Lovely Boy recensione
Foto: Glauco Canalis

Titolo selezionato Fuori Concorso alle Giornate degli Autori edizione 2021, nell’ambito di Venezia 78, Lovely Boy è senza dubbio un titolo interessantissimo nel panorama cinematografico italiano. Il film Sky Original sarà distribuito direttamente su Sky e in streaming su NOW ed è l’opera seconda di Francesco Lettieri, che ha esordito al lungometraggio nel 2020 con Ultras, di Netflix.

La trama di Lovely Boy

Nic, in arte Lovely Boy, è l’astro nascente della scena musicale trap romana. Tatuaggi e talento puro, Nic forma insieme all’amico Borneo la XXG, un duo lanciato verso il successo. Risucchiato in una spirale di autodistruzione, Nic è perso e trascinato dagli eventi, che lo porteranno fino a un punto di rottura: potrà fare i conti con se stesso solo lontano da tutto quel rumore.

In una comunità di recupero sulle Dolomiti che ora accoglie persone che come lui sono cadute nel baratro della droga, tenterà faticosamente di ritrovarsi condividendo quella grande solitudine che si porta dentro.

Il mondo della trap

Lovely Boy è un dramma post-adolescenziale ma è anche il primo film italiano che si addentra nel fenomeno della musica trap. Certo, quel contesto fervido di talento  e strafottenza intorno al quale gravita sempre più l’attenzione di giovani artisti ed etichette musicali pronte a scovare il prossimo grande nome sembra solo il punto di partenza di un racconto che si addentra nell’animo di Nic, un ragazzo che a fronte del citato talento paga il prezzo di una vuotezza e di un disagio che lo spingeranno sempre di più verso il baratro, fino a che non sarà costretto a fare i conti con i propri demoni.

Questo aspetto, che diremo più di comprensione che di redenzione sembra interessare maggiormente al regista che si muove intorno ai corpi dei protagonisti come un osservatore attento e neutrale, che indugia sulle debolezze di Nic, ma anche sulle meschinità del mondo dello spettacolo e sulla disperazione mista a rassegnazione che troppo spesso aleggia negli occhi di chi vive la realtà della comunità di recupero. 

Lovely Boy film
Foto: Glauco Canalis

Carpenzano superstar

Protagonista del film è Andrea Carpenzano che avevamo già apprezzato in Il Campione e in Tutto quello che vuoi, ma che qui, come ne La terra dell’abbastanza, riprende le sfumature drammatiche che lo avevano fatto grande nel film d’esordio dei Fratelli D’Innocenzo, anch’essi a Venezia nel Concorso Ufficiale con America Latina. 

Sono passati quattro anni dai successi di Carpenzano con il film dei D’Innocenzo, e il suo approccio alla recitazione e ai ruoli è rimasto puro e diretto, istintivo, rendendolo in grado di restituire con grande immediatezza qualsiasi sfumatura emotiva dei suoi personaggi. Con lui, citiamo anche Ludovica Martino, che abbiamo amato in Skam Italia, e che qui si spoglia dei panni della ragazza acqua e sapone, per assumere un look intonato all’ambiente che la storia racconta. 

Lettieri e le sue atmosfere sospese

Dopo i bellissimi video di Liberato e l’esordio con Ultras, Francesco Lettieri si conferma narratore di contraddizioni, di animi tormentati e di visioni affascinanti, riuscendo sempre a costruire sospensione e magia attraverso il suo occhio. Le sue immagini sono potenti e dirette, ma anche libere e di grande sollievo e coinvolgimento emotivo. Il percorso di Nic diventa immediatamente anche il nostro e Lettieri riesce ad attanagliare e a liberare lo spettatore, insieme al personaggio, con un semplice sguardo di camera.