo così che si tratta di un furyano. Conoscendo la profezia, il malvagio capo dei Necromonger ordina ai suoi soldati di ucciderlo, ma Riddick è pronto a difendersi e a portare a compimento quanto previsto per lui.
La spiegazione del finale del film
Nel terzo atto di The Chronicles of Riddick, l’azione si concentra sulla battaglia finale tra Riddick e i Necromonger. Dopo essere sopravvissuto all’inferno di Crematoria e alla cattura di Toombs, Riddick guida i prigionieri verso l’uscita, affrontando sia le guardie che le forze Necromonger. La lotta è totale e caotica, culminando in un confronto diretto con Commander Vaako. Nonostante il caos e le perdite tra prigionieri e nemici, Riddick riesce a sopravvivere, seppur ferito, e si prepara alla resa dei conti con Lord Marshal, leader supremo dei Necromonger, dando inizio allo scontro decisivo.
Durante l’infiltrazione della nave ammiraglia dei Necromonger, Riddick sfida apertamente Lord Marshal. La battaglia tra i due è intensa e segnata dai poteri sovrumani del nemico, che sembrano insormontabili. Tuttavia, il sacrificio di Kyra, che trafigge il Lord Marshal con una lancia e viene uccisa, permette a Riddick di ottenere la vittoria. Il Lord Marshal cade e la supremazia dei Necromonger viene ribaltata, portando Riddick a emergere come nuovo leader della setta. Il film si chiude con Riddick circondato da nemici e alleati inginocchiati, simbolo della sua definitiva affermazione.
Il finale porta a compimento i temi della predestinazione e della sopravvivenza che permeano il film. Riddick, come ultimo Furyan, affronta un destino scritto dalla profezia e dalla distruzione di Furya, confrontandosi con chi ha devastato il suo mondo e la sua gente. La sua capacità di sopravvivere, adattarsi e vincere contro nemici apparentemente invincibili consolida l’archetipo dell’eroe tragico e predestinato, capace di trasformare le circostanze avverse in potere e riscatto personale. La profezia diventa realtà senza tradire la moralità ambigua del protagonista.
La conclusione sottolinea anche il tema della leadership conquistata attraverso il coraggio e la resilienza. Riddick non solo sopravvive, ma impone il suo comando su una civiltà guerrafondaia, incarnando il concetto di leader emergente dal caos. La morte del Lord Marshal e il sacrificio di Kyra mostrano come la vittoria richieda inevitabilmente perdite e dolore, consolidando l’idea che il potere autentico non deriva dalla mera forza fisica, ma dalla strategia, dall’intelligenza e dalla capacità di ispirare rispetto persino tra i propri nemici.
Il film lascia lo spettatore con un senso di compimento e catarsi. Riddick emerge come figura di forza e resilienza, simbolo della sopravvivenza e della rivendicazione della propria identità. La sua ascesa a leader dei Necromonger comunica valori di coraggio, determinazione e giustizia, anche in un contesto crudele e spietato. Il messaggio centrale riguarda la capacità di forgiare il proprio destino e affrontare le sfide più estreme con astuzia e integrità, rendendo la conclusione della trilogia epica un trionfo della resilienza individuale e del riscatto personale.


