James Cameron Avatar 2
Photo by Mark Fellman. © 2022 20th Century Studios. All Rights Reserved.
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Si avvicina sempre di più il 14 dicembre, data in cui le sale italiane accoglieranno Avatar: la via dell’acqua e in occasione della conferenza stampa mondiale del film, i protagonisti, guidati dal prode capitano James Cameron, hanno raccontato la loro esperienza relativa al film/evento di questa fine del 2022.

 
 

Un sequel di uno dei film che hanno fatto la storia del cinema non è impresa semplice, e per James Cameron i requisiti da rispettare erano due: “Penso che sia importante per un sequel onorare quello che il pubblico ha amato del film precedente, ma bisogna anche costruire e regalare agli spettatori cose che non si aspettano. Ci sono sorprese sulla storia che abbiamo tenute nascoste e che non abbiamo mostrato nei trailer, ma il film racconta anche elementi molto profondi dell’essere vivente – ha spiegato lo sceneggiatore e regista, che poi è sceso nel dettaglio di ciò che lo ha ispirato a raccontare questa nuova storia –  Il primo film era molto più semplice in quando ad arco narrativo e in questo caso mi sono ispirato al fatto che sia Zoe che Sam sono diventati genitori, nel frattempo. Io stesso sono padre di cinque figli, e ho voluto affondare le mani in queste dinamiche famigliari. Ma non solo, mi interessava anche raccontare la storia dal punto di vista dei figli, non solo dei genitori.”

AVATAR 2
Photo by Mark Fellman. © 2022 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Al suo fianco, come negli ultimi 20 anni, Jon Landau, il suo produttore, che in merito a Avatar: la via dell’acqua ha raccontato quale, per lui, è la parte più emozionante dell’intero progetto: “La parte emozionante di questo progetto erano i temi che abbiamo portato dentro alla storia. Questo film ha un grande cuore e un messaggio in merito al mondo, non solo da un punto di vista ecologico e ambientale, ma anche per le persone, in merito all’accettarsi. Il primo film mostrava che i personaggi “si vedevano” e noi vogliamo dire proprio questo alle persone, che le vediamo e che altri allo stesso modo li vedono.”

Ma non solo la squadra dietro alla macchina da presa torna al mondo di Pandora, perché Avatar: la via dell’acqua è una vera e propria reunion per Zoe Saldana e Sam Worthington. Entrambi gli attori devono il lancio delle loro carriere al film di Cameron, ed entrambi tornano nella loro pelle blu, questa volta completamente trasformati, dal tempo e dai figli che sono arrivati per entrambi, sia nella vita reale, sia nella finzione di Jake Sully e Neytiri.

Ma cosa è accaduto ai nostri eroi nel salto temporale che separa il primo film da Avatar: la via dell’acqua? “James Cameron mi ha dato un plico di fogli così, una sceneggiatura vera e propria che raccontava cosa ha fatto Jake Sully negli anni che separano il primo film dal secondo – ha spiegato Sam Worthington – Un mucchio di dettagli e di tutto quello che il personaggio ha attraversato in questi anni. Le battaglie, le esperienze e la naturale estensione di questa storia d’amore. Molte persone avrebbero cominciato la storiava dove comincia il film, ma non Jim, lui è meraviglioso.”

Avatar 2: la via dell'acqua
(L-R): Jake Sully and Neytiri in 20th Century Studios’ AVATAR: THE WAY OF WATER. Photo courtesy of 20th Century Studios. © 2022 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Zoe Saldana è andata a fondo di ciò che è significato 12 anni fa e di cosa significa oggi essere Neytiri: “Essere di nuovo Neitiry è stato terrificante, perché quando interpreti qualcosa di così simile a te è troppo vicino a te. Io e neytiri abbiamo vissuto vite parallele, c’è in entrambe lo spirito alla ribellione, entrambe abbiamo questo spirito. Poi il salto nell’innamorarsi di qualcuno di esterno al tuo cerchio, di arrendersi a questo amore e portare avanti frutti in questo amore. Per lei è stata sempre una sfida, perché la forza a proteggere e amare qualcosa che invece le è stato insegnato di odiare. È molto difficile e spaventoso. Quando sono diventata madre ho imparato a capire cos’è la paura. La paura di avere qualcuno che ami così tanto, passando un sacco di tempo a creare questo scenario ipotetico in cui tutti sono al sicuro. E quando ho letto la sceneggiatura mi sono rivista in lei.”

