Come molti di voi sapranno il finale de L’Uomo d’Acciaio è stato uno dei più discussi in rete, tanto da scatenare delle vere e proprie prese di posizione su cosa ci fosse di sbagliato in quell’epilo conclusivo nel primo film di Zack Snyder. Ebbene oggi da CBM arrivano le dichiarazioni dello sceneggiatore del film, David S. Goyer che ha allungo parlato della cosa. Ecco le sue dichiarazioni rilanciate da Badtaste:

 

Eravamo abbastanza sicuri che si sarebbe rivelata controversa. Non volevamo ingannare noi stessi e non l’abbiamo certo fatto per fare i fighi. Nel caso dello scontro con Zod, abbiamo voluto metterlo in una posizione difficile che avrebbe portato a un esito doloroso. C’è quest’opinione, e dato che ho scritto anche qualche fumetto posso dire tranquillamente che si tratta di una norma seguita da alcuni miei colleghi che personalmente non condivido, secondo cui “Superman non uccide”. E’ una legge che esiste all’esterno della narrativa e non credo in robe del genere. Quando stai scrivendo per la televisione o per un film, non puoi appoggiarti a una stampella, a una norma che trova la sua ragion d’essere al di fuori dell’esigenza narrativa. Nel nostro caso, la situazione era questa: Zod non avrebbe smesso di uccidere degli innocenti finché uno fra lui o Kal-el non fosse morto. La realtà dei fatti è che nessuna prigione sulla Terra avrebbe potuto tenerlo bloccato, il nostro Superman non poteva volare sulla Luna e non volevamo neanche usare una scappatoia come questa. Inoltre, la nostra opera è da intendersi come un “Superman Begins”. Clark non è Superman fino alla fine del lungometraggio. Volevamo che lui avesse sulle proprie spalle il peso dell’aver ucciso qualcuno, in modo tale da poter trasportare ciò anche nel secondo film. Dato che lui è Superman e le persone lo idolatrano, adesso deve ancorarsi a uno standard molto elevato.

L’Uomo d’Acciaio, il film

Ecco la trama del film: Nel pantheon dei supereroi, Superman è il personaggio più riconoscibile e riverito di tutti i tempi. Clark Kent/Kal-El (Henry Cavill) è un giovane intorno ai vent’anni che si sente alienato dai suoi poteri che oltrepassano qualsiasi immaginazione. Trasportato tempo fa sulla Terra da Krypton, un pianeta tecnologicamente avanzato e distante, il giovane Clark è attanagliato dalla domanda “Perché sono finito quaggiù?”. Plasmato dai valori dei suoi genitori adottivi, Martha (Diane Lane) e Jonathan Kent (Kevin Costner), Clark scopre che l’avere delle straordinarie abilità conduce a dover intraprendere delle difficili decisioni. E quando il mondo è in estremo bisogno di stabilità, ecco sorgere una minaccia ancor più grande. Clark dovrà diventare l’Uomo d’Acciaio per proteggere le persone che ama e per ergersi a salvatore del genere umano.

Warner Bros. Pictures e Legendary Pictures presentano L’Uomo d’Acciaio, con Henry Cavill nel ruolo di Clark Kent/Superman, per la regia di Zack Snyder. Il film è interpretato anche da Amy Adams (“The Fighter”), attrice candidata tre volte agli Oscar, nel ruolo della giornalista del Daily Planet Lois Lane, e il candidato all’Oscar Laurence Fishburne (“What’s Love Got to Do with It”) in quello del direttore del giornale, Perry White. Nel ruolo dei genitori adottivi di Clark Kent, Martha e Jonathan Kent, ci sono la candidata agli Oscar Diane Lane (“Unfaithful — L’amore infedele”) e il premio Academy Award Kevin Costner (“Balla coi lupi”).

A combattere contro il supereroe sono due altri Kryptoniani sopravvissuti, il malvagio Generale Zod, interpretato dal candidato agli Oscar Michael Shannon (“Revolutionary Road”) e Faora, interpretata da Antje Traue. Originari di Krypton sono anche i genitori biologici di Superman, la madre Lara Lor-Van, interpretata da Ayelet Zurer (“Angeli e demoni”) e il padre Jor-El, interpretato dal premio Academy Award Russell Crowe (“Il gladiatore”). Nel cast anche Harry Lennix, nel ruolo del Generale Swanwick, Christopher Meloni in quello del Colonnello Hardy e Richard Schiff che interpreta il Dr. Emil Hamilton. Tutte le news nel nostro speciale: Superman: Man of steel.