fede alvarez

Dopo essere balzato all’attenzione della comunità cinefila con il suo remake de La Casa di Sam Raimi, arrivato in sala nel 2013, Fede Alvarez ha replicato un buon successo di critica e pubblico con Man in the Dark. Adesso arriva la consacrazione con Millennium – Quello che non uccide, dal 9 novembre al cinema, con cui Alvarez si cimenta con personaggi cari alla letteratura (dai romanzi di Stieg Larsson) e al cinema (Europa e Stati Uniti hanno già portato al cinema queste storie).

Abbiamo incontrato il regista a Roma, in occasione della premiere mondiale del film che si basa sul quarto romanzo, postumo, della serie Millennium, che racconta le avventure dell’hacker Lisbeth Salander, già portata sul grande schermo da Noomi Rapace e Rooney Mara. Fede Alvarez ha avuto l’onore di dirigere nel ruolo la bravissima Claire Foy, pluripremiata per il suo ruolo di Elisabetta II in The Crown.

Il risultato dello sforzo di Alvarez esalta le sue doti di regista, ma allo stesso tempo, il suo Quello che non uccide è un film zoppicante, che sembra pasticciare un po’ troppe idee, nonostante gli sforzi e i chiari omaggi al grande cinema, che lui dimostra di conoscere e amare.

Come si è rapportato all’adattamento di Uomini che Odiano le Donne di David Fincher (pur non essendo la stessa storia, si tratta dello stesso autore di partenza, lo stesso mondo e gli stessi personaggi)?

“Gli altri film sono stati un’occasione per rendermi conto che avrei potuto fare altro, qualcosa di mio. Non avrei né dovuto, né voluto rifare i precedenti film. Ogni persona che ha partecipato alla pellicola mi chiedeva di dare una svolta, azzardare e fare qualcosa di diverso. Per me, che venivo da altri generi, fare questo film è stata prima di tutto una grande occasione e poi, con un background così differente, ho potuto apportare uno stile nuovo. Ovviamente il tutto restando fedele al personaggio e facendo attenzione a non tradirlo.”

Qual è stata la sfida più grande e perché hai scelto Claire Foy per il ruolo di Lisbeth?

Girare un film è sempre una sfida e non perché sia difficile, ognuno può farlo, sono altri i lavori difficili; quello che è davvero difficile è mettere tutto insieme, cercando di mantenere la tua visione delle cose, senza lasciarti distrarre da tutto quello che accade nel frattempo. Dentro e fuori dal set le opinioni sono tante, tu le devi ascoltare tutte e cercare di non farti influenzare, in particolar modo con questo film, perché a causa delle versioni precedenti ognuno aveva un particolare punto di vista su come andasse fatto.

Io ho scelto la mia. Per quanto riguarda Claire, credo sia fantastica, davvero un’attrice meravigliosa, volevo qualcuno che avesse la capacita di dire ‘ciao’ senza dirlo, lei lo può fare, non tutti gli attori ci riescono. Non è un film con molti dialoghi, e quindi come posso sapere quello che prova la protagonista, quanto è spaventata, a cosa sta pensando, se non mi comunica il tutto attraverso la sua espressività? Non tutti hanno questo talento, questa abilità, ma Claire sì. L’ho scoperta guardando The Crown, e già durante il primo episodio ti comunica mille sensazioni solo attraverso lo sguardo, lo smarrimento, la paura e la responsabilità di Elisabetta passano dai suoi occhi.”

Ci parli della scelta delle ambientazioni e della bellissima scenografia?

“Volevo che fosse come nelle favole, che iniziano nelle città e dopo si spostano nelle foreste, magari con la neve. L’equilibrio si gioca tutto lì: sei in città  eppure nel film viaggi tutto il tempo, Lisbeth non sta ferma un attimo, si sposta continuamente; è come un road movie ma anche come una favola.”

Millennium – Quello che non uccide, recensione del film di Fede Alvarez

Cercando di non fare spoiler, il finale non è proprio conclusivo, dobbiamo aspettarci un seguito?

“Per me è finito. Mentre giro un film, non penso mai a farne un seguito; per me ha un inizio e una fine. Ovviamente so che ci sarà un libro in uscita che prosegue la storia, oltretutto Lisbeth è un grandissimo personaggio e di sicuro la sua storia continuerà, ogni grande personaggio merita che la sua storia continui, noi dobbiamo farla continuare. Altrimenti sarà tutto relegato ad un vecchio film che nessuno ricorderà, noi dobbiamo riportarlo in vita altrimenti le nuove generazioni non avranno modo di conoscere né i film né i personaggi.

Come per questa storia e questi personaggi, l’ultimo film è di otto anni fa, sono contento che abbiamo raccontato di nuovo la storia di Lisbeth, perché la generazione che non sapeva chi fosse, perché magari ai tempi aveva dodici anni, ora potrà conoscere questo incredibile personaggio e appassionarsi a lei. Vorrei fare lo stesso con Zorro, credo sia un personaggio fantastico, sono innamorato della versione con Alain Delon e questo film ha moltissimo di quella vecchia pellicola, soprattutto nella fine.”

Millennium – Quello che non uccide, arriverà al cinema il 9 novembre, distribuito da Warner Bros.