Il marciatore – La vera storia di Abdon Pamich, tutti i dettagli sulla storia che ha ispirato il film

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Il film televisivo Il marciatore – La vera storia di Abdon Pamich va in onda su Rai1 in prima serata in occasione del Giorno del Ricordo, portando sullo schermo la vicenda umana e sportiva di uno dei più grandi marciatori italiani di sempre. Diretta da Alessandro Casale, la pellicola vede tra gli interpreti lo stesso Abdon Pamich in un ruolo di raccordo narrativo, con Michael Marini (visto in Con la grazia di un Dio) ad interpretare il giovane Abdon e Fausto Sciarappa (La rosa dell’Istria) ed Eleonora Giovanardi (Per te) nei ruoli dei suoi genitori. Il film racconta però non solo le imprese sportive, ma anche la storia personale dell’atleta. Il progetto è prodotto da Clemart in collaborazione con Rai Fiction, con un approccio che intreccia cronaca sportiva e memoria storica.

La messa in onda del film ha attirato l’attenzione perché va oltre il semplice racconto agonistico, proponendo al pubblico italiano il ritratto di un uomo la cui vita esprime valori di resilienza, determinazione e continuità. Il regista Casale ha voluto sottolineare come la marcia non sia solo disciplina atletica, ma una vera e propria metafora esistenziale per Pamich, rivolgendosi a spettatori di ogni età. Raccontare la sua vicenda significa restituire voce a un periodo storico complesso, quello dell’esodo giuliano-dalmatо, e alla capacità di trasformare la sofferenza in forza personale.

La trama di Il marciatore – La vera storia di Abdon Pamich

Il film ripercorre dunque la vita di Abdon Pamich, partendo dal suo esordio come ragazzo esule da Fiume dopo la Seconda guerra mondiale per arrivare alle sue imprese sportive più celebri. La narrazione segue il giovane Pamich durante la fuga dalla città natale insieme al fratello per raggiungere l’Italia, passando per gli anni di sacrifici, l’avvicinamento alla marcia atletica e la costruzione di una carriera che lo porterà a calcare palcoscenici internazionali. I momenti chiave includono la partecipazione a più edizioni dei Giochi Olimpici, con i trionfi di Roma 1960 e Tokyo 1964, ma anche l’intreccio umano con la propria identità di profugo e sportivo.

Il marciatore – La vera storia di Abdon Pamich cast

La storia vera dietro il film

Abdon Pamich nasce a Fiume nel 1933, all’epoca ancora sotto giurisdizione italiana, e cresce in una realtà di confine segnata da conflitti e rivendicazioni nazionali. Nel 1947, all’età di 13 anni, Pamich e il fratello Giovanni lasciano la loro casa per fuggire dall’avanzata delle forze jugoslave dopo la guerra, segnando l’inizio di una vita di profugo e migrante che li porterà in Italia settentrionale, prima a Trieste e poi a Genova per ricongiungersi al padre. Questo esodo doloroso, raccontato con emozione dallo stesso atleta, rappresenta una delle marce più difficili della sua esistenza e getta le basi per la sua tenacia futura.

Durante l’adolescenza in Italia, Pamich scopre e sviluppa il talento per la marcia atletica, disciplina in cui eccelle per resistenza e determinazione. Nel corso degli anni ’50 e ’60 costruisce una carriera straordinaria alla marcia di 50 km, vincendo numerose competizioni, titoli nazionali e internazionali. È stato campione europeo e medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo più volte, consolidando la propria reputazione come uno dei marciatori più forti al mondo. La sua disciplina e capacità di resistere alle avversità fanno di lui un modello sportivo nazionale di grande rilievo.

Pamich rappresenta l’Italia in cinque edizioni consecutive dei Giochi Olimpici, dal 1956 al 1972. La sua prima grande affermazione arriva a Roma 1960, dove conquista la medaglia di bronzo nella 50 km di marcia, confermando il suo valore internazionale. Il successo più importante giunge ai Giochi di Tokyo 1964, quando Pamich vince la medaglia d’oro nella stessa disciplina, segnando una prestazione memorabile nella storia dell’atletica italiana. In quell’edizione stabilisce una eccellente performance che rimane impressa nella memoria collettiva, consacrando la sua leggenda sportiva.

Dopo il ritiro dall’attività agonistica Pamich non si allontana dallo sport, continuando a essere una figura di riferimento per la marcia e l’atletica in Italia. Grazie ai suoi risultati e alla sua dedizione, è stato insignito di numerosi riconoscimenti, tra cui il Collare d’Oro al Merito Sportivo e varie onorificenze istituzionali. A Tokyo ’72 ha avuto l’onore di portare la bandiera italiana alla cerimonia di apertura dei Giochi. Nel corso degli anni la sua storia è stata valorizzata anche attraverso iniziative culturali e di memoria, sottolineando come la sua vita sportiva sia indissolubilmente legata a valori di perseveranza e spirito olimpico.

La vera storia di Abdon Pamich, come narrata nel film e ricostruita attraverso le tappe della sua vita, è quella di un uomo che ha trasformato le ferite dell’esilio e della giovinezza in una marcia costante verso l’eccellenza sportiva. Dalla fuga da Fiume alla conquista di medaglie olimpiche, Pamich incarna un esempio di resilienza e dedizione, dimostrando come lo sport possa essere uno strumento di riscatto personale e collettivo.

Gianmaria Cataldo
Gianmaria Cataldo
Laureato con lode in Storia e Critica del Cinema alla Sapienza e iscritto all’Ordine dei Giornalisti del Lazio come giornalista pubblicista. Dal 2018 collabora con Cinefilos.it, assumendo nel 2023 il ruolo di Caporedattore. È autore di saggi critici sul cinema pubblicati dalla casa editrice Bakemono Lab.
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