Si dice che a volte per essere felici è meglio essere ignoranti, piuttosto che intelligenti e consapevoli. Non avere consapevolezza di fatti, persone e cose accadute può proteggerci da ciò che di negativo la nostra storia ci offre. Non averne memoria, può portarci ad un’apparente felicità. E’ questo ciò che accade nella società futuristica rappresentata in The Giver – Il Mondo Di Jonas film di Philipp Noyce , basato sull’omonimo romanzo di Lois Lowry del 1993.

Nella società distopica raccontata in The Giver – Il Mondo Di Jonas, l’Umanità ha scelto di privarsi del fardello della memoria per livellare tutte le differenze e sofferenze. La comunità viene controllata da iniezioni giornaliere che gli impedisce di provare emozioni, stimolare sensazioni, formare idee e vedere colori al fine di evitare conflitti. Incasellati nell’ordine prestabilito e assegnati ad un lavoro in base alle loro vocazione, sembrano tutti sereni. Qui troviamo Jonas (Brenton Thwaites), giovane che oltre ad avere intelligenza ed integrità ha la capacità di “vedere oltre”, che viene scelto dal Capo del Consiglio degli Anziani (Meryl Streep) come nuovo Accoglitore di Memorie e viene affidato al Donatore di Memorie (Jeff Bridges), custode dei ricordi e a cui ci si rivolge in caso di bisogno. In un percorso di formazione Jonas proverà sulla sua pelle le emozioni e i ricordi del passato, in un caleidoscopio di immagini che gli faranno scoprire per la prima volta l’arte, la musica, le culture del mondo e i sentimenti, come l’amore, e che lo porteranno a domandarsi “perché privarsene?”. Ma ricordando le cose belle della vita, lo porterà anche al ricordo delle cose brutte.

Nei panni di Jonas troviamo l’esordiente australiano Brenton Thwaites, che con faccia pulita e sorriso ingenuo rappresenta un protagonista convincente. Il film è prodotto da Jeff Bridges che sognava quest’adattamento da 20 anni e ne interpreta il ruolo più interessante, ovvero il Donatore. Con una calma quasi tibetana e un viso stanco e stropicciato, Bridges interpreta perfettamente la parte dell’uomo affaticato da tanta conoscenza. E’ quasi inutile commentare Meryl Streep, che riesce bene in qualsiasi ruolo, anche se in The Giver non le viene dato molto spazio. Katie Holmes e Alexander Skarsgard non brillano e la tanto pubblicizzata partecipazione di Taylor Swift si riduce ad una mezza scena con una brutta parrucca.

The Giver – Il Mondo Di Jonas è un film che dalla prima scena fino al giorno dopo averlo visto fa pensare. L’australiano Philipp Noyce traduce bene ciò che la Lowry raccontava nel libro, cosa non semplice dato che l’azione si svolge principalmente all’interno della coscienza di Jonas. Si apprezza quindi lo stacco tra lo scenario piatto in scala di grigi dei primi 30 minuti del film e le immagini del “passato” che il ragazzo accoglie piano piano: colorate, vive e vibranti. Per quanto il film ricorda sin da subito le recenti saghe di The Hunger Games e Divergent (e probabilmente anche The Maze Runner), con il giovane ribelle che si distingue dalla massa e prende l’iniziativa per salvare l’umanità, ciò che The Giver propone è un sotto testo più vicino a noi. Per quanto il mondo sia duro, difficile e violento, c’è tanto di bello da preservare, vivere e ancora scoprire. E dobbiamo ricordarcene.