Un’idea di partenza accattivante, capace di mescolare sapientemente il misterioso – ed affascinante – mondo dei giochi di prestigio con il tradizionale impianto da heist movie, contaminato però da altri generi (commedia e thriller, soprattutto): questa è stata la base del successo imprevedibile e sorprendente del primo capitolo Now You See Me, che è pronto a tornare in sala con l’atteso sequel Now You See Me 2, diretto da Jon M. Chu e con un cast all star: Jesse Eisenberg, Mark Ruffalo, Woody Harrelson, Dave Franco, Daniel Radcliffe, Lizzy Caplan, Michael CaineeMorgan Freeman.

 
 

In Now You See Me 2 Quattro prestigiatori, capitanati da un agente speciale dell’FBI loro alleato – anche sul campo – decidono di reinventarsi come “odierni Robin Hood”, pronti a punire i ricchi e i corrotti per difendere la libertà individuale di ogni persona.

Now You See Me 2 riprende il filo narrativo delle vicende raccontate un anno prima: i quattro cavalieri – come si fanno chiamare – sono riusciti ad evadere (escapologicamente parlando) da un loro, clamoroso, numero. Ma l’agente dell’FBI Dyland Rhodes li richiama all’azione per smascherare un magnate della tecnologia, pronto a lanciare sul mercato mondiale un nuovo sistema operativo che ruberà i dati di ogni fruitore. Ma l’episodio, tra rocambolesche fughe e trucchi mirabolanti, sarà solo l’inizio di un’avventura esotica e pericolosa che li spingerà fino a Macao, dove il socio del magnate – tale Walter Mabry, creduto morto dal resto del mondo – li costringerà a commettere, per suo conto, il furto del secolo: rubare un microchip in grado di hackerare tutti i sistemi operativi; una sua creazione che è pronto a rivendere sul mercato nero. Ai cavalieri rimane poca scelta, se vogliono salvare le loro vite.

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Spendere qualche parola in più sulla trama di Now You See Me 2 è necessario, considerando l’approccio che regista, sceneggiatori e produttori hanno avuto nei confronti del film: facendosi aiutare anche da esperti prestigiatori – qui coinvolti come consulenti – la scelta è ricaduta su una struttura narrativa portante ancora più complessa, contorta e dedalica rispetto al precedente capitolo; ma questa mossa, invece che rivelarsi vincente, ha generato una pericolosa arma a doppio taglio che – proprio come un pericoloso trucco d’escatologia – rischia di fallire da un momento all’altro, restando in bilico tra il fascino, eterno ed imperituro, della sorpresa e dello stupore scaturiti dal prestigio, dal trucco percettibile – ma difficile da afferrare e decifrare – e la rovinosa messinscena eccessiva, barocca, ridondante e “fracassona” che segue l’ormai consolidato target, del cinema statunitense mainstream, dove “intrattenimento” fa rima con divertimento, umorismo semplice ed effetti speciali fantasmagorici.

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RASSEGNA PANORAMICA
Ludovica Ottaviani
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Ex bambina prodigio come Shirley Temple, col tempo si è guastata con la crescita e ha perso i boccoli biondi, sostituiti dall'immancabile pixie/ bob alternativo castano rossiccio. Ventiquattro anni, di cui una decina abbondanti passati a scrivere e ad imbrattare sudate carte. Collabora felicemente con Cinefilos.it dal 2011, facendo ciò che ama di più: parlare di cinema e assistere ai buffet delle anteprime. Passa senza sosta dal cinema, al teatro, alla narrativa. Logorroica, cinica ed ironica, continuerà a fare danni, almeno finché non si ritirerà su uno sperduto atollo della Florida a pescare aragoste, bere rum e fumare sigari come Hemingway, magari in compagnia di Michael Fassbender e Jake Gyllenhaal.