Con l’ipotesi di acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix, cresce la preoccupazione su quello che potrebbe essere l’impatto reale sull’industria cinematografica tradizionale. Un nuovo report getta ombre pesanti sul futuro delle sale.
Secondo quanto riportato da Deadline, Netflix starebbe spingendo per una finestra di esclusiva cinematografica di appena 17 giorni per i film Warner Bros., una durata che rischia di mettere seriamente in crisi l’intero sistema theatrical. Una scelta che si scontra apertamente con la posizione delle grandi catene di sale, come AMC Theatres, che continuano a ritenere i 45 giorni il minimo indispensabile per garantire sostenibilità economica alle uscite in sala.
Il CEO di Netflix, Ted Sarandos, ha cercato di rassicurare il settore dichiarando che la piattaforma è “100% impegnata a distribuire i film Warner Bros. nelle sale con finestre standard di settore”. Tuttavia, come sottolinea Deadline, resta il dubbio su cosa significhi realmente “tradizionale” per Netflix, considerando il suo storico approccio fortemente orientato allo streaming.
Una finestra di soli 17 giorni renderebbe estremamente difficile per i grandi titoli recuperare i costi di produzione attraverso il botteghino, minando la redditività delle uscite cinematografiche. Il paradosso è che proprio Warner Bros. è stata, nel 2025, uno degli studi che più ha contribuito a sostenere le sale con una serie di successi commerciali.
Negli ultimi anni Netflix ha comunque dimostrato di riconoscere il valore dell’esperienza in sala in casi selezionati. Titoli come KPop Demon Hunters, proiettato per due weekend limitati, o il finale di Stranger Things mostrato al cinema la notte di Capodanno, hanno ottenuto grande attenzione e risultati significativi. Anche alcuni film “da premi” sono passati dalle sale prima dello streaming.
Nonostante ciò, la strategia resta chiaramente sbilanciata verso il modello on demand. Una linea che potrebbe inasprire ulteriormente i rapporti con le catene cinematografiche, da tempo in attrito con Netflix proprio a causa delle finestre ridotte. Non a caso, figure di primo piano come James Cameron hanno recentemente messo in discussione l’idoneità dei film Netflix ai premi Oscar.
Se confermata, questa impostazione potrebbe rappresentare uno dei colpi più duri mai inferti al modello theatrical tradizionale. Resta ora da capire se esercenti, filmmaker e altri studios riusciranno a opporsi a una trasformazione che rischia di ridefinire radicalmente il futuro del cinema in sala.
