david fincher

Il regista David Fincher, impegnato con la promozione del suo nuovo attesissimo film, Mank, ha riflettuto sul predominio dei cinecomics e degli “Oscar bait” (cioè quei film che sembrano essere stati prodotti al solo scopo di guadagnare nomination agli Oscar) nell’attuale panorama cinematografico.

 
 

Dopo un inizio di carriera alquanto difficile a causa del travagliato Alien 3, David Fincher si è rapidamente affermato come uno dei migliori registi di Hollywood grazie ad una serie di classici come Seven, Fight Club e Zodiac. Nel 2010 Fincher ha realizzato quello che molti considerano il suo capolavoro, il dramma biografico The Social Network, grazie al quale Aaron Sorkin ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale.

Tuttavia, in seguito all’uscita di The Social Network, il regista ha iniziato a realizzare sempre meno film: Millennium – Uomini che odiano le donne risale infatti al 2011, mentre L’amore bugiardo – Gone Girl è uscito soltanto nel 2014. Parallelamente, Fincher è stato comunque impegnato sul versante televisivo, grazie alle serie House of Cards e all’acclamatissima Mindhunter. Adesso, Fincher è finalmente tornato dietro la macchina da presa con Mank, biopic dedicato alla realizzazione del capolavoro di Orson Welles, Quarto potere, che sarà disponibile su Netflix dal prossimo 4 dicembre.

Mank ha già ricevuto ottime recensioni da parte della critica americana ed è probabile che figurerà tra i grandi protagonisti della prossima stagione dei premi. Tuttavia, a David Fincher non sembra importante molto dei riconoscimenti e della conseguente fanfara che è in grado di scatenarsi attorno ad un film. Intervistato da Total Film (via Games Radar), Fincher ha parlato del suo disdegno per l’intero concetto di “stagione dei premi” e di come l’idea stessa favorisca i dirigenti cinematografici nel cercare di prevedere le aspettative del pubblico in un modo che Fincher ritiene palesemente malsano.

“Ormai ci sono soltanto due stagioni per i film. C’è ‘l’estate spandex’ e poi c’è ‘l’inverno d’afflizione”. Ormai quando giri un film sai che lo stai realizzando per una delle due stagioni. E se ti perdi, cadrai inevitabilmente in una di quelle altre due stagioni, che ormai vengono considerate come delle discariche. Ha davvero senso tutto ciò?”

Tutto quello che sappiamo su Mank di David Fincher

Mank, un progetto dalla lunghissima gestazione per David Fincher, racconta dell’uomo che ha condiviso con Orson Welles il premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale di Quarto Potere. A interpretare lo sceneggiatore, Herman J. Mankiewicz, ci sarà Gary Oldman, mentre il film è stato scritto da Howard Fincher, il padre defunto di David. Il film è stato girato in bianco e nero e il cast include anche Amanda SeyfriedLily CollinsCharles Dance, Arliss Howard e Tom Pelphrey.

Mankiewicz è stato uno degli sceneggiatori più noti e meglio pagati nei primi anni di Hollywood e ha lavorato con Orson Welles per Quarto Potere. Ex-corrispondente di Berlino per il Chicago Tribune e critico teatrale del New York Times e del New Yorker, Mankiewicz ha scritto alcuni dei film più importanti del suo periodo, e sia lui che Welles hanno condiviso l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale per Quarto Potere nel 1941. Altri film a cui ha lavorato durante la sua carriera includono Il mago di Oz, L’uomo del mondo, Pranzo alle otto, L’idolo delle folle e The Pride of St. Louis.