Dieci anni fa usciva al cinema Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello, e il mondo del cinema cambiò per sempre. Il più bel romanzo del ‘900 trovava finalmente una trasposizione cinematografica degna e invadeva milioni di immaginari individuali, fino a formare un immenso, straordinario immaginario collettivo, come era successo prima solo per Star Wars, e per Harry Potter dopo.

 

“New Line Cinema presenta”  ed è cominciato il viaggio. La profonda voce di Cate Blanchett/Galadriel ci annunciava con solennità e inquietudine che il mondo era in procinto di cambiare e così è stato. Qualcuno riesce ad immaginare il cinema di oggi senza il Signore degli Anelli? Quella ormai tanto abusata motion capture che ha irretito tanti registi non è forse nata per dare corpo a Gollum? Le epiche scene di battaglia del fosso di Helm non riecheggiano nella mente di tutti quelli che guardano un qualsiasi film fantasy? Il Signore degli Anelli ha ridato vita al genere al cinema e l’ha trasformato in un vero must per le industrie cinematografiche di tutto il mondo, ha creato una realtà economica impressionante, ha dato lavoro a moltissimi esperti di special effect, ha fatto sognare gli appassionati di Tolkien, conciliando forse per la prima volta i nerd del romanzo con la trasposizione cinematografica del proprio libro di culto.

Molto di quello che oggi ci sembra normale al cinema non ci sarebbe stato senza la grande visione di Peter Jackson e anche se l’evoluzione naturale del mezzo cinema avesse apportato ugualmente i suoi cambiamenti, non avremmo conosciuto forse mai i tantissimi volti che ora riconosciamo come amici, attori che hanno visto la fama mondiale solo grazie a questo film. Da quelli già grandi, come Cate Blanchet, Ian McKellen, Ian Holm, Hugo Weaving, Christopher Lee, a quelli che si sono affacciati al cinema proprio con questa trilogia come prima esperienza (vedi Orlando Bloom o Dominic Monaghan), a quelli che aspettavano solo il ruolo importante per balzare agli occhi di tutto il mondo (Elijah Wood, Viggo Mortensen, Sean Astin). Ognuno di loro ha lasciato un’impronta nel cinema, e sicuramente in ognuno di loro il Signore degli Anelli ha lasciato un segno profondo.

Signore degli AnelliE pensare che tutto è partito da un rischio incredibile che Peter Jackson si è assunto in prima persona, lui che era noto ‘solo’ per i suoi film splatter/horror ha messo in piedi una produzione neozelandese (!) ed ha creato una delle riduzioni da romanzo migliore se non di sempre, sicuramente degli ultimi 10 anni, conquistando non solo il pubblico, ma anche la critica e soprattutto il prestigio degli Academy Awards: ben 11 per Il Ritorno del Re, come Titanic e Via col Vento, ma su 11 nomination! Non si vuole qui celebrare una trilogia a discapito di molte altre che pure meritano rispetto, ma a tutti i fan di Harry Potter, di Game of Thrones e di tutte quelle saghe e film fantasy che negli ultimi 10 anni hanno proliferato si vuole dire: guardatevi indietro e ringraziate Jackson, e tutti quelli che con lui hanno creduto che un’operazione del genere fosse possibile. Tre film girati in contemporanea, 18 mesi ininterrotti di riprese, comparse, trucchi, costumi, scene, set naturali, modellini in scala e pagine e pagine di sceneggiatura.

A tutti gli adolescenti che hanno aspettato l’ultimo Harry Potter con ansia diciamo che le lacrime a l’attesa per Il Ritorno del Re sono state altrettanto sentite e copiose, a tutti i fan di Steven Spielberg che osannano il suo lavoro in Tin Tin chiediamo di guardare Gollum e di come la tecnologia da allora si sia evoluta, ma sempre da quel punto sia partita, a tutti quelli che non vedono l’ora che arrivi l’1 di Aprile per vedere la seconda stagione di Game of Thrones facciamo notare che il protagonista Sean Bean è e sarà sempre prima di tutto Boromir. Con questo non si sta dicendo bene di qualcosa per screditarne altre, si vuole solo ricordare e ringraziare chi ha reso possibile che questo progetto finisse sul grande schermo, grazie a chi ha ridato vita al fantasy al cinema, infine grazie a chi ha contribuito a fare de Il Signore degli Anelli un punto fondamentale per la storia del cinema. Con emozione e gratitudine grazie per questi di anni di Terra di Mezzo!