La fama di Rupert Grint è indissolubilmente legata al ruolo di Ron Weasley nella saga di Harry Potter. L’attore è letteralmente cresciuto sul set, dal momento che è apparso in tutto gli otto adattamenti cinematografici, al pari dei suoi colleghi Daniel Radcliffe e Emma Watson.

Nonostante sia passato già un decennio dalla sua conclusione (Harry Potter e i doni della morte – Parte 2 è uscito nel 2011), l’eredità della saga continua, anche grazie al successo – sicuramente inferiore rispetto al franchise originale – della saga spin-off di Animali Fantastici, il cui terzo capitolo è attualmente in fase di produzione (ne sono previsti altri due, per un totale di cinque episodi).

Al di là della fama che il ruolo di Ron può avergli regalato, Rupert Grint non sembra avere ricordi totalmente piacevoli quando si parla della saga ambientata nel Wizarding World partorito dalla mente di J.K. Rowling. Ospite del podcast Armichair Expert di Dax Shepard, infatti, l’attore britannico ha ammesso che, durante i dieci anni che lo hanno visto impegnato con il franchise, ad un certo punto lavorare ai film è diventato parecchio faticoso, senza però rinnegare la bellissima esperienza che ha avuto modo di vivere.

“C’è stato sicuramente un momento in cui lavorare sembrava davvero soffocante. È stato pesante andare quasi ogni giorno sul set per dieci anni consecutivi. È stata una bellissima esperienza. Sul set c’era un’atmosfera bellissima e sembravano davvero una grande famiglia. Era sicuramente un bel posto dove stare, ma a volte mi sono ritrovato a pensare: ‘Voglio fare qualcos’altro. Vedi cosa c’è là fuori’.”

Naturalmente, questa non è stata la prima volta che Rupert Grint, in tempi recenti, si è ritrovato a parlare del franchise che gli ha regalato la fama mondiale. Lo scorso mese aveva dichiarato in un’intervista con Variety di non essere un devoto al Wizarding World come molti fan si aspettano, e di aver visto solamente i primi tre film della saga (e soltanto in occasione delle anteprime mondiali).