Spider-Man: Far From Home: recensione del film con Tom Holland

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spider-man: far from home

Avengers: Endgame ha messo un punto ad una storia che andava avanti da più di dieci anni, il mondo è cambiato e a Spider-Man: Far From Home tocca il compito di farci vedere come è il nuovo mondo senza Iron Man, con Thanos sconfitto e Captain America rimasto indietro nel tempo.

Spider-Man: Far From Home è il film che ci fa ricominciare, nonostante sia l’ufficiale chiuda della Fase 3, che ci fa digerire ciò che è successo e ci fa andare avanti, verso nuove storie e tutto un nuovo Marvel Cinematic Universe. Al cinema dal 10 luglio, questo nuovo capitolo diretto da Jon Watts riprende non solo la storia post Endgame, ma ci fa giustamente tornare alla vita del liceale Peter Parker, tra problemi a scuola e turbe amorose. 

Peter Parker (Tom Holland) è molto triste dopo la morte di Tony Stark (Robert Downey Jr.) e si domanda chi potrebbe prendere il suo posto, ma soprattutto è molto stanco di portare il mondo sulle sue spalle, così, con l’occasione di un viaggio in Europa con la scuola, decide di lasciare a casa la sua tutina da ragno per prendersi una vacanza anche dal suo alter-ego. Peccato però che i guai lo seguano fino a Venezia, quando un Nick Fury (Samuel L.Jackson) molto arrabbiato perché ignorato, chiede aiuto a Peter per sconfiggere una nuova minaccia per la terra: gli Elementali, aria, fuoco, terra e acqua. Insieme a Fury e Maria Hill (Cobie Smulders), Peter conosce Quentin Beck (Jake Gyllenhaal), rinominato Mysterio, un nuovo supereroe arrivato da un altra terra, che già conosce e ha già sconfitto questa minaccia. Ma Peter ha un altro piano, che non riguarda ragnatele e elementi impazziti da fermare, ma coinvolge MJ (Zendaya) a cui vorrebbe dichiarare il suo amore sulla cima della Torre Eiffel.

Come nel primo capitolo del 2017 Spider-Man: Homecoming, il tono del film è divertente, leggero e Peter trova nel suo amico Ned (Jacob Batalon) e nei professori e amici, perfette spalle per risate a cuore leggero. Ma non scordiamoci che siamo in un mondo in cui non c’è più Iron-Man e per tutto il film questa cosa ci viene ricordata: sui muri delle città, in altarini improvvisati in giro per le strade ma soprattutto nella mente e nel cuore di Peter, che si trova spesso perso senza il suo mentore, colui che ha creduto in lui da subito e che ora gli porta dubbi esistenziali. Senza fare spoiler, questo nuovo capitolo ci fa vedere come Peter sia alla disperata ricerca di una figura paterna, che lo porta a fidarsi e confidarsi con tutti, da Nick Fury a Happy Hogan (Jon Favreau) fino al nuovo amico Quentin Beck.

Ed è proprio con Beck che si instaura una vera e propria bromance che appassiona, forse merito del carisma di Jake Gyllenhaal, che anche in un ruolo del genere, nuovo per lui, riesce a dare tutto se stesso, portando sullo schermo un personaggio dalle mille sfaccettature. Tom Holland si conferma un ottimo Spider-man, un ragazzo dalla faccia pulita ma che sa cosa vuole, quando riesce finalmente a capirlo mentre combina un sacco di guai. Certo il tirarlo fuori dal suo quartiere gli ha creato non pochi problemi, facendogli assaporare tutte le culture di un Europa stereotipata, tra gondole, galline, contadinelle e tifosi di calcio pazzi (e una colonna sonora divertentissima adatta ad ogni tappa del film!). Infine anche Zendaya è riuscita a costruire una MJ che risulta inevitabilmente simpatica, dall’umorismo tagliente e i riferimenti molto dark, rendendola un personaggio essenziale per il film.

Tutto è orchestrato alla perfezione, tra colonna sonora divertente e nostalgica, un’amore adolescenziale degno delle migliori teen-comedy, effetti speciali notevoli (c’è una sequenza in particolare che confonderà la mente e vi farà venire un ansia pazzesca!) e nuovi scenari che non sono i grattacieli di New York ma cattedrali e turisti. 

Senza dubbio, Jon Watts si sarà divertito molto con questo secondo capitolo di Spidey, perfetto blockbuster estivo,  sorprendendo alle spalle il pubblico in diversi momenti e destreggiandosi con un supereroe allo sbaraglio che deve ricominciare da capo imparando a capire il suo posto in questo mondo.