NOTA: Ci dispiace per le autofustigazioni, i pianti disperati, i suicidi di massa e il dolore che abbiamo provocato, ma come vi sarete accorti ieri non abbiamo pubblicato nessun post. Il fatto è che Vì non è al Festival e io…ecco…come dire? Sono rincoglionito. Cioè, lo siamo un po’ tutti. Ma ieri in particolare, dopo essere riuscito a infilare anche il post del vostro blog preferito tra i mille impegni giornalieri da gestire semplicemente, grazie al dis-aiuto di face book, invece che Chiara Guida esimia direttrice mega-galattica di Cinefilos l’ho mandato alla povera Chiara Nucera, collega altrettanto esimia che però se sarà chiesta ‘e questo mo’ che vole?’. L’equivoco viene chiarito però prontamente stamattina proprio da . A mia discolpa c’è da dire che in copia c’era anche il nondimeno esimio Francesco Madeo, che ha continuato la giornata come nulla fosse. Insomma, stàmo fracichi. Per fortuna alla conclusione (per il quale vi promettiamo il ritorno di Vì in grande stile, anche perché le cose in piccolo stile lei non le sa fare) manca solo un giorno. Un giorno fatidico però, che oggi improvvisamente si è rimesso un caldo estivo e nella mia serra-gabbia di vetro la temperatura è insopportabile e qualche imbecille ha trafugato il telecomando del condizionatore, credendo fosse un gadget. Già che siamo nel mood di citare le persone salutiamo Serena Catalano e Aurelio Vindigni Ricca, che ci seguono da Parigi. Sono due tra i nostri lettori più affezionati. Gli altri due sono mia moglie e uno stalker di Vì, quattro in tutto. Naturalmente erano milioni, ma hanno fatto tutti hara-kiri dopo la mancata pubblicazione del post di ieri che, a piccolissima richiesta, pubblichiamo oggi, perché Sticazzi e perché sì.

 

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Incredibilmente è giovedì e si comincia a vedere la luce in fondo al Tunnel. Due giorni e pure sta pratica romana sarà archiviata. E poi via, verso nuove avventure. Il vantaggio è che non ti viene la malinconia come a Venezia, perché in finale sempre a casa tua stai, quindi la fine della Festa è solo felicità e liberazione. Che poi, Festa. Parliamone.

Tanto hanno detto, tanto hanno fatto, ma alla fine abbiamo veramente avuto a che fare con un Festival (e stavolta non dico per sbaglio). Nel senso che, al centro, c’erano i film, per lo più belli, commoventi, interessanti, e non tante star cazzone a sfilare sul red carpet e attirare i cittadini in massa come da una festa ci si aspetterebbe. Non è per lamentarsi, io sono più cinefilo che gossipparo e a me va benissimo così. A me gli attori piace vederli sullo schermo, che da vicino t’accorgi che c’hanno la panza come tu zio e anche se non ce l’hanno, alla fine, sono per lo più gente normalissima, che per di più ha da fare, è rincoglionita dal jet-lag e non ti si caca nemmeno di striscio.

eva andreaOddio, questo fatto del rincoglionimento da fuso orario ha i suoi vantaggi. Ci fu un anno storico a Venezia dove riuscii a far firmare a un po’ di gente VIP – da Nicolas Cage a James Franco a Tom Hardy – delle vignette perculanti nei loro riguardi, senza che se ne rendessero conto. Vabbè, James Franco è narcolettico ed è facile, lo ammetto. Ma per gli altri è stata una grande impresa che ha richiesto l’aiuto di una squadra ferrata – un po’ come la camminata sul cavo tra le torri gemelle in The Walk – e in testa c’era Eva Carducci che (sto per rivelare particolari scottanti sul suo passato) prima di diventare una seria e rispettata critica di mamma Rai mi supportava in queste ‘genialate’ con spirito cazzaro degno del miglior episodio di Amici miei, facendo strada con la sua imponente avvenenza tra il pubblico di fan (seri) in delirio, e permettendo a me di porgere con nonchalance capolavori del calibro di ‘Cage against the machine’ e ‘Kurt Co’ Bane’ ai diretti interessati, che firmavano senza starsi troppo a chiedere. Vendicazzari, uniti!!! (e se non sapete de che sto a parlà documentatevi: www.vendicazzariuniti.com). Sono in trattative con Zemeckis per farne un film, The Bullshit artist. Russell Crowe e Milla Jovovich si sono detti interessati alle parti mie e della Carducci, mentre i perculati appariranno nel ruolo di sé stessi, tranne Franco che sarà ricostruito in computer graphics.

Fatto sta, però, che quest’anno l’affluenza è veramente pochetta, e a guardarsi intorno pare di essere finiti direttamente nella rappresentazione desertica de L’Aldilà di Lucio Fulci (sì, lo ricito. Stavolta esplicitamente. È uno dei miei registi di culto e magari una retrospettiva dedicategliela).fulci

In più, Vì m’ha abbandonato (con buona ragione, deve lavorà su al norde, ma conto che rientri per il gran finale) e io così mi sento come Ed Wood senza il suo golfino d’angora sotto la giacca.

Oggi non ci sono nemmeno film da perculare, vedo solo un documentario sul Tevere e per giunta è interessante. Di buono c’è che ieri ho aggiornato il mio campionario di bestemmie 2.0 per aver rischiato di perdere un’intervista a seguito blocco dell’iPhone. Ci ha messo un po’ a downloadare ma ora funziona alla grande e sono pronto per le fasi finali. Che ce volete fa, voi v’abbonavate a Netflix, io a questo.

L’offerta migliore di stasera è una riproiezione di Fantozzi, e io mi sa che la sfrutto. Speriamo che non mi si intreccino i diti.

(Ang)