Dopo oltre un anno di attesa, Bridgerton torna con la prima parte della quarta stagione (la nostra recensione), composta dagli episodi 1–4, segnando un cambio di prospettiva importante all’interno della saga. Questa volta, al centro del racconto c’è Benedict Bridgerton, il secondo fratello maggiore non ancora sposato, la cui storia d’amore si muove su un terreno molto più ambiguo e sociale rispetto alle stagioni precedenti.
Fin dai primi minuti, la stagione chiarisce che non si limiterà a replicare la formula romantica già vista: il tema della classe sociale, dell’identità e del compromesso morale diventa centrale, ponendo le basi per un conflitto destinato a esplodere nella Parte 2.
Il ballo in maschera e l’incontro tra Benedict e Sophie Baek
La stagione si apre con un grande classico dell’universo Bridgerton: un sontuoso ballo in maschera organizzato da Violet Bridgerton. È qui che Benedict incontra Sophie Baek, una donna affascinante e misteriosa che rifiuta di rivelare il proprio volto e la propria identità. L’attrazione tra i due è immediata, ma costruita più sul non detto che sulla dichiarazione esplicita, in linea con un romanticismo sospeso e quasi fiabesco.
Alla fine della Parte 1, Benedict ignora ancora la verità: Sophie è la figlia “illegittima” del defunto Lord Penwood ed è anche la celebre “lady in silver” che lo ha stregato al ballo. Ciò che invece è ormai chiaro è che Benedict è profondamente innamorato, anche se non comprende fino in fondo la posizione sociale e il dolore che Sophie porta con sé.
Una proposta impossibile: perché Sophie rifiuta Benedict
Il cuore emotivo del finale della Parte 1 arriva quando Benedict, consapevole dell’impossibilità di un matrimonio accettato dalla società, propone a Sophie di diventare la sua amante. Non si tratta, nella sua mente, di un gesto crudele, ma dell’unica soluzione che crede possibile all’interno delle rigide regole del Ton.
Per Sophie, però, la proposta è inaccettabile. La sua decisione non è solo morale o sentimentale: è profondamente politica e identitaria. Cresciuta come figlia illegittima e poi umiliata dalla matrigna Araminta Lady Penwood, Sophie rifiuta l’idea di condannare un eventuale figlio alla stessa marginalizzazione che lei ha subito. L’amore per Benedict non basta a cancellare il trauma e la consapevolezza sociale che la definiscono.
La sua scelta di allontanarsi segna uno dei finali più amari e maturi visti finora nella serie.
Araminta Lady Penwood, la vera antagonista della stagione
Già nella Parte 1 emerge con chiarezza chi sia la vera villain della quarta stagione. Attraverso numerosi flashback, la serie mostra l’infanzia di Sophie e il graduale cambiamento di Araminta: da apparente figura accogliente a matrigna spietata, pronta a relegare Sophie al ruolo di domestica dopo la morte di Lord Penwood.
Il parallelo con la fiaba di Cenerentola è evidente, ma Bridgerton ne offre una rilettura più crudele e realistica, sottolineando il peso delle strutture sociali più che quello della magia romantica. Il finale della Parte 1 suggerisce un’ulteriore escalation: Araminta e le sue figlie si trasferiscono vicino ai Bridgerton, proprio dove ora lavora Sophie. Il conflitto, da simbolico, diventa imminente e concreto.
Penelope Bridgerton dopo Lady Whistledown: un nuovo equilibrio di potere
La quarta stagione non riguarda solo Benedict. Penelope Bridgerton, ormai smascherata come Lady Whistledown e sposata con Colin, si trova a ridefinire il proprio ruolo all’interno del Ton. La sua penna, un tempo arma segreta, è ora uno strumento pubblico, osservato e persino sfruttato.
La Regina Charlotte la convoca regolarmente, mentre altri personaggi — incluso Benedict — riconoscono il valore strategico delle sue capacità narrative. La serie suggerisce che il vero arco di Penelope nella Parte 2 non sarà romantico, ma politico: capire se può mantenere potere senza anonimato.
Francesca e John Stirling: un matrimonio già in crisi
Un’altra linea narrativa significativa riguarda Francesca Stirling, alle prese con le prime difficoltà della vita coniugale. Nonostante l’affetto sincero tra lei e John, emergono problemi di intimità e una crescente inquietudine legata anche alla mancata gravidanza.
Il sottotesto è chiaro: Francesca è combattuta, e l’ombra del suo interesse per Michaela Stirling continua a incombere. Anche se questa storyline non troverà una risoluzione immediata, la Parte 1 la usa per ampliare il discorso sulla complessità del desiderio femminile all’interno delle convenzioni sociali.
Il legame con Queen Charlotte e il tema della solitudine
La Regina Charlotte rimane sullo sfondo, ma ogni sua scena è carica di significato. Le sue paure legate alla solitudine e alla morte imminente di Re Giorgio richiamano direttamente gli eventi dello spin-off Queen Charlotte, rafforzando l’idea di un universo narrativo sempre più interconnesso.
La serie suggerisce che il racconto della Regina non sia affatto concluso e che la sua parabola emotiva avrà un peso anche negli sviluppi futuri di Bridgerton.
Come il finale della Parte 1 prepara la Parte 2
Con l’uscita della Parte 2 su Netflix il 26 febbraio, Bridgerton si prepara a sciogliere numerosi nodi narrativi. Il più urgente resta quello tra Benedict e Sophie: due personaggi profondamente innamorati, ma separati da visioni inconciliabili del futuro.
La presenza costante di Araminta, i nuovi equilibri di potere di Penelope, le tensioni irrisolte di Francesca e le inquietudini della Regina costruiscono un quadro denso e stratificato. La quarta stagione, almeno nella sua prima parte, sembra voler dire chiaramente che l’amore, da solo, non basta più: servono scelte, sacrifici e una ridefinizione delle regole del gioco.



