mine vaganti

Mine vaganti è un film di Ferzan Ozpetek del 2010 che ha conquistato critica e pubblico grazie alla tematiche affrontate e al talento degli interpreti. Non solo apprezzato in Italia, questo film ha avuto ampi consensi anche all’estero, tanto da vincere numerosi premi sia italiani che internazionali. Ecco, allora, dieci cose da sapere su Mine vaganti.

Mine vaganti film

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1. Ha vinto 4 Globi d’oro. Questo film è riuscito a portarsi a casa ben quattro premi della stampa internazionale, vincendo quelli per il Miglior Film, Miglior Sceneggiatura, Migliore Fotografia e Attrice Rivelazione a Nicole Grimaudo.

2. È un film molto personale. Lo stesso regista del film, Ferzan Ozpetek, ha definito questo film come molto personale. Oltre al fatto di averlo ambientato a Lecce, luogo che ricorda Istanbul, Mine Vaganti è stato dedicato al padre e rappresenta l’esigenza di ripensare al quel rapporto che esisteva tra il regista e i suoi genitori.

3. Ritornano i temi cari al regista. In questo film, inevitabilmente ritornano quei temi che hanno sempre caratterizzato i film di Ozpetek. Tematiche come l’amore, la felicità, la morte e il perdono si evolvono e creano sempre degli sconvolgimenti nella narrazione, così come nella vita reale. Un film che si posiziona a metà tra un dramma e la commedia, in cui si ride di cose che non piacciono.

Mine vaganti streaming

4. Il film è disponibile in streaming digitale. Chi volesse rivedere Mine vaganti, o scoprirlo per la prima volta, è possibile farlo grazie alla sua presenza sulle varie piattaforme di streaming digitale legale come Google Play e iTunes.

Mine vaganti cast

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5. Elena Sofia Ricci si è dovuta imbruttire. L’attrice ha espresso di sentirsi onorata nell’interpretare il personaggio che unisce le tre zie della vita reale del regista. Tuttavia, per interpretare il zia Luciana ci sono volute due ore di trucco tutti i giorni.

6. Ennio Fantastichini non condivideva nulla con il suo personaggio. Durante il momento di presentazione del film alla stampa nel 2010, l’attore ha ammesso di sentirsi molto lontano dal suo Vincenzo e di non condividere l’atteggiamento morale di un paese che tanto amava, oltre che rifiutare l’utilizzo del termine omosessuale in quanto possiede, in maniera intrinseca, una connotazione razzista.

7. Riccardo Scamarcio voleva dare empatia al suo personaggio. L’attore ha rivelato di aver avuto paura che il suo Tommaso non fosse capito, che il pubblico non riuscisse ad entrare in empatia con lui. Perciò, per dare vita al personaggio, ha dovuto lavorare sulla sua passività e sul suo non reagire alle situazioni.

Mine vaganti frasi

8. Un film fatto di frasi indimenticabili. Mine vaganti non poteva non essere un film generatore di frasi memorabili e atte a rimanere nella memoria collettiva. Ecco qualche esempio:

  • Gli amori impossibili non finiscono mai. Sono quelli che durano per sempre. (La nonna)
  • Non devi aver paura di lasciare, perché quello che conta non ti lascia mai. (Tommaso)
  • Tommaso, sei stato bravo a resistere. Fai così. Sbaglia sempre per conto tuo. (La nonna)
  • Tommaso, se uno fa sempre quello che gli chiedono gli altri, non vale la pena di vivere. (La nonna)
  • È più faticoso stare zitti che dire quello che si pensa. (zia Luciana)
  • Invece è vero, sono strana. Non riesco ad avvicinarmi agli altri, tengo tutto a distanza e poi sono piena di fissazioni e di manie. (Alba)

Mine vaganti trama

9. Andare dove porta il cuore. Il film si apre facendo conoscere al pubblico la figura di Tommaso che torna a casa, nel suo Salento, perché si è finalmente deciso, anche grazie al consiglio della nonna, di combattere per le proprie scelte, anche a costo di scontrarsi con la sua famiglia. Una famiglia stravagante e numerosa, proprietaria di un pastificio in Puglia, di buon cuore ma ristretta dalle convenzioni.

10. Un film ricco di colpi di scena. Sebbene Tommaso sia mosso da buone intenzione, sarà suo fratello che anticipa i motivi tale per cui egli sia tornato in Puglia. Una serie di segreti e colpi scena faranno in modo che il protagonista si trovi nella condizione di rimanere l’unico uomo di famiglia a gestire il pastificio, riuscendo a svolgere l’attività anche grazie alla sua amicizia con la giovane Alba.