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Dead Boy Detectives: recensione dell’oscuro teen drama di Netflix

Lo spin-off di Sandman su due fantasmi teenager alle prese con demoni, folletti, streghe e casi irrisolti. Dal 25 aprile su Netflix

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Dopo il trionfo di The Sandman, l’adattamento dell’acclamata opera di Neil Gaiman con protagonista il misterioso Morfeo di Tom Sturridge, Netflix ha deciso di osare nuovamente portando alla ribalta un’altra amata storia dell’autore britannico. Infatti, la miniserie in otto episodi Dead Boy Detectives, disponibile su Netflix dal 25 aprile, trasporta sullo schermo la cupa e struggente storia dei due simpatici e gentili fantasmi adolescenti creati da Gaiman agli inizi degli anni ’90, Edwin e Charles, il “cervello” e i “muscoli” dell’agenzia soprannaturale “Detective Defunti”. Inoltre, a dare vita a questo spin-off fresco e travolgente, accanto ai fumettisti Neil Gaiman e Matt Wagner, c’è lo showrunner Steve Yockey, noto per aver prodotto il noto e iconico Supernatural e per aver regalato al pubblico l’adrenalinico The Flight Attendant.

Dead Boy Detectives, la trama

Il noioso Edwin Payne (interpretato da George Rexstrew) e l’impulsivo Charles Rowland (Jayden Revri) sono due fantasmi adolescenti molto amici che, mentre cercano da millenni di sfuggire alla Morte, fondano l’agenzia Detective Defunti con l’obiettivo di aiutare a risolvere i casi irrisolti che legano le tormentate anime dei fantasmi di Londra ancora bloccati sulla terra. Tuttavia, il loro equilibrio viene sconvolto quando incontrano la misteriosa e coraggiosa Crystal Palace (l’attrice Kassius Nelson), una giovane sensitiva che ha perso tutti i suoi ricordi a causa di un feroce e caparbio demone (David Iacono). Mossi dal desiderio di ritrovare sé stessi e di compiere “buone azioni” nella speranza di redimersi, i tre si dirigono verso la placida cittadina di Port Townsend, nello stato di Washington, per risolvere un enigmatico caso legato alla scomparsa di una povera bambina.

Dead Boy Detectives – In foto (da sinistra a destra) gli attori Jayden Revri, Kassius Nelson e George Rexstrew. Cr. Ed Araquel Netflix © 2023.

Qui faranno la conoscenza di nuovi amici, come la simpatica e allegra Niko (interpretata da Yuyu Kitamura) e la cinica macellaia tatuata Jenny (Briana Cuoco), ma anche di altrettanti nemici che li “costringeranno” a rimanere lontani dalla confortevole Londra.

Una struttura alla Scooby Doo

La serie struttura ogni episodio intorno a un mistero da risolvere, che va dal salvataggio di Crystal dall’ex fidanzato demone che cerca di possederla, al liberare la dolce e generosa Niko da due folletti tanto adorabili quanto crudeli. Questa intricata e articolata trama, ricca di intrecci e importanti flashback, si nutre dunque delle continue sfide paranormali e personali che i protagonisti devono affrontare. Infatti, i nemici che si trovano sulla loro strada diventano sempre più pericolosi, angoscianti e… invadenti.

Per esempio, a impedire ai tre giovani di tornare a Londra c’è il capriccioso e affascinante Re Gatto, interpretato dal magnetico Lukas Gage (noto per le sue interpretazioni in Euphoria, Love, Victor, The White Lotus e You), che, attratto da Charles, li intrappola a Port Townsend con una scusa ridicola. Ma il Re Gatto è solo l’inizio delle loro preoccupazioni: il trio si imbatte preso nella strega “mangiabambini” Esther (interpretata da Jenn Lyon), che tormenta i tre giovani con il desiderio di renderli preda per il suo grosso e sanguinario “serpente della gioventù”.

Dead Boy Detectives – In foto Lukas Gage nei panni di Re Gatto. Cr. Ed Araquel Netflix © 2023.

