la vita di adèle Il regista tunisino naturalizzato francese Abdellatif Kechiche, che nei suoi precedenti film (La schivata, Cous Cous) ha sempre focalizzato la macchina da presa sui desideri ed emozioni dei propri personaggi, torna nelle sale cinematografiche con  La vita di Adele (Le vie d’Adèle).

la vita di adele posterPalma d’oro a Cannes nel 2013, ispirato ad una graphic novel (Le bleu est une couleur chaude di Julie Maroh), il film narra le vicende sentimentali di un’adolescente di quindici anni, Adele, che nel tentativo di vivere il suo primo amore, trovato in Thomas, scoprirà d’essere attratta, invece, da una ragazza dai capelli blu. Dopo aver fatto la sua conoscenza, il mondo di Adele cambierà, così come le sue aspirazioni e i suoi sogni. Da giovane liceale diventerà insegnante, sulle note dolci ed aspre della storia con Emma, la ragazza dai capelli blu, divenuta nel frattempo un’artista e compagna di vita.

Il cast del film è composto da giovani attrici promettenti, tra cui spicca Léa Seydoux (Bastardi senza gloria, Robin Hood, Midnight in Paris) che nel film interpreta Emma, la ragazza che sconvolgerà la vita di Adele, interpretata invece da Adèle Exarchopoulos, che ha alle sue spalle alcuni ruoli in film minori e in televisione. Le due attrici, sono le uniche donne ad aver vinto la palma d’oro, essendo state incluse nel premio al film, insieme a Kechiche, su richiesta della giuria presieduta da Steven Spielberg. Prima di loro era capitato solo la regista neozelandese Jane Campion (Lezioni di piano).

Abdellatif Kechiche, al suo quinto film, trionfatore di vari premi come il Leone d’Oro per l’opera prima (Tutta colpa di Voltaire) nel 2000, è stato acclamato a Cannes tra la felicità generale di tutta la produzione. Una felicità durata poco, soppiantata dalle recenti polemiche che vedono le attrici scagliarsi contro il regista tunisino, definendolo “perfezionista” e accusandolo di un’eccessiva maniacalità nel girare le scene. Léa Seydoux in un’intervista al Daily Beast, ha definito l’esperienza con il regista tunisino “orribile”; sotto accusa è principalmente una scena di sesso violenta, girata più volte e in condizioni difficili per entrambe le attrici che avrebbero subito una violenza psicologica e verbale da parte di Kechiche, ritenuta “umiliante” anche da Adèle Exarchopoulos.

FOTOSTORE - 66^ FESTIVAL DEL CINEMA DI CANNES - RED CARPET CERIMONIA DI CHIUSURA E FILM "ZULU"Le critiche sono state così aspre e diffamatorie, che hanno suscitato un’inaspettata reazione da parte di un rammaricato Kechiche, che ha esposto la sua volontà di non far uscire il film nelle sale perché “troppo insultato”. Tuttavia il film, che ha vinto anche il premio FIPRESCI, uscirà nelle sale italiane il 24 Ottobre 2013.

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