The Stand: la recensione degli episodi 5 e 6

Gli episodi 1x05 e 1x06 della miniserie The Stand, tratta dall'omonimo romanzo di Stephen King saranno disponibili su Starz Play il 31 gennaio e il 7 febbraio.

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The Stand serie

Nella prefazione al suo romanzo L’ombra dello scorpione, Stephen King si domanda curioso se di tale opera si realizzerà mai un film. La risposta, positiva, lascia però poi spazio alla consapevolezza che le trasposizioni cinematografiche dei romanzi finiscono sempre per avere uno strano effetto riduttivo. Un effetto che Josh Boone e Benjamin Cavell, autori della miniserie tratta proprio da tale romanzo, sembra abbiano voluto ad ogni costo evitare. Come riscontato anche nei primi due episodi (qui la recensione), e in seguito con il terzo e il quarto (qui la recensione), The Stand si misura continuamente con la necessità di comprimere quasi mille pagine in nove episodi da un’ora l’uno, finendo però con il dar vita a non pochi pasticci.

Rilasciata con cadenza settimanale sulla piattaforma streaming Starz Play, questa manifesta infatti la volontà di presentare quanti più eventi possibili di quelli narrati nel libro. Per far ciò, si avvale nei primi quattro episodi di una serie di salti temporali che finiscono inevitabilmente con lo stordire lo spettatore. Fortunatamente, a partire dal quinto episodio tale struttura viene abbandonata in favore di una linea narrativa indirizzata ora di gran corsa verso il gran finale. Nei due nuovi capitoli, disponibili rispettivamente il 31 gennaio e il 7 febbraio, si avrà infatti modo di entrare nel vivo della storia, con la possibilità di appassionarsi di più ai personaggi e alle loro azioni.

The Stand: Quando meno è più

Se nei primi quattro episodi sono stati presentati i personaggi e gli eventi che li hanno portati ad incrociare i loro percorsi, a partire dal quinto episodio hanno inizio i primi segnali dell’imminente battaglia conclusiva tra Bene e Male. Un evento, però, a cui la serie e lo spettatore non arriva preparato a dovere. Per il modo in cui sono stati presentati i protagonisti e gli eventi, ben pochi di questi riescono ad avere il peso che dovrebbero all’interno della serie. Tali mancanze si ripercuotono dunque inevitabilmente sull’intera narrazione, e non lasciano molte possibilità di rimedio agli episodi ancora mancanti all’appello.

Nonostante ciò, con i due nuovi episodi, intitolati rispettivamente Paura e delirio a New Vegas (ovvio il riferimento al film del 1998 con Johnny Depp) e La veglia, la serie compie un decisivo quanto auspicato passo in avanti. La speranza maturata era infatti quella che la serie potesse infine raggiungere una maggior semplicità, guadagnandone in forza narrativa. Ciò fortunatamente si verifica ora, dove si abbandona l’alternanza tra passato e presente per concentrarsi unicamente su quest’ultimo. I benefici sono evidenti, dalla maggior chiarezza nell’esposizione degli eventi al maggior rilievo assunto dai personaggi.

The Stand recensione

The Stand: Il fascino del Male

Ovviamente, si risente della compressione di quanto sino ad ora visto. Ma il maggior respiro che i due nuovi episodi permettono di prendere era un risultato non così scontato. Permane però, in generale, una certa superficialità nella scrittura. Questa manca di far assumere al tutto quel valore in più di cui un racconto di questo genere avrebbe senz’altro bisogno per rendersi memorabile. Di storie post-apocalittiche ne è pieno tanto il cinema quanto la televisione, ed è difficile stupire uno spettatore tanto abituato a questo genere di contesti ed elementi. Il romanzo di King vi riesce per la grande cura riposta nei dettagli, elemento che qui continua a mancare, e presumibilmente mancherà sino alla fine.

Se però si riesce a superare quella sensazione di già visto, specialmente dopo una serie come The Walking Dead, con i due nuovi episodi si potrà però ritrovare in The Stand alcuni momenti di particolare fascino. Questi sono perlopiù legati al malvagio Randall Flagg di Alexander Skarsgård. Proprio per la sua natura criptica, che non necessita di eccessivi chiarimenti, egli risulta il personaggio più affascinante della serie. È infatti difficile non riconoscere che Skarsgård sia stata la miglior scelta possibile per la parte. Egli è capace di mostrarsi tanto seducente quanto minaccioso. Così facendo, rende concreto quel sentimento secondo cui forse, per una volta, il Male è davvero più convincente del Bene.  

Mancano dunque tre episodi alla conclusione di The Stand, questa sgangherata miniserie, le cui ambizioni non sono riuscite a compiersi, ma che ha trovato nell’attuale periodo il momento perfetto per andare in onda. Tre episodi in cui è lecito aspettarsi un progressivo incremento del ritmo, nella speranza che tutti i nodi possano infine essere sciolti dopo una presentazione tanto ingarbugliata.