Lamborghini – The Man Behind the Legend (leggi qui la recensione), del 2022, è un biopic che ripercorre la vita di Ferruccio Lamborghini, imprenditore visionario e fondatore dell’omonima casa automobilistica di lusso. Il film si concentra sull’evoluzione personale e professionale di Lamborghini, esplorando il suo passaggio da produttore di trattori a creatore di supercar iconiche, nel pieno boom economico dell’Italia del dopoguerra. Inserendosi nel filone dei biopic industriali, la pellicola cerca di bilanciare dramma, ambizione e contesto storico, ponendo al centro la figura di un uomo determinato a superare i propri limiti e quelli del mercato.
Per interpretare Ferruccio Lamborghini era inizialmente stato scelto l’attore Antonio Banderas, il quale ha però poi rinunciato al ruolo. A quel punto è subentrato nel progetto Frank Grillo, interprete celebre per i film di La notte del giudizio e per essere attualmente l’interprete di Rick Flag Sr. nel DC Universe. Il film si colloca in continuità con altri recenti titoli dedicati a storie automobilistiche reali, come Ferrari (2023) e Race for Glory – Audi vs. Lancia (2024). Queste pellicole condividono l’intento di raccontare non solo gare e scelte tecniche, ma anche i retroscena umani e culturali dei protagonisti, spesso immersi nelle dinamiche competitive dell’industria motoristica.
Lamborghini – The Man Behind the Legend si differenzia però per un focus biografico più marcato, concentrandosi anche in buona parte sull’ambientazione storica italiana, offrendo un ritratto che intreccia ambizione personale e innovazione tecnologica. Nonostante ciò, il film ha avuto meno successo rispetto agli altri titoli legati al mondo dell’automobilismo, per quanto rimanga oggetto di fascino per gli appassionati. Nel resto dell’articolo si proporrà un approfondimento su quanto di vero c’è nel film rispetto alla storia reale di Ferruccio Lamborghini, confrontando fatti storici e licenze narrative adottate dalla sceneggiatura.
La trama di Lamborghini – The Man Behind the Legend
Protagonista della storia è Ferruccio Lamborghini (Frank Grillo), fondatore della celebre casa automobilistica italiana e simbolo di un’Italia che, nel dopoguerra, passa da un’economia agricola a una industriale. La sua vicenda personale si intreccia con la nascita del marchio, riflettendo le trasformazioni di un Paese in piena rinascita. Tornato a Cento dopo la Seconda Guerra Mondiale insieme all’amico Matteo (Matteo Leoni), Ferruccio ritrova la fidanzata Clelia Monti (Hannah van der Westhuysen) e tutta la sua famiglia. Determinato ad avviare un’attività di produzione di trattori agricoli a prezzi accessibili, si scontra con i dubbi del padre Antonio (Fortunato Cerlino), ma non rinuncia al suo progetto.
Dopo aver sposato Clelia, Ferruccio affronta anche Enzo Ferrari (Gabriel Byrne) in una gara automobilistica, episodio che anticipa la loro futura rivalità. Le difficoltà economiche lo costringono però a chiedere aiuto al padre, che sacrifica il terreno di famiglia per permettergli di fondare la Lamborghini Trattori. Mentre sviluppa un motore innovativo, Ferruccio è colpito da una tragedia personale: Clelia muore di parto, lasciandolo solo con il figlio. Nonostante il dolore, riesce a ottenere il finanziamento decisivo dalla banca e a far decollare l’azienda. L’incontro con Annita (Mira Sorvino), però, incrina il rapporto con Matteo, che abbandona l’impresa.
La storia vera dietro il film
Nel film Lamborghini – The Man Behind the Legend viene dunque raccontata la vita di Ferruccio Lamborghini partendo dai suoi anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, quando rientra nella sua città di Cento e decide di trasformare la sua passione per i motori in un progetto imprenditoriale. Qui si vedono le difficoltà iniziali nel creare un’attività di produzione di trattori, la morte della prima moglie e una relazione complicata con il figlio, così come le dinamiche personali e professionali che lo portano a voler competere con la migliore industria automobilistica italiana, con al centro un duello sportivo e simbolico con Enzo Ferrari.
La storia vera di Ferruccio Lamborghini conferma molti punti chiave della pellicola ma con una profondità storica maggiore. Nato nel 1916 in una famiglia contadina a Renazzo di Cento, Lamborghini sviluppa fin da giovane una grande passione per i motori e l’ingegneria, lavorando prima come apprendista e poi in officine meccaniche, esperienza che gli dà competenze fondamentali. Dopo la guerra, nel 1948 fonda dunque la Lamborghini Trattori, producendo trattori robusti ed economici a partire dalla trasformazione di veicoli militari surplus, conquistando rapidamente il mercato agricolo italiano grazie all’innovazione dei suoi modelli.
La pellicola rappresenta con relativa fedeltà la genesi dell’azienda automobilistica, ma nella realtà la transizione ai veicoli sportivi avviene con grande decisione alla fine del 1962, quando Lamborghini decide di dedicarsi allo sviluppo di un’automobile sportiva di lusso. Assieme ai giovani ingegneri Giampaolo Dallara e Giotto Bizzarrini crea quello che sarebbe stato il primo motore V12 destinato alla produzione, e nel 1963 fonda ufficialmente Automobili Lamborghini a Sant’Agata Bolognese, presentando il prototipo 350 GTV e successivamente la 350 GT, che segna l’ingresso del marchio nel segmento delle granturismo di lusso.
Nel corso degli anni successivi Lamborghini consolida la propria fama con modelli iconici come la Miura del 1966, un’auto che definisce il concetto stesso di supercar e segna un punto di svolta nella storia delle auto sportive. La differenza più significativa tra film e realtà riguarda alcuni dettagli drammatici e personali. La pellicola enfatizza infatti eventi romantici e conflitti familiari, mentre le fonti storiche non documentano con precisione certe scene estreme come l’incidente di gara con Ferrari o la morte della prima moglie in circostanze così tragiche.
La rivalità con Ferrari esiste nella memoria collettiva, alimentata da aneddoti e racconti, ma non è documentata in modo formale come una singola gara risolutiva. Quello che è certo è che Lamborghini, critico verso alcune scelte tecniche delle auto sportive dell’epoca, aspirava a creare vetture che combinassero potenza e comfort. Nel confronto finale tra storia vera e interpretazione cinematografica emerge dunque una scelta narrativa tipica dei biopic: rispettare la traiettoria generale della vita di Ferruccio Lamborghini mentre si aggiungono elementi romanzeschi per intensificare il dramma e il coinvolgimento emotivo.
La fondazione dei trattori, la trasformazione in produttore di auto sportive e il successo internazionale della marca sono fedelmente rappresentati, così come l’importanza dei modelli Lamborghini per l’identità del marchio. Allo stesso tempo, il film adatta eventi e rapporti personali per costruire una narrazione più immediata e cinematografica, interpretabile come una sintesi creativa della vita di un uomo che ha saputo trasformare una passione in una leggenda dell’automobilismo.


