Con il suo mix di mistero suburbano, tradimenti e morte improvvisa, DTF St. Louis si presenta come una storia così estrema da sembrare pura invenzione televisiva. Eppure, per quanto oggi la serie HBO sia dichiaratamente un’opera di finzione, le sue origini affondano in un caso di cronaca reale che negli Stati Uniti fece molto discutere.
Il paradosso è proprio questo: la serie con Jason Bateman, David Harbour e Linda Cardellini non è più “basata su una storia vera”, ma lo è stata nella sua fase iniziale di sviluppo. Prima di diventare un mystery-dramedy ambientato nel Missouri, il progetto nasceva infatti dall’adattamento di un celebre articolo di cronaca nera pubblicato su The New Yorker.
A rivelarlo è stato lo stesso percorso produttivo della serie. Nel 2017 il magazine pubblicò il longform nonfiction “My Dentist’s Murder Trial”, scritto da James Lasdun, un reportage dettagliato su un triangolo amoroso degenerato in un’indagine per omicidio nello stato di New York. Quella storia sarebbe diventata il punto di partenza creativo per il futuro sviluppo televisivo.
Il caso Gilberto Nunez e l’articolo del New Yorker che ha ispirato la serie
L’articolo di James Lasdun raccontava il caso del dentista Gilberto Nunez, incriminato nel 2015 per l’omicidio del suo amico Thomas Kolman, fisioterapista di Saugerties, New York. Al centro della vicenda vi era una relazione extraconiugale tra Nunez e la moglie di Kolman, Linda. Quando la donna decise di ricostruire il proprio matrimonio, la situazione precipitò.
Secondo quanto emerso nel processo, Nunez avrebbe messo in atto una serie di comportamenti estremi per interferire nella relazione tra i coniugi: dalla creazione di false identità online fino al fingere di essere un agente della CIA. Nel novembre 2011 Kolman fu trovato morto nel parcheggio di una palestra, con tracce di midazolam — un sedativo normalmente utilizzato in ambito medico e odontoiatrico — nel corpo.
Il caso giudiziario si rivelò complesso e controverso. L’articolo di Lasdun lasciava spazio a dubbi e zone d’ombra, suggerendo un clima di ambiguità attorno alle responsabilità effettive. Nunez venne infine condannato per reati legati a frode e falsificazione, mentre la questione dell’omicidio rimase oggetto di discussione pubblica.
Nel 2022 la storia entrò ufficialmente in fase di sviluppo televisivo, con David Harbour e Pedro Pascal inizialmente coinvolti nel progetto. Pascal avrebbe dovuto interpretare Nunez, figura centrale della vicenda. Tuttavia, nel 2024 il progetto subì una trasformazione radicale: Pascal abbandonò la produzione e la serie venne completamente rielaborata come opera originale, senza collegamenti diretti con l’articolo del New Yorker.
A spiegare la scelta è stato lo showrunner Steven Conrad, che ha dichiarato di aver preferito non attribuire caratteristiche inventate — incluse dinamiche intime e aspetti controversi — a persone realmente esistite. Gli autori decisero quindi di mantenere solo l’idea di fondo: costruire suspense all’interno di un contesto suburbano apparentemente ordinario.
Oggi DTF St. Louis non racconta più il caso Nunez, ma le somiglianze tematiche restano evidenti: un triangolo amoroso, la frustrazione di una vita coniugale stagnante, la tensione nascosta dietro la quotidianità borghese. La serie HBO ha scelto la strada della finzione totale, ma l’articolo che ne ha avviato lo sviluppo rimane una lettura fondamentale per comprendere il DNA narrativo del progetto.
