Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett raccontano il loro nuovo horror, Abigail

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Realizzatori di alcuni degli horror più interessanti degli ultimi anni, tra Finché Morte non ci Separi (al momento oggetto di un sequel), l’interessantissimo esordio V/H/S del 2012 e il rilancio di Scream, Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett sono sicuramente una realtà del cinema internazionale che genera curiosità, e il loro nuovo film, Abigail, conferma la loro abitudine a giocare con i generi, le forme narrative e i toni del racconto, declinando in questo caso in maniera contemporanea il mito del vampiro. Ma come funziona e perché dura tanto una collaborazione? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati, incontrati proprio in occasione della promozione del nuovo Abigail, in sala dal 16 maggio distribuito da Universal Pictures Italia.

Lavorate insieme da oltre dodici anni. Come funziona la vostra collaborazione, come vi coordinate?

  • Tyrell: Ci prepariamo tanto.
  • Matt: Così raggiungiamo un accordo sulle decisioni da prendere. Ma il nostro modo di fare si è evoluto nel corso dei film che abbiamo diretto. Ci prendiamo in giro a vicenda dicendoci che ci vediamo più di quanto non vediamo i nostri partner o i nostri figli.
  • Tyrell: Diciamo che abbiamo cominciato a considerarci partner!
  • Matt: Si tratta di preparazione, di fiducia, di essere in grado di comunicarci chiaramente cosa cerchiamo di ottenere e recapitare quella informazione nella maniera più chiara possibile. Affrontiamo il processo creativo da squadra, e portiamo la crew all’interno del nostro processo creativo. Penso che una delle cose migliori del nostro rapporto è che chi lavora con noi si sente accolto e parte della squadra, e lavoriamo cercando proprio una collaborazione attiva, a partire da noi due. E questo atteggiamento si diffonde tra il cast e la crew, e ci piace così.
  • Tyrell: Un’altra cosa essenziale è che siamo disposti a sbagliare.
  • Matt: Non io! Tyrell è disposto a sbagliare (ride)!
  • Tyrell: Credo di essere solo abituato ad aver torto (ride)! Siamo disposti a mettere in discussione le nostre idee e così si aprono sempre nuove strade. E siamo disposti a accogliere le idee di ogni membro della squadra.

E cosa succede quando non siete d’accordo?

  • Matt: È interessante che tu lo abbia chiesto, perché capita spesso. E abbiamo capito che se discutiamo perché abbiamo punti di vista molto diversi, nessuno di noi ha mai ragione. C’è sempre una terza via migliore, e questo è stato il caso in ogni occasione in cui eravamo inamovibili dalle nostre posizioni, era perché nessuno dei due aveva avuto l’idea giusta.

Abigail è un horror splatter con protagonista una bambina che ha paura che il padre non le voglia bene. Qual era la vostra grande paura da piccoli?

  • Tyrell: Io avevo paura di ogni cosa! Ero costantemente spaventato, anche dalle persone… ricordo di aver visto da piccolo Freddy’s Nightmares e mi ha sconvolto.
  • Matt: Il mio primo ricordo di un grande spavento è stato quando mi sono perso dopo una partita di basket in mezzo alla folla. Avevo 4 o 5 anni e essere solo, senza i miei genitori al fianco è stata la cosa più spaventosa di cui ho memoria. Forse mi ha trasformato.

La storia del film è liberamente ispirato alla Figlia di Dracula, un vecchio film horror. Quali sono state invece le ispirazioni visive che avete avuto per il film?

  • Tyrell: Con Abigail volevamo realizzare qualcosa che fosse in qualche modo ancorato al look romantico e tradizionale del mondo di vampiri, ma anche che fosse completamente moderno. Abbiamo cercato di ottenere questo risultato attraverso i costumi dei personaggi, la loro varietà e come questi si evolvono nel corso del film. Volevamo anche che il film si evolvesse visivamente, che partisse come un film tradizionale, con dolly e steadycam, e poi quando le cose cominciano ad andare male per i criminali protagonisti, lo stile diventa più ruvido, con un sapore indie. Volevamo che ci fossero sempre presenti sullo schermo contemporaneamente un paio di generi: il crime, thriller classico, il Monster movie, qualcosa di più tradizionale, altri aspetti più legati a una cinematografia indie. E ci siamo dovuti assicurare che il risultato fosse molto omogeneo.

Qual è la cosa più divertente del dirigere un film horror?

  • Matt: Penso che se l’approccio al film si basa su effetti speciali prostetici, hai la possibilità di lavorare con dei tecnici davvero bravi, che realizzano tutti i trucchi del caso, protesi, sangue… Spero che si senta nel film, il fatto che c’è stato tantissimo lavoro di effetti speciali, c’è stato davvero un grande amore per l’aspetto artigianale e siamo stati fortunati ad avere tanti professionisti che hanno messo la loro firma sul progetto. Da quando facciamo horror, è sempre stato questo l’obbiettivo e ci ha sempre portato tantissima soddisfazione.

Abigail è l’ultima apparizione sul grande schermo del compianto Angus Cloud, a cui il film è dedicato. Averte un ricordo particolare di lui dal set?

  • Tyrell: Tantissimi. Ma c’è una cosa che non abbiamo detto ancora a nessuno. C’è una scena in cui lui gironzola per la casa e noi davamo a tutti delle indicazioni, e lui ha detto a voce molto bassa ‘non ricordo proprio tutto, se sbaglio non vi arrabbiate. Ma farò del mio meglio’. Ed è stato così tenero! si impegnava sempre tantissimo.
  • Matt: Potremmo stare qui a parlarne per ore. I pochi mesi che abbiamo passato insieme sono stati così speciali, abbiamo lavorato insieme e lui ha portato una vivacità e un’energia, sul set e fuori dal set. Era veramente contagioso, e credo che abbia reso migliore la vita di tutte le persone coinvolte. C’era sempre, con una battuta, una parola.
  • Tyrell: Odiava essere al centro dell’attenzione, ma c’era sempre! Era così accattivante. Penso che siamo stati molto fortunati ad averlo con noi nel film.
  • Matt: Spero che il film mostri altro di lui, oltre a quello che avevamo già visto in Euphoria e nelle sue altre cose. È speciale.
Chiara Guida
Chiara Guida
Laureata in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza di Roma, è una gionalista e si occupa di critica cinematografica. Co-fondatrice di Cinefilos.it, lavora come direttore della testata da quando è stata fondata, nel 2010. Dal 2017, data di pubblicazione del suo primo libro, è autrice di saggi critici sul cinema, attività che coniuga al lavoro al giornale.

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