Greta Scarano parla di cinema e società al BFF42: “Non ho paura di espormi sui temi in cui credo”

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Ospite della seconda giornata del 42° Bellaria Film Festival è l’attrice Greta Scarano, che in un incontro con il pubblico anticipa alcuni dettagli del suo primo film da regista ma ha anche modo – parlando con la stampa – di affrontare un tema che le sta molto a cuore, ovvero i diritti umani e i genocidi attualmente in corso nel mondo. Chi la segue su Instagram saprà che l’attrice è molto attiva a riguardo, condividendo continuamente chiamate all’azione affinché si giunga ad un cessate il fuoco.

Alla domanda se non ha paura che ciò possa avere esiti negativi sul suo lavoro risponde: “Io temo di essere naif. Perché dovrei avere paura di dire che non voglio più vedere bambini morti? Non riesco a capire. Naturalmente penso che ognuno fa ciò che vuole e io non giudico chi decide di non esprimere la propria indignazione. Ma io sono cresciuta in una famiglia molto devota verso il prossimo. Anche per il film con cui debutto alla regia ho voluto fosse su un ultimo che dimostra di essere estremamente unico nonostante venga considerato disabile”.

“A me questi argomenti mi toccano e sinceramente non mi interessa di poter perdere dei lavori per il mio espormi. Non ho paura di espormi sui temi in cui credo. Io decido di dire quello che penso consapevole del fatto che probabilmente non frega a nessuno, però c’è una piccola parte di me che pensa che se tutti lo facessimo allora le cose cambierebbero”. “Per quello provo ad insistere e non tollero quando mi viene detto che è inutile, perché è molto più facile non fare niente e girarsi dall’altra parte ma lo trovo inconcepibile. Io faccio quello che posso”, conclude Greta Scarano.

I ruoli femminili al cinema

All’attrice viene poi chiesto di offrire un proprio parere sulla presenza femminile nel cinema, a partire proprio dai diversi debutti alla regia compiuti da donne. “Vedo maggiore apertura verso le registe donne ed è sacrosanto. Il mestiere dell’autore, del regista, è stato appannaggio dell’uomo per tantissimo tempo, da quando è nato il cinema. Quindi è importante incoraggiare le giovani autrici a prendere in mano la propria visione a raccontare la propria storia e a cercare di divulgarla”.

Tuttavia, Greta Scarano aggiunge anche che: “Abbiamo però un serissimo problema di ruoli femminili, gravissimo, che anzi trovo anche peggiorato rispetto al passato. Sono veramente pochi i ruoli femminili e penso che mie colleghe come Micaela Ramazzotti o Paola Cortellesi che hanno realizzato un’opera prima con loro come protagoniste siano anche state spinte dalla voglia di raccontare dei ruoli femminili belli che finora sono pochi, pochissimi. Se io penso all’anno scorso, ci sono pochi ruoli che dico “cavolo, quanto è bello, l’avrei voluto fare io!”.”

Greta-Scarano-Sydney-Sibilia

Greta Scarano, tra recitazione e regia

E proprio parlando di ruoli, Greta Scarano condivide alcune riflessioni su quelli fino ad oggi da lei interpretati. “Il personaggio che più mi ha messo in difficoltà è stato quello di Smetto quando voglio: Masterclass, ripreso poi anche in Smetto quando voglio: Ad Honorem. Perché era un personaggio piuttosto serio in un contesto molto comico, però aveva anche delle battute che facevano ridere nonostante lei rimanesse seria. Quindi non mi veniva facile recitarle. Però è stata una delle cose mi ha appassionato di più, una delle sfide più grandi per me”.

“Personaggi che mi hanno emozionato invece ce ne sono stati tanti, il primo che mi viene in mente è Viola nel film Suburra, ma anche quello interpretato per la serie Rai Chiamami ancora amore. Emanuela Loi, per Liberi sognatori è stato un altro personaggio molto emozionante da interpretare. Sono molto affezionata a tutte le cose che ho fatto. D’altronde per come intendo io il mio lavoro di attrice, ad un certo punto devi iniziare ad amare il tuo personaggio, perché altrimenti farei fatica ad interpretarlo. Ma anche il ruolo più faticoso rimane comunque sul set. Per fortuna so scindere il mio lavoro dalla vita vera”.

Ma ora l’attrice, che afferma di aver avuto velleità da regista ben prima di iniziare a recitare, non nasconde l’interesse a realizzare anche altre opere come autrice: “In futuro mi piacerebbe tantissimo dirigere un horror. Io sono cresciuta con Dario Argento e uno dei primi libri che ho letto è stato It di Stephen King. Il mio cortometraggio da regista Feliz Navidad volevo che fosse anche un po’ inquietante. Ho tratto profonda ispirazione dal film Scappa – Get Out ma anche da Sto pensando di finirla qui di Charlie Kaufman. Mi interessava raggiungere il tono di quelle opere, che ti inquieta ma riesce anche a intrattenerti.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è un giornalista pubblicista iscritto all'albo dal 2018. Da quello stesso anno è critico cinematografico per Cinefilos.it, frequentando i principali festival cinematografici nazionali e internazionali. Parallelamente al lavoro per il giornale, scrive saggi critici e approfondimenti sul cinema.

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