La commedia americana non è mai stata così seria come in questi anni e Trafficanti (War Dogs), il film diretto dal Todd Phillips della trilogia di Una notte da leoni, ne è l’ennesima prova.

 

In Trafficanti nel 2005, sotto le direzione del governo imperialista di Bush, tutto era possibile, perfino inventare una guerra in nome di falsi ideali (la difesa della libertà, l’esportazione della democrazia, la salvaguardia degli equilibri politici mondiali) sovrapponendo l’interesse privato (armi, petrolio) a quello pubblico. È una parte di storia recente che fatichiamo a dimenticare, non ancora in remissione, che ci viene ricordata da Phillips sotto forma di racconto leggero e tratta da vicende realmente accadute: David Packouz e Efraim Diveroli vendono armi all’esercito degli Stati Uniti di base in Afghanistan, falsificando contratti, deridendo la legalità, due perfette icone dell’intramontabile “american dream” che creano il loro capitale dalle disgrazie altrui, oltretutto senza mai mettere piede in territorio bellico.

Miles Teller e Jonah Hill nel nuovo trailer di Trafficanti

Trafficanti

“La guerra è una questione di economia”. Schietto, diretto come un pugno nell’occhio, inaspettatamente oscuro, Trafficanti fa coppia con l’altrettanto inatteso La Grande Scommessa di Adam McKay (non a caso quest’anno oscar alla miglior sceneggiatura non originale), nel modo in cui riesce a filtrare un argomento di rilievo sociale e politico attraverso un genere come quello della commedia.

E sebbene non aggiunga nessuna nuova interpretazione o verità che non siano già state svelate, potrebbe sorprendere il tipo di reazione del pubblico di fronte a questa irriverenza; d’altronde Phillips, che si conferma abile manipolatore del montaggio cinematografico e ottimo intrattenitore, sa bene come organizzare un discorso pur rimanendone a debita distanza, mettendo sempre lo spettatore nella condizione di giudicare da sé il giusto o sbagliato dell’operato dei protagonisti. Protagonisti credibili che sullo schermo funzionano grazie all’alchimia di coppia tra Jonah Hill e Miles Teller. Se poi aggiungiamo il collante musicale di Cliff Martinez e uno script per nulla banale, ecco servita la ricetta della commedia perfetta, ricca più di ombra che di luce.