Luca Pixar

Originariamente previsto per un’uscita in sala, anche Luca, 24° lungometraggio della Pixar è ora destinato ad una distribuzione diretta sulla piattaforma Disney+, dove arriverà il 18 giugno. Il film rappresenta per l’Italia un piccolo grande orgoglio, essendo il primo titolo del celebre studio di animazione ad essere ambientato in Italia e a vantare un italiano come regista. A dirigere il film vi è infatti Enrico Casarosa, qui al suo primo lungometraggio ma già autore del cortometraggio Pixar candidato all’Oscar, La luna.

Luca rappresenta per Casarosa una storia molto personale, essendo ispirato alla sua infanzia a Genova, alle sue estati e all’incontro con il suo migliore amico. L’amicizia vissuta dal regista diventa dunque quella di Luca e Alberto, i due protagonisti del film, draghi marini incuriositi dal mondo in superficie tanto da stabilirsi tra gli abitanti di Portorosso, che ignorano la loro vera natura. Al di fuori dall’acqua, infatti, i due sono in grado di assumere sembianze umane, ma mantenere il segreto diventerà sempre più difficile.

“I mostri marini sono una metafora, in realtà, legata al sentirsi diversi o esclusi“, afferma Casarosa aprendo la conferenza stampa. “Amo la sensazione che tutti i nostri personaggi in qualche modo si sentano diversi o insoliti. Luca e Alberto desiderano così tanto far parte di questo altro mondo, ma temono di non essere accettati così come sono. Eppure, amano essere mostri marini. “

Ad aggiungere riflessioni sulle tematiche del film vi è Andrea Warren, produttrice del film, che racconta di come in Luca si ritrovi il “voler far parte di qualcosa al di fuori delle nostre famiglie immediate, voler sperimentare culture al di là della nostra. Luca scopre il potere di esplorare e celebrare un’altra cultura, imparando a onorare e condividere la propria“.

Luca: tra mito e ricerche sui luoghi

Per dar vita a tutto ciò, era necessario poter essere quanto più precisi possibili sul luogo e sulla cultura che si andava a rappresentare nel film. Per questo motivo sono stati trovati riferimenti reali alle persone, agli oggetti, ai luoghi e ad ogni più piccola particolarità presente poi nel lungometraggio. Particolari fonti di ispirazione sono poi state fornite dal cinema italiano, in particolare dalle opere di Federico Fellini, ma anche dall’animazione giapponese di Hayao Miyazaki. Allo stesso modo, Casarosa ha raccontato il lungo processo dietro la realizzazione del design dei personaggi.

“Per dar forma ai protagonisti, l’importante per noi era ritrovare la loro essenza. – afferma il regista – L’essenza di Luca sta nella sua curiosità e nella sua innocenza, e da qui ha preso vita un ragazzo dal volto tondeggiante e sempre colmo di meraviglia. Alberto, invece, è più maturo, furbo, ed ha dunque un aspetto più longilineo, spigoloso, che esprime la sua capacità di districarsi tra avventure e guai. In generale, però, volevo che i personaggi avessero una fanciullezza rara, cogliendoli in un’età dove nulla è più importante dell’amicizia.”

Luca Enrico Casarosa

Luca: i doppiatori del film

Una volta data vita ai personaggi, ha avuto inizio la ricerca degli interpreti più adeguati. Una ricerca che Casarosa ha descritto come lunga e faticosa, necessaria a trovare chi davvero potesse esprimere il mondo interiore di Luca, Alberto e gli altri protagonisti. A dare voce al curioso protagonista è infine stato scelto il giovane Jacob Tremblay, attore noto per i film Room e Wonder. Si annoverano poi le voci di Jack Dylan Grazer per Alberto ed Emma Berman per Giulia. Maya Rudolph e Jim Gaffigan sono invece i genitori di Luca, Daniela e Lorenzo.

Ognuno degli attori, presenti alla conferenza stampa, ha raccontato di portare via con sé qualcosa del film. Se per Tremblay è la curiosità, per Grazer è l’accettazione di sé e per la Berman, infine, la tenacia che caratterizza il suo personaggio. La Rudolph e Gaffigan, invece, hanno descritto la loro esperienza con la registrazione a distanza del doppiaggio. “Si è trattata certamente di un’esperienza strana, – afferma l’attrice – ma la gioiosità del film mi ha aiutato a sentirmi parte di quel mondo, facendomi dimenticare che mi trovavo in casa mia”.

“Per la prima volta mi sono sentito come se non stessi lavorando ma stessi facendo qualcosa per puro piacere, e doppiare Luca è stata davvero una gioia. – conclude Gaffigan – Il film mi ha fatto profondamente innamorare di Portorosso e dell’Italia. Vorrei mangiare ogni cibo del vostro paese. In Italia si mangia così bene, è come se avessero preso per sé tutti i cibi più buoni del mondo!”.