Star Wars: The Bad Batch, i filmmaker raccontano la nuova serie Lucasfilm

In occasione dello Star Wars Day 2021, il 4 maggio, la serie esordirà con il primo episodio su Disney+, mentre gli altri episodi saranno disponibili con cadenza settimanale.

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The Bad Batch

In occasione dello Star Wars Day 2021, parte su Disney+ la nuova travolgente avventura nella galassia lontana lontana. È questo il giorno scelto per l’uscita di The Bad Batch, il primo show televisivo di una lunga serie di prodotti annunciati per la piattaforma. Tra serie animate, come questa, e in live action, come saranno ad esempio quella su Obi-Wan Kenobi o quella su Ahsoka Tano, la Lucasfilm continua ad espandere i margini del suo universo, in collaborazione con la Casa di Topolino e con Disney+, naturalmente, che renderà disponibili le serie, con un nuovo episodio a settimana, per tutti i suoi abbonati.

Ma cos’è, o meglio, da chi è composto questo The Bad Batch? Si tratta dello squadrone Clone Force 99, un gruppo di cloni sperimentali che sono stati introdotti nell’ultima stagione di The Clone Wars e che adesso, con la caduta della Repubblica e la nascita dell’Impero e l’ascesa di Palpatine, devono ricollocare il loro scopo e la loro esistenza in un mondo “in pace”.

Ne abbiamo parlato con Dee Bradley Baker (voce di The Bad Batch), Brad Rau (Supervising Director e Executive Producer) e Jennifer Corbett (Head Writer e Executive Producer).

Chi sono i membri di The Bad Batch? 

Dee Bradley Baker: “Dunque, c’è Hunter, che è una specie di leader, che ha doti straordinarie da cacciatore, segue le piste, è un soldato forte e stoico. Poi c’è Tech, che è dedito a tutto ciò che è tecnologico, per così dire. Ha un sacco di gadget e di aggeggi ed è sempre calmo e sicuro di sé in merito a tutto ciò che riguarda la tecnologia e le armi. Poi c’è Wrecker che è i muscoli del gruppo, ha una forza incredibile e trae piacere dallo sfasciare le cose. Crosshair è il cecchino. È un personaggio molto contraddittorio e interessante, le sue doti di visione gli danno un’aria di superiorità. E infine c’è Echo, precedentemente noto come ARC Trooper Echo, che si è unito al gruppo alla fine di The Clone Wars. È versato in strategia e tattica militare e, grazie ai suoi impianti tecnologici, può comunicare con i computer.”

La mente dietro a The Bad Batch è quella di Dave Filoni, uomo a cui la Lucasfilm deve la sua fortuna degli ultimi anni, dopo le non proprio unanimi esperienze dei nuovi capitoli cinematografici. Suo era The Clone Wars, ma soprattutto suo è The Mandalorian, che ha spolverato cuori pulsanti di fan disillusi. E lavorare con lui è certo un’esperienza entusiasmante, come conferma Jennifer Corbett: “Ho lavorato con Dave a Star Wars Resistence, è stato come  seguire una masterclass nella scrittura su Star Wars. Mi ha convinta lui a lavorare alla serie ed è stato interessante perché questi sono personaggi che lui ha creato, un mondo che conosce, ed io ho lavorato direttamente con delle sue creature. Ogni sceneggiatura che firmo con Dave è un’esperienza istruttiva. È stato bellissimo vedere lo show prendere vita con questo team.”

Brad Rau condivide lo stesso entusiasmo di Corbett. “Ho conosciuto Dave allo Skywalker Ranch – ha dichiarato Rau – all’epoca stavo aprendo un mio piccolo studio di animazione e non sono stato in grado di unirmi al team di The Clone Wars, ma ho rettificato tutto con Rebels. Lui è davvero incredibile, non riesco ad immaginare una persona migliore come mentore, specialmente con Star Wars. Già solo lavorare con lui tutti i giorni sul set è stato meraviglioso.”

Nonostante si sia detto, raccontato, mostrato di tutto sull’universo di Star Wars, The Bad Batch si colloca in uno spazio tempo che non era mai stato indagato a dovere da film e serie precedenti. 

“Questo periodo di tempo nel racconto di Star Wars è una delle ragioni per cui ero così eccitata all’idea di lavorare allo show – ha dichiarato Corbett – Ho trovato intrigante e coinvolgente raccontare questa storia. In The Clone Wars vediamo i cloni fare quello che dovrebbero fare, quello per cui sono stati creati, ma qui la domanda è “cosa succede a questi cloni a guerra finita? Cosa accade a questi esseri che sanno solo essere soldati?” Specialmente poi per The Bad Batch che fa le cose a modo proprio già con la Repubblica, e ora che c’è l’Impero come reagisce a questo regime così diverso, come svolge i propri compiti, come affronta un nuovo modo di seguire le regole, cosa che già non fanno troppo volentieri. La sfida è stata raccontare la transizione tra un regime e l’altro. Nella trilogia originale abbiamo visto un Impero già consolidato, qui siamo ad uno stadio primordiale del progetto imperialistico di Palpatine. Abbiamo mostrato pianeti e comunità che erano felici che la guerra fosse finita e che non capiscono davvero le implicazioni di cosa significhi, ora, l’Impero.”

The Bad Batch è ambientato subito dopo la fine della Repubblica

Dee Bradley Baker aggiunge: “È interessante che appena si verifica il passaggio da Repubblica a Impero, la galassia comincia a strutturarsi diversamente, con una serie di regole in più. E The Bad Batch non è proprio una unità basata sulle regole. Certo, come tutti i cloni hanno delle regole interne, ma non sono una squadra normale, ed è interessante vederli in questo momento di transizione e capire come se la cavano.”

Già nel primo lungo episodio conosciamo Omega, una bambina che si unirà alla squadra e che promette di riservare molte sorprese nel corso della stagione. In particolare sembra immediato che tra lei e Hunter si instauri da subito un rapporto molto simile a quello che abbiamo visto tra Mando e Grogu in The Mandalorian. “Quella tra Hunter e Omega è una relazione inedita – ci dice Dee Bradley Baker – i cloni non sono abituati a lavorare con nessuno, ma è interessante in termini di storia e di sceneggiatura avere un personaggio così giovane che interagisce con loro. È una relazione simile a quella padre figlia, ma non del tutto, perché Omega ha un grande potenziale come personaggio. Credo sia interessante svelare pian piano questa relazione, anche perché crea un legame emotivo con lo spettatore, cosa che è sempre stata la forza del franchise.”

E Rau chiude: “Da fan sono eccitato di vedere cosa succede, perché non abbiamo molte informazioni su questo periodo storico e su come l’Impero si sia strutturato e consolidato. Abbiamo questi soldati super addestrati che sono improvvisamente pesci fuor d’acqua e poi abbiamo questa bambina che loro guardano in maniera paterna, e adesso hanno tutta un’altra serie di cose di cui preoccuparsi. Perché prima si curavano solo delle loro armi o della loro nave, e ora non è più così.”

Ci aspettano quindi sicuramente sviluppi inediti e tanta avventura in The Bad Batch, serie Lucasfilm, disponibile con il primo episodio su Disney+ a partire dal 4 maggio 2021.

Star Wars: The Bad Batch