A sorpresa, Avatar: la via dell’acqua riporta in scena, non proprio come lo ricordavamo, anche il colonnello Miles Quaritch, che torna a essere interpretato da Stephen Lang, con una nuova veste. “È stato elettrizzante tornare in questa nuova versione, anche per approfondire questo personaggio – spiega Lang – Nel primo film ha personalità e sfaccettature, ma si muove nella storia come uno squalo senza cervello. In questo film invece c’è una magnifica irono nel fatto che lui sia tornato in questa forma che è quella che fino a quel momento ha tentato di distruggere. Adattarsi a questo per me è stato un totale piacere.”

Dopo l’immenso successo di Titanic, Kate Winslet ha detto di nuovo sì a James Cameron, cosa che, dal suo punto di vista era inevitabile, dato l’entusiasmo e la gioia con cui ha accolto l’invito del regista a unirsi al progetto: “A lavorare con Jim mi aspetto il meglio di tutto. Precisione, pensiero, visione, meticolosità. Ma la cosa che mi ha spinta più di tutte ad accettare è il personaggio che ha creato. Jim ha sempre scritto per le donne dei personaggi che non sono solo forti, ma che sono leader, con la loro testa, hanno un’integrità, sostengono la loro verità, possiedono il potere e hanno forza fisica, ed è ammirevole. Ed è stato bello essere inclusi in questo progetto, in realtà mi ha lusingata molto che mi abbia chiesto di partecipare, perché Jim non si fa prendere per il naso e sapeva che avrei colto la sfida di quello che stava chiedendo per il personaggio. E non si aspettava di me. Quindi sono stata entusiasta che mi abbia chiesto di partecipare e quando sono stata accolta in questo mondo che era stato creato da questi ragazzi. Zoe e Sam, hanno costruito tutto nel primo film. Una cosa è scrivere quello che ha scritto Jim, ma un’altra è dare una vera vita a tutto quello che era stato scritto. È stato davvero straordinario stare in quell’ambiente, non si tratta solo di una performance, non sono cose che escono durante la giornata, è un universo, è amore, è qualcosa di palpabile, lo senti. Entri in questo spazio vuoto che però è totalmente carico di verità, dinamicità e impulsi che questi due ragazzi hanno costruito e hanno condiviso. E in tutta onestà è stato davvero speciale essere parte di tutto questo.”

E lo stesso entusiasmo di Winslet si intercetta nelle parole di Sigourney Weaver, veterana del lavoro con James Cameron e sorprendente ritorno nel mondo di Pandora. Grace Augustine è morta nel primo film, ma la storia ha trovato il modo di riportare indietro la sua interprete nei panni di Kiri, adolescente Na’vi molto particolare: “Per fortuna c’è una connessione trai personaggi (Kiri e la dottoressa Augustine) che ho interpretato e che interpreto adesso. Ne abbiamo parlato per la prima volta nel 2010 di questo personaggio selvaggio, che amava vivere nella foresta. Ma penso che Jim volesse creare un personaggio molto complesso con lati meravigliosi e con altri più carenti. Ero proprio onorata di essere questo personaggio, ma per fortuna ho avuto un sacco di tempo per prepararmi. Sono andata a scuola, ho studiato la voce, c’è un range enorme di emozioni e fasi che attraversa un adolescente tra i 12 e il 16 anni, e io ho amato avere a che fare con questo tipo di emozioni. E solo dopo aver avuto la possibilità di mettere tutto insieme ho potuto far uscire Kiri e vedere come fosse realmente, combinandola con chi ero io a 14 anni. Mi ha dato un sacco di materiale su cui lavorare.”

L’attesa sta per terminare, mentre il mondo resta con il fiato sospeso per scoprire le meraviglie di Avatar: la via dell’acqua, dal 14 dicembre nelle sale italiane.

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