persuasione recensione film
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Arriva su Netflix un nuovo adattamento del romanzo di Jane Austen Persuasione. Dopo la celebre opera di George Mitchell del 1995 e dopo il film del 2007 con protagonista Sally Hawkins, ecco la versione Netflix di Persuasione. Il film, diretto da Carrie Cracknell, segue in modo abbastanza fedele la storia originaria di Anne Elliot, interpretata da una principesca Dakota Johnson (Cinquanta sfumature, La figlia oscura).

La trama di Persuasione

persuasione-recensione-film-netflixChi ha letto il libro di Jane Austen conosce la trama del film. Siamo nell’Ottocento. Anne Elliot (Dakota Johnson), nobile dama inglese, è innamorata persa di Frederick Wentworth (Cosmo Jarvis), un povero ufficiale di sotto marina. Per la differenza di classe, Anne è costretta dalla sua famiglia a rompere il fidanzamento con l’uomo che, affranto, se ne va.

Otto anni dopo, Anne è una 27enne zitella che pensa ancora al primo amore. Il mondo attorno a lei è andato avanti, le sorelle sono inserite in società, ma Anne non fa che disperarsi e confidarsi con l’amica della madre defunta Lady Russell (Nikki Amuka-Bird). Il caso vuole però che Frederick Wentworth torni nella vita di Anne. Frederick è ora un uomo ricco, ma non sembra più interessato a corteggiare Anne. Tra questioni economiche, ricevimenti galanti e corteggiamenti, Anne e Frederick si riavvicinano lentamente, scoprendo un nuovo tipo di affetto.

Un film in costume su misura per Netflix

dakota johnson persuasioneCome abbiamo detto, non è la prima volta che il romanzo ottocentesco viene adattato in un film. A differenza di altri prodotti però, Persuasione è stato realizzato appositamente per Netflix e per l’home video. Non a caso, il lungometraggio ricorda Bridgerton, la celebre serie in costume che ha spopolato sulla piattaforma. Anche in questo caso gli elementi storici si mescolano ai tratti distintivi delle commedie romantiche Netflix, fatte di belle immagini e tratti stereotipati. In effetti, un romanzo ottocentesco ben si presta a questo tipo di narrazione.

Sicuramente, il livello della recitazione in Persuasione non è folgorante: la protagonista Dakota Johnson, come anche gli altri personaggi, è molto enfatica nelle battute e nelle espressioni. È un effetto voluto? O forse è un modo per rendere con le immagini lo stile di scrittura della Austen? È probabile, ma questo aspetto ostacola la credibilità della storia e rende difficile l’immedesimazione.

Adattare un romanzo di Jane Austen

Persuasione è privo di quell’interpretazione storica, leggiadra ma non frivola, che troviamo, ad esempio, nel film Emma. (2020) di Autumn de Wilde. Anche quest’ultimo è tratto da un romanzo della Austen, ma risulta molto più interessante per il pubblico odierno. La donna solitaria protagonista di Emma., interpretata dalla sofisticata Anya Taylor-Joy è un personaggio più curioso e più stravagante dell’Anne di Persuasione. E, probabilmente, la colpa non è di Jane Austen. Non parliamo poi dei celeberrimi adattamenti con cui Persuasione non regge il confronto: da Orgoglio e Pregiudizio (Joe Wright) a Ragione e sentimento (Ang Lee).

Virtuosismi registici e narrativi

Pesuasione recensione filmNonostante tutto, la regista di Persuasione fa del suo meglio: le immagini del film sono incredibilmente belle e variopinte, come anche i costumi dei personaggi e le ambientazioni, da quelle più regali a quelle più umili. La presenza di personaggi di varie etnie è un punto a favore per il film: questo dettaglio, oltre a rimandare agli attori di Bridgerton, dà un tocco di modernità all’opera originale.

Discutibile è invece la scelta di far parlare la protagonista direttamente allo spettatore: più volte Dakota Johnson, introducendo se stessa e i vari personaggi, guarda in macchina e fa appello direttamente al pubblico. Questa presa di posizione di Carrie Cracknell nei confronti delle regole narrative del cinema non convince fino in fondo e sicuramente non dà nessun valore aggiunto a Persuasione.

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