Pan - Viaggio sull'isola che non c'è

Pan – Viaggio sull’isola che non c’è – È possibile riuscire a dire ancora qualcosa di nuovo e convincente su una storia amata come Peter Pan, dopo le numerose trasposizioni cinematografiche già realizzate (prima fra tutte l’indimenticabile Hook di Stephen Spielberg)? Joe Wright ha conquistato, giustamente, la stima del pubblico con le sue opere precedenti ( tra cui Orgoglio e Pregiudizio, Espiazione, Anna Karenina). Con Pan – Viaggio sull’isola che non c’è si fa carico di una sfida non proprio leggera, di far rivivere la storia dell’orfano Peter, senza invecchiarla.

 

Per la sua versione, il regista inglese aggiunge componenti nuove e sorprendenti alla storia di Peter, riscattando, con la dovuta moderazione, uno dei cattivi più amati e odiati di tutti i tempi: Capitan Uncino. Peter (Levi Miller), ribelle dodicenne dell’orfanotrofio di Londra, viene rapito e trasportato in un mondo fantastico, popolato da fate e pirati, alla ricerca della sua vera identità e della madre. Con un viaggio spettacolare, Wright ci fa tornare nell’Isola Che non C’è ma, a un primo sguardo, non troviamo il nostro cattivo preferito: dove non si vede Capitan Uncino c’è lo spietato Barbanera (Hugh Jackman) che, a suo modo, aiuta Peter a conoscere se stesso. Sostenuto da Giglio Tigrato (Rooney Mara) e James Hook (Garrett Hedlund), Peter riuscirà a volare verso la verità nascosta dietro il mistero della sua nascita.

Pan – Viaggio sull’isola che non c’è

PanDopo la magnifica prova registica data in Anna Karenina che, per spettacolarità, faceva ben sperare riguardo la buona riuscita visiva di Pan, il regista si dimostra degno della fiducia riposta. Mantenendo la collaborazione di Jacquelin Durran, già costumista per Espiazione e Orgoglio e Pregiudizio, riesce a creare personaggi visivamente accattivanti e a tirare fuori nuovi spunti dalla storia senza tempo che tutti conosciamo. Questa volta, infatti, Peter ha una nuova missione, si arricchisce il suo bagaglio di relazioni e ripensiamo al passato tra lui e Capitan Uncino, suo tradizionale nemico che qui è invece un suo aiutante.

In apertura, una voce fuori campo ci suggerisce che bisogna andare nel passato, per capire il futuro e, in quest’opera di riscatto nei confronti di Uncino, un personaggio che ha sempre dato l’impressione di avere qualcosa in più da dire, effettivamente il suggerimento trova accoglienza. La nuova lettura, che resta di base comunque fedele alla storia originale, è un grande merito del film che, tuttavia non convince fino in fondo.

Visivamente e musicalmente più che riuscito, Pan – Viaggio sull’isola che non c’è non convince infatti nei dialoghi e nella relativa poca importanza data proprio a questa nuova sconvolgente relazione, che sembra restare sullo sfondo. Strizza l’occhio alla filmografia precedente in un divertente gioco di rimandi, ma ci fa sentire la mancanza di quel briciolo di spessore in più in materia di personaggi.