E, come se non bastasse, Edwin e Charles devono costantemente cercare di sfuggire alla Morte (la sorella di Sogno in The Sandman, interpretata anche qui dall’attrice Kirby Howell-Baptiste) e di evitare un destino infernale che non pensano di meritare. Questa missione diventa sempre più ardua, soprattutto quando le loro “vite” si intrecciano con la determinazione (o ossessione?) dell’infermiera notturna (interpretata da Ruth Connell, nota per il suo ruolo di Rowena in Supernatural), una “manager dell’aldilà” incaricata di raccogliere le anime dei bambini per conto di Morte.

Edwin e Charles: una seconda possibilità nell’aldilà

Uno dei principali punti di forza della serie risiede senza dubbio nell’ottima caratterizzazione dei personaggi. In soli otto episodi, sia i protagonisti che i personaggi secondari sono raccontati a sufficienza per convincere il pubblico e coinvolgerlo emotivamente. Tutti i personaggi, dunque, per quanto a volte piccoli e marginali per la narrazione, riescono a emergere con pregi e difetti, traumi e speranze. In questa intricata trama, ogni personaggio si mostra come il prodotto dei dolori che ha affrontato. Persino gli antagonisti più crudeli, quindi, finiscono per avere un “valido motivo” per seminare sofferenza, odio e inferno sulla Terra.

Questa particolare cura nella caratterizzazione dei personaggi aggiunge alla trama soft horror una dimensione emotiva e umana che va ben oltre la semplice comprensione del soprannaturale. Ciò che veramente colpisce lo spettatore non sono gli effetti speciali, gli jumpscare o i viaggi danteschi attraverso orrorifici e suggestivi gironi infernali. Quello che fa davvero brillare la serie sono le singole narrazioni, le storie personali e intime dei personaggi che affrontano temi universali come il bullismo, la violenza domestica, la solitudine, il tradimento, il dolore della perdita… e anche l’amore. Le vicende di Edwin e Charles, in particolare, sono così toccanti e commoventi da relegare in secondo piano qualsiasi mostruosità o presenza demoniaca. Pur appartenenti a epoche diverse, infatti, Edwin e Charles si ritrovano legati da un triste destino, un filo rosso di sofferenza e ingiustizia che unisce i loro traumi e il loro profondo sentimento di sentirsi soli a questo mondo.


Dead Boy Detectives – In foto (da sinistra a destra) gli attori Jayden Revri, Kassius Nelson, Yuyu Kitamura e George Rexstrew. Cr. Ed Araquel Netflix © 2023.

Edwin e Charles non si limitano banalmente a cercare redenzione o eternità. Il loro è un viaggio alla ricerca dell’accettazione e del perdono, verso coloro che li hanno feriti e soprattutto verso sé stessi. Un lungo e tortuoso viaggio mosso dal desiderio di seconde opportunità che si estende fino all’aldilà.

Uno spin-off coi fiocchi

Deliziosamente oscuro, adorabilmente goffo e profondamente commovente, Dead Boy Detectives si palesa quindi come un degno spin-off di The Sandman. Infatti, nonostante adotti un’atmosfera più adolescenziale e meno tenebrosa, e pur presentando alcune sottotrame che potrebbero risultare forzate (come quelle legate al demone David e al ragazzo-corvo, talmente noiosi da far risultare difficile prenderli sul serio), il teen drama horror proposto da Netflix riesce senza alcun dubbio a intrattenere, a incuriosire e a catturare il cuore degli spettatori con un tocco tenero e avvincente, che a tratti ricorda quello dell’amato dark fantasy di Joe Hill, Locke & Key.

Sommario

Nonostante adotti un'atmosfera più adolescenziale e meno tenebrosa, e pur presentando alcune sottotrame che potrebbero risultare forzate, Dead Boy Detectives riesce senza alcun dubbio a intrattenere, a incuriosire e a catturare il cuore degli spettatori con un tocco tenero e avvincente, palesandosi come un degno spin-off di The Sandman.

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