Ti presento Sofia recensione

Fabio De Luigi torna al cinema con una nuova commedia sentimentale dal titolo Ti presento Sofia. A dirigerlo c’è Guido Chiesa, autore di numerosi documentari e del recente Belli di papà. A fare squadra con De Luigi ci sono Micaela Ramazzotti, e Caterina Sbaraglia, per la prima volta sullo schermo nei panni della Sofia del titolo. I loro tre personaggi sveleranno, ognuno a modo loro, la paura di mettersi in gioco. Paura che saranno costretti ad affrontare per potersi aprire agli altri.

 

Ti presento Sofia: trama

Ti presento Sofia segue le vicende di Gabriele (Fabio De Luigi), negoziante di strumenti musicali, divorziato e papà premuroso di Sofia (Caterina Sbaraglia). Quando nella vita di Gabriele ripiomba Mara (Micaela Ramazzotti), un’amica che non vede da tempo e ora dinamica e indipendente fotografa, lui viene travolto da un’irrefrenabile passione, a tal punto da negare l’esistenza della figlia dopo aver scoperto che Mara non sopporta i bambini. Naturalmente le bugie hanno le gambe corte, e la messinscena di Gabriele avrà vita breve.

ti presento sofia cast

Ti presento Sofia è un’opera che attraverso la commedia vuole far riflettere sull’essere genitori e figli. Tema che trova nell’intrecciarsi dei rapporti dei protagonisti un proprio interessante svolgimento. Purtroppo al di là della convincente prova attoriale della Ramazzotti, nuovamente in un ruolo comico, i punti di forza del film sembrano essere ben pochi.

Risultano riuscite alcune situazioni comiche, che riescono a tenere su il ritmo del film, che precipita però in presenza di ben meno riuscite gag, dove ad essere fuori tempo sono proprio gli spunti comici. Il continuo presentarsi di nuovi equivoci porta alla lunga a dare l’impressione che la narrazione sia ferma su sé stessa, salvo ripartire poi per risolversi comunque in un finale troppo sbrigativo, che risolve con banale semplicità i conflitti presentati durante il film.

ti presento sofia trama

Se da una parte questi problemi sono da ricondursi alla scrittura del film, dall’altra neanche la regia riesce a risollevare le sorti dell’opera, presentando oltre al tipico anonimato di questo genere, evidenti problemi di continuità e costruzione della scena, che risultano ampliati al momento del montaggio.

C’è di buono che la chimica tra gli attori riesce a strappare più di una risata, ma il film sembra fermarsi a questo. Nonostante gli interessanti spunti che i temi fornivano, primo tra tutti il cercare di capire profondamente le motivazioni del sempre più presente movimento dalla politica “child free”, questi sembrano perdersi per strada in favore di una più canonica commedia ad equivoci.

Ti presento Sofia: trailer