Quentin Tarantino ha risposto oggi alle recenti critiche di Rosanna Arquette nei suoi confronti, in particolare per il suo frequente uso della “N Word” da parte di Tarantino.
“Cara Rosanna, Spero che la pubblicità che stai ottenendo da 132 diversi media che scrivono il tuo nome e pubblicano la tua foto valga la pena di mancare di rispetto a me e a un film di cui ricordo chiaramente che eri entusiasta di far parte”, ha scritto Tarantino in una dichiarazione ottenuta da Deadline. “Ti senti così adesso? Molto probabilmente sì. Ma dopo che ti ho dato un lavoro e tu hai preso i soldi, distruggerlo per quelli che sospetto siano motivi molto cinici, dimostra una decisa mancanza di classe, per non dire di onore”.
Il regista conclude poi con: “Dovrebbe esserci uno spirito di corpo tra colleghi artisti. Ma sembrerebbe che l’obiettivo sia stato raggiunto. Congratulazioni“. Di certo sorprende che Tarantino faccia appello ad uno “spirito di corpo”, ovvero quel sentimento di coesione, lealtà e solidarietà reciproca che lega i membri di un gruppo, quando solo pochi mesi fa lui stesso aveva screditato il lavoro di attori come Paul Dano e Matthew Lillard.
LEGGI ANCHE: Paul Dano rompe il silenzio sulle dure critiche rivoltegli da Quentin Tarantino
Ad ogni modo, la sua risposta arriva a seguito di una recente intervista di Rosanna Arquette, che ha recitato nel film Pulp Fiction, durante la quale ha affermato che quel film è “iconico, un grande film sotto molti aspetti. Ma personalmente non sopporto più l’uso della parola con la N”, ha detto al Times U.K. “La detesto”. Ha continuato: “Non sopporto che a lui [Tarantino] sia stata concessa una deroga. Non è arte, è solo razzista e inquietante”.
La parola è usata in Pulp Fiction circa 20 volte, secondo un conteggio. Ma Quentin Tarantino era solo all’inizio, a quanto pare. Jackie Brown (1997) ha visto più di 30 usi dell’insulto. Django Unchained nel 2012 ne ha contate più di 100. Già nel 1997, Spike Lee ha condannato l’uso eccessivo di quel termine da parte di Tarantino, dicendo: “Non sono contrario a quella parola, e la uso anch’io, ma non in modo eccessivo. E alcune persone parlano in quel modo. Ma Quentin è ossessionato da quella parola. Cosa vuole diventare, un nero onorario?”.
Più recentemente, anche il regista Lee Daniels ha criticato la decisione di Quentin Tarantino di usare quella parola nei suoi progetti, in particolare quando il regista di Bastardi senza gloria ha consigliato al pubblico di “guardare qualcos’altro” se aveva problemi con le sue scelte creative. “Non è la risposta giusta”, ha detto Daniels. Un dibattito, quello che lega Tarantino all’uso di questa parola, che va avanti dunque da ormai almeno vent’anni.
